da Marcello Graziosi riceviamo:
Invio la traduzione di due articoli usciti rispettivamente su "El Mundo
-Diario" e su "El Pais" del 16 aprile 2004 riguardanti il
dibattito apertosi dentro Izquierda Unida all'indomani dell'ennesimo tracollo
elettorale (-1,7% sulle precedenti europee e -0,5% sulle politiche di
quest'anno, minimo storico prima delle europee del 13 giugno. Da 4 ad 1
parlamentare -il secondo eletto è di Iniziativa per Ctalogna-Verdi, forza
politica che ha stretto un patto elettorale con IU, e si iscriverà al Gruppo
Verde-).
Sul piano politico complessivo, IU dovrebbe costituire uno dei "soci
fondatori" del Partito della Sinistra Europea. I termini utilizzati da
Llamazares per analizzare la sconfitta e le soluzioni prospettate non
dovrebbero suonare abbastanza familiari a tutti noi, dal momento che ricordano
diverse discussioni nei nostri organismi dirigenti nazionali a partire dal
lontano 1999, non ultima la Direzione del 16 giugno 2004 (doppia costituente).
Si produce l'innovazione (o rottura, o svolta, o discontinuità), si determina
una sconfitta come nel caso di IU (o un insuccesso sul piano del progetto
politico) e si individuano le ragioni nell'innovazione troppo timida, in quanto
si sarebbe potuto rompere e non si è rotto, soprattutto sul piano identitario e
della relativa pratica politica.
Occorrerà verificare l'evoluzione che la discussione assumerà all'interno del
Partito Comunista Spagnolo, elemento questo di portata certamente non
trascurabile (nei prossimi giorni dovrei riuscire a tradurre il documento
elaborato dalla Commissione Permanente del PCE più volte richiamato, nei suoi
tratti essenziali, nell'articolo di "El Pais").
Ultima annotazione: nessuno pretende di imporre il "modello-Jospin",
scomparso dalla vita politica dopo la sconfitta dei socialisti francesi e sua
personale alle elezioni del 2002, ma la presa d'atto anche sul piano personale
di una sconfitta politica non è evidentemente compresa nel bagaglio culturale
dei sostenitori della nuova alternativa democratica di società, del nuovo mondo
possibile, della clausola antistalinista. Evidentemente, costoro ritengono di
essere indispensabili ed utili per tutte le stagioni. Della serie: va male, ma
senza il mio contributo decisivo potrebbe anche andare peggio! E tutte le discussioni
negli organismi dirigenti si trasformano automaticamente in un referendum sugli
organismi dirigenti, con tutte le degenerazioni che questo processo innesca.
Marcello Graziosi
Llamazares
propone di trasformare Izquierda Unida in una forza politica ecologista e
pacifista
Di Augustin Yanel
Non si dimette perché non si considera il solo responsabile del fallimento alle
elezioni europee. Gaspar Llamazares si sente "corresponsabile" del
cattivo risultato che ha ottenuto Izquierda Unida (IU) alle elezioni del
Parlamento Europeo, anche se, allo stesso tempo, ritiene di non essere "il
solo responsabile". Questa è la ragione per la quale non si è dimesso, ma
ha proposto di tenere un'assemblea straordinaria in dicembre o gennaio
prossimi, con l'obiettivo di aprire una sorta di "processo
costituente" volto a far uscire IU dalla fase di "staticità e declino
elettorale" nella quale si trova.
Il leader di IU ritiene il progetto politico che rappresenta questa federazione
ancora necessario ed utile, anche se necessita di cambiamenti. Il primo,
secondo quanto ha spiegato ieri, consisterebbe in una svolta verso posizioni
ecologiste e pacifiste, pur senza perdere la propria identità come
raggruppamento di sinistra alternativa, verso il cosiddetto ecopacifismo, così come
si era proposta la VII Assemblea del dicembre scorso, senza poi perseguire
l'obiettivo.
Llamazares considera, inoltre, che IU debba riorganizzarsi e porre in essere
alcuni cambiamenti per rendere l'organizzazione più "coesa" e per
"dare corso" alle decisioni adottate dalla direzione. Anche se
non li cita, probabilmente si riferisce, tra l'altro, ad importanti componenti
di IU che hanno preso parte ad iniziative nelle quali si rivendicava il voto in
bianco e non per IU.
Per realizzare questi cambiamenti, la direzione di IU prevede di "chiedere
alla società ed agli elettori le ragioni del fallimento", aprendosi
inoltre alla cittadinanza.
Nella prima fase IU intende avvalersi dell'opinione di tutti i collettivi
sociali che ne sostengono la politica, anche se in alcuni momenti questo non si
è tradotto in termini elettorali: sindacati, gruppi di sinistra alternativa,
collettivi che hanno manifestato per la pace.
In secondo luogo, nell'assemblea straordinaria, si approveranno i cambiamenti
concreti che IU intende realizzare. Nella terza fase, questo progetto di
cambiamento verrà sottoposto a referendum tra tutti i militanti.
