Spagna: Il referendum sul trattato della Costituzione europea
Comunicato del “Coordinamento statale NO alla
Costituzione Europea”
http://www.pcpe.es , mailto:qboix@sct.ictnet.es
21 febbraio 2005
Meno di un terzo dei cittadini dello stato spagnolo con diritto di voto ha ratificato il Trattato della Costituzione Europea nel referendum consultivo celebrato il 20 febbraio.
Insieme all’altissima astensione (che ha superato quella delle elezioni europee
del giugno 2004), il NO alla Costituzione Europea ha ottenuto il 17,3% dei voti
in tutto lo stato, raggiungendo percentuali significative in Euzkadi (33,7%),
Catalogna (28%), Navarra (29%), ecc. Anche le schede bianche hanno raggiunto
percentuali inusuali (6% la media statale).
Il governo statale e le forze politiche che hanno sostenuto il SI, che
rappresentano circa il 90% del Congresso dei Deputati, hanno ricevuto una
sonora lezione. Non sono stati neppure in grado di mobilitare il proprio
elettorato tradizionale.
Sebbene nel processo referendario non siano stati garantiti pienamente i
diritti di espressione ai cittadini, si siano “imbavagliati” i difensori del
NO, e il governo statale abbia manipolato l’informazione, abbia mentito e
utilizzato in modo fraudolento le risorse pubbliche a vantaggio del SI, il voto
per il NO ha ottenuto un degno risultato, specialmente in quelle comunità e
località dove i cittadini attraverso l’attività di centinaia di piattaforme
unitarie che raggruppavano numerose organizzazioni sociali, civiche e politiche
hanno potuto contrastare l’informazione fornita, spiegare e offrire una visione
più completa del vero contenuto del trattato costituzionale, del suo carattere
profondamente antisociale, della consacrazione del modello economico
neoliberale, del deficit di democrazia, della negazione dei diritti nazionali e
della conferma dell’Europa potenza e bellicista. In tal modo questi cittadini
hanno potuto offrire anche possibili alternative che permettano l’avanzata
verso un’Europa sociale, veramente democratica, pacifica e solidale.
Questo referendum conferma la tendenza espressa nelle ultime elezioni per il
Parlamento Europeo. La perdita di illusioni da parte dei cittadini nei
confronti di questa Unione Europea è la manifestazione evidente che ci troviamo
di fronte ad una grave crisi politica. In tal senso, il risultato del
referendum non solo non riduce la crescente distanza tra i cittadini europei e
le istanze dell’UE, ma non fa che accrescerla.
Con questo risultato, il Trattato Costituzionale dell’Unione Europea non ha
legittimità. Quando sono richiesti il consenso, maggioranze del 50%+1,
maggioranze qualificate nel caso di decisioni particolarmente importanti, non
si può accettare la ratifica del Trattato Costituzionale con il voto favorevole
di meno di un terzo del corpo elettorale.
Di fronte all’assenza di garanzie democratiche nello sviluppo del referendum,
all’illegittimità del suo risultato, rifiutiamo la convalida del Trattato
Costituzionale e ci dichiariamo non vincolati alla possibile ratifica che
legherà il governo e le istituzioni dello stato.
Seguiremo attentamente il processo di consultazione negli altri stati europei e
promuoveremo iniziative che permettano di gettare questo Trattato
Costituzionale neoliberale nella spazzatura della storia e di costruire con la
partecipazione e la mobilitazione dei cittadini un’Europa veramente
democratica, sociale, pacifica e solidale.