da http://www.solidnet.org
From: Communist Party of Peoples of Spain
Friday, February 11, 2005
http://www.pcpe.es, mailto:qboix@sct.ictnet.es
Il dibattito alle Cortes sulla proposta promossa dal Parlamento Basco per la modifica dei rapporti con lo Stato Spagnolo evidenzia la necessità di superare la Costituzione del 1978
Nel corso del dibattito
sull’accordo del Parlamento Basco per la modifica dei rapporti con lo stato
spagnolo, è stata evidenziata l’incapacità della Costituzione spagnola del 1978
di dare risposte a principi democratici elementari, quale il diritto di
scegliere il tipo di rapporti con lo stato da parte dei popoli e delle nazioni
che oggi costituiscono la Spagna.
Questo dibattito fino ad oggi era stato forzatamente evitato dalla disciplina del cosiddetto Patto di Transizione, a cui le varie formazioni politiche avevano accordato la formulazione dello Stato delle Autonomie come diga di contenimento delle rivendicazioni nazionali.
È stato l’esaurimento di quel Patto, insieme alla lotta del popolo basco per i
suoi diritti nazionali, che ha spinto all’avviamento di quest’iniziativa
politica.
La borghesia basca ha rotto il patto con l’oligarchia spagnola per tentare di ricollocarsi in posizione di vantaggio nell’attuale situazione di ripresa della lotta di classe. La possibile approvazione della Costituzione Europea è poi un altro fattore che spinge in questa direzione, perché presuppone una maggiore restrizione dei diritti di popoli e nazioni, e la borghesia basca aspira a rimanere posizionata meglio in questo scenario europeo.
Senza approfondire oltre queste elementi fondamentali per interpretare i
recenti avvenimenti - che si trovano ampiamente sviluppati nella nostra tesi
sulla Questione Nazionale approvata dalla III Conferenza del PCPE - ecco le
conclusioni di ciò che questo significa per la lotta politica nella nostra
realtà.
Il Comitato Esecutivo del PCPE afferma:
1. L’esaurimento della Costituzione del 1978 è un fatto politico indiscutibile che oggi limita gravemente i diritti di popoli e nazioni dello stato, ed evidenzia il breve percorso del Patto di Transizione realizzatosi sulla base della sottomissione agli interessi egemonici dell’oligarchia spagnola, dell’esercito e della chiesa cattolica.
2. Non danneggia solo la questione nazionale all’interno
stato, ma in modo più strutturale colpisce la stessa forma di stato. La
monarchia borbonica usurpa i più elementari principi di sovranità e
democrazia, è perciò necessario che i
popoli dello stato si pronuncino tra questa forma di stato e la repubblica di
tipo confederale, in un processo democratico con ampia partecipazione di tutta
la società.
3. Il Patto di Transizione ha tradito la eroica lotta per la
difesa della Repubblica, costruendo un
pesante muro di silenzio su questo episodio trascendentale per la nostra
storia. Una società democratica deve fare di questa gesta eccezionale un
elemento della costruzione della sua identità. Ciò non sarà mai possibile con
la Costituzione del 1978 e chi la vuole.
4. Il Comitato Esecutivo del PCPE reclama l’avviamento di un
processo di superamento della Costituzione del 1978 sulla base dei principi di:
a, Repubblica spagnola di tipo confederale.
b, Libera autodeterminazione di popoli e nazioni, dato che la Spagna potrà
esistere solo come unione volontaria di
popoli liberi e sovrani.
c, Recupero della memoria storica e della lotta eroica per la II Repubblica,
con l’eliminazione di tutti i simboli pubblici di esaltazione del fascismo
d, Modello economico basato sugli interessi delle masse, con un forte settore
pubblico e meccanismi di ridistribuzione del reddito, verso una società di
persone libere ed uguali.
Questa proposta avanzerà sulla base di un’ampia alleanza delle forze popolari e
democratiche contro l’egemonia
dell'attuale blocco di potere che rappresenta gli interessi più asociali ed
antidemocratici. L’oligarchia spagnola si rifugia nella monarchia e nella
negazione dei diritti di popoli e persone come meccanismo di oppressione. Il
processo di conformazione della Spagna da parte dell’oligarchia è un modello
fallito più volte nella storia, e che può reggersi solo sulla repressione dei
diritti dei popoli e delle persone, e ricorrendo periodicamente ad un brutale
esercizio di violenza per tentare di trattenere la lotta per i diritti delle
masse, come accadde con il golpe fascista del 36.
Per finire con questa infernale dinamica storica, e costruire un modello di
relazioni e diritti che unifichi gli interessi delle masse, il Comitato
Esecutivo del PCPE propone un ampio fronte democratico e repubblicano per
superare la Costituzione del 1978 fondato sui principi esposti in questa
risoluzione.
Comitato Esecutivo del Partito Comunista dei Paesi della Spagna
Febbraio 2005
Quim Boix Responsabile delle Relazioni Internazionali
Comitato Centrale PCPE (Partito Comunista dei Popoli di Spagna)
traduzione dallo spagnolo di FR