www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 18-10-06

da Rebelion.org
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=39126
 
Il 70° anniversario delle Brigate Internazionali
Vivi nel cuore e nella memoria
 
Fernando Delgado
 
11/10/2006
 
Sono state celebrate a Madrid, da sabato 7 a lunedì 9 ottobre, le manifestazioni di commemorazione dei Brigatisti Internazionali che hanno combattuto per la difesa delle libertà repubblicane durante la Guerra Civile spagnola.
Una di queste manifestazioni ha visto l’inaugurazione di un monumento dedicato ai valori e alla dignità di questi uomini e donne, costruito a Morata da Tajuña. All’inaugurazione del monumento è stata abbinata la visita al museo della battaglia di Jarama. 
Una altro appuntamento carico d’emotività, è stato quello celebrato all’auditorium Pilastro Bardem, sito in Rivas Vaciamadrid, dove scrittori, musicisti ed attori hanno espresso un ringraziamento corale.
L'attore José Sacristán all'apertura della celebrazione:
 “Grazie per il vostro coraggio, la vostra onestà e il vostro ardire. Il vostro esempio sarà sempre vivo nel cuore e nella memoria. Quando uno vi guarda e stringe le vostre mani, sento un brivido intenso e il coraggio per seguire i vostri passi. La difesa della giustizia è ancora una quotidiana avventura, nel lavoro, nella casa, per la strada... Che nessuno alteri i principi irrevocabili di giustizia e libertà”.
E dopo aver guardato i brigatisti seduti ai lati del palco ha continuato:
“Queste persone meritano un profondo e gioioso rispetto.”
La musica e la parola si sono susseguite intercalandosi. Pedro Guerra, Uxía, Luis Pastor, Quintín Cabrera, Suburbano, ecc., sono alcuni di coloro che hanno partecipato citando canti e melodie che sono parte indelebile della lotta antifranchista ed antifascista.
 
Nella parola narrata, alcune note scritte da José Antonio Labordeta sono state lette dal cineasta Montxo Armendáriz: “Il tempo passa ed il tentativo della destra che l’oblio cada su certi nomi affinché brillino solo i loro, non avrà successo. Quando si vuole manipolare la memoria, questo ci dà coraggio nella difesa della libertà.”
 
La poesia ha preso vita nella voce di Luis García Montero, le sue parole si sono fuse in un solo corpo con quei versi dei nostri grandi poeti del secolo scorso, quando descrivevano il valore dei brigatisti:
"La Spagna vera, fedele alla Repubblica, non potrà mai dimenticarvi" (Antonio Machado);
“Fratelli, Madrid, col vostro nome, s’ingrandisce ed illumina" (Rafael Alberti);
“Per la vostra nobiltà passa un immenso fiume con colombe d’acciaio e ci rassicura” (Pablo Neruda)...
Ha chiuso lo stesso García Montero: “la Vostra dignità è un esempio per cui si può credere nel futuro, un esempio contro la paura aggressiva dei ricchi, un esempio per frenare gli speculatori e i ladri dai guanti bianchi, un esempio per quegli immigranti che cercano solo un'opportunità per vivere.”
Settanta anni dopo, gli ideali di un mondo migliore, di una giustizia sociale concreta e non solo scritta sui fogli, non sono caduti nel torbido oblio.
 
Per questa ragione, l’accoglienza dedicata a questi uomini e donne nella sala delle colonne del Congresso dei deputati si è coperta di un colore molto più politico, con discorsi che partendo dell'esperienza della Guerra Civile hanno finito col riferirsi al presente, abbozzando future linee guida; siamo nel 2006 - hanno sottolineato per dimostrarci che non sono ostaggi dei ricordi - e oggi il mondo è dominato da personaggi come Bush e Blair, che assumono l’aspetto del fascismo attuale.
 
Il Coordinatore generale di Sinistra Unita (IU), ed anche Gaspar Llamazares, hanno seguito quella traccia perché. “lottaste per un mondo più giusto, uniti dal laccio rosso dei vostri ideali, rifiutando il fascismo. Siete un ricordo incancellabile, presente e futuro dell'umanità minacciata dalla guerra e dal razzismo.”
Amaya Ruiz, figlia di Dolori Ibárruri, ha letto il messaggio d’addio, quello scritto e letto da sua madre agli internazionalisti, nell'autunno del 1938.
La deputata di IU a Valencia, Isaura Navarrese, concisa e breve, in chiusura ha messo a nudo la vera radice di tutti gli atti di commemorazione nel 70° anniversario delle Brigate Internazionali:
 
“Questa non è altro che la memoria di chi ha lottato, convertita in bandiera di quello che ci tocca fare oggi: Viviamo in democrazia, ma ci rimane molto, molto da fare. Non ci arrendiamo, seguiremo il vostro esempio di lotta per un paese libero. Perché vale la pena difendere giorno per giorno i valori della Repubblica.”
Le note dell'Internazionale hanno poi avvolto e scaldato la fredda atmosfera del Congresso dei Deputati, rivitalizzata dai vivi protagonisti di un gran pezzo della nostra storia.  
 
Traduzione dallo spagnolo di FR per www.resistenze.org