fonte
www.solidnet.org
dal Partito Comunista dei Popoli di
Spagna (PCPE) - http://www.pcpe.es , mailto:qboix@sct.ictnet.es
Il Comitato Esecutivo del
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
22 Marzo 2006
Il PCPE commenta la dichiarazione di tregua da parte dell'organizzazione
armata basca ETA
Questa dichiarazione, insieme al
lungo periodo di azioni armate di bassa intensità e la Dichiarazione di Anoeta,
sono dimostrazione inequivocabili della scommessa su cui hanno puntato i leader
del movimento popolare e nazionale basco, per una nuova tappa politica che
permetta il superamento del conflitto che vive Euskal Herria. Pertanto, ci
congratuliamo per il grado di maturità ed unità del MLNV ed esprimiamo la
nostra inequivocabile convinzione che nell’attuale congiuntura politica
l’apertura di vie di dialogo col governo spagnolo favorirà le posizioni del
blocco nazionale e popolare di Euskal Herría.
Dal riconoscimento della volontà politica del governo di Rodríguez Zapatero che
ha aiutato la dichiarazione di questa tregua, il PCPE ritiene che a questo
punto si deve procedere con decisione nella direzione di:
- Riconoscere in modo pubblico
l’esistenza di due tavoli di negoziazione secondo quanto proposto dalla
Dichiarazione di Anoeta, il riconoscimento di tutti gli attori presenti nel
conflitto e la partecipazione di tutti al suo superamento
- Abrogare la Legge sui partiti e riconoscere a Batasuna la legalità che
questa Legge ha usurpato
- Promuovere l’annullamento del processo 18/98 e tutti i processi giudiziali in
questo momento a carico dei militanti della sinistra indipendentista basca.
- Accelerare il processo di
avvicinamento dei carcerati alle prigioni di Euskal Herria, quale segno
inconfondibile della volontà di avanzare verso una soluzione definitiva della
situazione.
- Sollecitare la dichiarazione
di incostituzionalità delle interpretazioni alla lettera della Corte suprema
contro i diritti e i benefici penitenziari dei militanti dell’ ETA carcerati
nelle prigioni spagnole.
Fatti tutti questi passi, come
dimostrazione necessaria della volontà del governo del PSOE di percorrere un
vero processo di negoziazione che conduca al superamento del conflitto politico
tra lo Stato Spagnolo ed Euskal Herría, il governo dovrà allora affrontare in
modo deciso tutti i settori economici, politici, militari, polizieschi e
giudiziali che da varie istanze dello Stato, ed in rappresentanza degli
interessi di classe dell’oligarchia più centralista e reazionaria, hanno
prodotto e continueranno a produrre tutti gli intoppi possibili ed
immaginabili, alcuni legali ed altri no, al successo delle negoziazioni.
Da parte nostra continuiamo ad
esprimere la convinzione che solo col riconoscimento del diritto
all’autodeterminazione di Euskal Herría, la liberazione dei carcerati ed il
ritorno dei rifugiati e rifugiate, si compieranno i passi definitivi per il
superamento del conflitto tra lo Stato Spagnolo ed Euskal Herría.
Facciamo un doppio appello
alle forze progressista e rivoluzionarie dei popoli della Spagna, di cui fanno
parte il blocco popolare e nazionale di Euskal Herría, affinché assumano, fuori
dall’ideologia del ceto borghese dominante, una posizione coerentemente
internazionalista di solidarietà di classe che aiuti in questa nuovo tappa
política per l’avanzamento delle posizioni della classe operaia ed i
settori popolari, non solo in Euskal Herría, ma nell’insieme di popoli e
nazioni della Spagna.
Infine, patrociniamo perché questo
processo che comincia ora non si risolva col trionfo delle posizioni borghesi
che tanto in passato come al presente, non hanno una risposta per sviluppare un
progetto statale capace di integrare l’insieme di popoli e nazioni che formano
oggi lo Stato Spagnolo.
Traduzione dallo spagnolo del Ccdp