Perché non si è dimesso dopo i risultati elettorali tanto negativi? Di fronte a
questa domanda -tra le più frequenti a partire da domenica 13 giugno-
Llamazares dichiara di essere coordinatore generale da tre anni e che le
"difficoltà elettorali di IU" sono precedenti. L'incarico dirigente
di Llamazares arriverà fino alla prossima assemblea: se, allora, si decidesse
di produrre "un passo in avanti" verso il cambiamento che propone la
direzione, egli continuerà a svolgere la funzione di coordinatore generale; nel
caso in cui gli accordi adottati segnassero un "passo indietro o un salto
nel vuoto" si porrà il problema di cosa fare.
Rispetto alle relazioni di IU con il Partito Socialista Operaio Spagnolo
(PSOE), Llamazares ha affermato che non ha intenzione di determinare maggiori
elementi di vicinanza, come invece richiedono alcuni componenti di IU, ma
nemmeno determinare ulteriori rotture, come richiedono altri. Sua intenzione è
giudicare il PSOE per quello che farà al governo e per la realizzazione delle
sue promesse elettorali di sinistra. "Fino ad ora ho l'impressione che il
PSOE sia in ricreazione, estasiato di fronte alla propria immagine, senza
accorgersi di sostenere un governo in minoranza e di doversi necessariamente
confrontare con altri" -ha detto. "Credo che presto dovrà rimettere i
piedi per terra".
El Mundo - Diario 16-04-2004
Rifiuta
di lasciare l'incarico prima dell'assemblea straordinaria.
Llamazares sostiene che la crisi è precedente al suo arrivo ad Izquierda Unida
di Carlos E. Cuè
Gaspar Llamazares ritiene che le sue dimissioni ora non risolverebbero i
problemi di IU. "Se pensassi di essere il solo responsabile di questo
fallimento, sarebbe semplice: basterebbe cambiare il coordinatore generale. Ma
questo processo è in atto da parecchi anni, prima dell'inizio del mio
mandato", da novembre 2000. Con questa frase Llamazares rifiuta ogni
ipotesi di lasciare il suo incarico almeno fino a quando non si terrà la
prossima assemblea, in dicembre o gennaio. Fino ad allora, la direzione ha
intenzione di ascoltare tutti quei soggetti che hanno un'opinione sulle
modalità di uscire dalla crisi. Llamazares ha detto che si farà un "processo
costituente di rinnovamento profondo del progetto".
Il Segretario Generale del Partito Comunista Spagnolo (PCE), Francisco Frutos,
non è affatto d'accordo con questa analisi. La Commissione Permanente del
partito ha approvato un durissimo documento nel quale si segnala che la
"retromarcia sistematica" di IU era prevedibile per la politica
"sbagliata, confusa" ed a volte "trionfalistica".
Fin dalle prime avvisaglie del maggior fallimento nella storia di una
formazione politica abituata alla sconfitta emerge che l'uscita dalla crisi più
grave passa necessariamente attraverso una delle soluzioni più radicate nella
sinistra di alternativa: l'esasperata lotta interna, che in alcuni casi porta a
scissioni, in altri ad espulsioni, ed assai meno di frequente ad un accordo
finale.
Frutos e Llamazares -che non si parlano da quasi tre mesi- stanno chiarendo le
loro posizioni. Il coordinatore generale ha intenzione di continuare, e conta
sull'appoggio della maggioranza che gli ha permesso di governare. Non ha nemmeno
compreso quali possono essere stati i suoi errori. "Mi domando se fosse
esistita un'altra modalità di dirigere IU in questo momento. Forse ho peccato
di eccesso di personalismo, ma senza questa modalità la gente non mi avrebbe
conosciuto nemmeno in dieci anni".
L'idea di Llamazares passa ora attraverso la massima apertura della federazione
ai nuovi movimenti sociali, agli ecologisti, alle nuove forme di militanza.
"Non può essere che i giovani stiano solamente nelle ONG e non nei
partiti". Per questo, la sua proposta è definita da alcuni critici
come "inemendabile". Questo perché l'intenzione del
coordinatore generale per uscire dalla crisi, e non lo nasconde, è approfondire
quei cambiamenti che i settori più tradizionali del PCE gli hanno impedito fino
ad ora di realizzare. E se questo dovesse costare una lite interna costante
fino all'assemblea, si pagherà questo prezzo.
Il PCE ha un'altra posizione. "L'arretramento di IU è sistematico e
nemmeno le circostanze sociali favorevoli che si sono determinate negli ultimi
due anni (il riferimento è alle mobilitazioni sindacali, studentesche e
pacifiste) sono servite per rialzare la testa; il problema è di fondo",
assicura il testo della Commissione Permanente. "In politica non esistono
né voti in prestito né trasfusioni, in politica si fa centro o si
sbaglia". "Il cambio d'immagine o di nome, la ricerca di figure
splendenti di luce propria con la pretesa di esorcizzare in questo modo la
sindrome del fallimento non serve a nulla; solo il rigore in quello che proponi
ed il come lo proponi ti danno autorevolezza politica, immagine di fronte alla
società". In questo momento non si registrano grandi novità sulle
relazioni con il PSOE, asse della polemica interna ad IU. Llamazares ha
annunciato che non vi saranno cambiamenti, che IU sarà autonoma nel giudizio: a
volte appoggerà le misure del governo, in altri casi si opporranno.
El Pais, 16-04-2004