www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 07-11-06
Da www.contropiano.org
La questione basca - La posizione di Batasuna
Lettera aperta di Batasuna (Euskadi) all'opinione pubblica internazionale
9 ottobre 2006
La Mesa Nacional di Batasuna (l’organo di direzione), attraverso questo foglio d’informazione, vuole rendere partecipe l’opinione pubblica internazionale delle sue riflessioni, contestualizzando il momento, prendendo come riferimento il passato e dando a questa lettura una prospettiva di futuro.
Da dove veniamo?
Abbiamo avviato un processo politico che cerca il superamento definitivo del conflitto politico che, negli ultimi secoli, ha visto quattro scontri armati. Perché ora? Perché Euskal Herria (il Paese Basco, N.d.T.) è stata capace di generare, attraverso la lotta durata anni, delle condizioni politiche e sociali nuove, radicando nella maggioranza della cittadinanza basca la necessità del cambiamento politico.
Rispondendo a questa necessità, BATASUNA ha presentato, ad Anoeta, la proposta “Orain erria Orain Bakea” (“Ora il Popolo Ora la Pace”, N.d.T.), un metodo per superare in maniera definitiva il conflitto politico ed armato. Riteniamo che durante questi due ultimi anni, la nostra proposta abbia attecchito nella società.
La necessità di dialogo e negoziato, ampiamente appoggiata dalla cittadinanza basca, converge con la metodologia dei due tavoli che abbiamo presentato ad Anoeta e con l’idea che la parola e la decisione spettano al nostro popolo.
In questo spazio di tempo, è evidente che sono stati compiuti dei passi, da parte dei diversi soggetti politici, per progredire nel dialogo e nella costituzione dei due tavoli.
Qual è il bilancio degli ultimi sei mesi?
Da quando l’organizzazione ETA, il 22 marzo 2006, ha dichiarato il cessate il fuoco permanente per promuovere il processo democratico, questo ha visto momenti di luce e d’ombra. Un bilancio sincero della situazione attuale ci dimostra che l’atteggiamento di certi soggetti ha squilibrato la bilancia verso gli aspetti negativi.
Per Batasuna, queste sono le principali conclusioni rispetto agli ultimi sei mesi:
Aspetti positivi
L’iniziativa della Sinistra Indipendentista basca ha marcato lo sviluppo del dibattito politico e ha aperto le porte ad un processo democratico in Euskal Herria.
Questo processo ha ricevuto, senza alcun dubbio, l’appoggio chiaro della cittadinanza. Basti, come esempio, la grande manifestazione svoltasi a Bilbao il 1° aprile 2006, indetta da diversi soggetti che partecipano al cosiddetto “accordo democratico di base” (accordo sottoscritto nel 2005 da 55 soggetti sociali, politici e sindacali, nel quale si afferma che il superamento del conflitto si avrà quando sarà rispettata la parola dei cittadini del Paese Basco).
Il dibattito politico aperto ha avuto il suo riflesso in tutta Euskal Herria. Le riunioni svoltesi fra i diversi soggetti politici hanno sottolineato la necessità del negoziato politico. Si rivelano più nitidi che mai i nodi che originano il conflitto e che tutti insieme dobbiamo sciogliere: l’autodeterminazione e la territorialità.
La dichiarazione del presidente spagnolo, nella quale proclamava che avrebbe rispettato la volontà liberamente espressa della cittadinanza basca, è stata un avvenimento di prima grandezza.
Aspetti negativi
Gli Stati spagnolo e francese continuano con la scommessa sulla repressione. Nel caso del PSOE, si utilizza la repressione per condizionare il processo.
Ma al di là della repressione, il PSOE ha paralizzato il dibattito politico, ha preteso di determinare i ritmi ed il calendario, stravolgendo le basi del processo ed evitando di compiere i passi necessari a svilupparlo e tutto questo con l’aiuto ed il beneplacito del PNV (partito democristiano basco).
Il governo francese resta un semplice spettatore, come negli ultimi due anni, negando il carattere politico del conflitto e considerandolo un problema del solo stato spagnolo.
Da parte dei partiti politici, rispetto alla scommessa sul processo, hanno prevalso gli interessi particolari ed elettorali.
In quale momento ci troviamo?
Trascorsi sei mesi da quando, il 22 marzo ETA aveva iniziato il cessate il fuoco permanente, la nostra responsabilità ci porta a sottolineare la grave situazione che si evince dal bilancio realizzato.
Anche se si sono potute vedere immagini ed ascoltare pronunciamenti che lasciavano percepire segnali di speranza, come la dichiarazione del presidente del Governo spagnolo (nella quale si disponeva a rispettare la libera decisione della cittadinanza basca) e la riunione fra il PSE (sezione basca del PSOE, N.d.T.) e Batasuna, tutte queste dinamiche non hanno avuto continuità.
La realtà attuale è che si continua a non creare il tavolo di partiti di Euskal Herria al quale possono sciogliersi i nodi del conflitto (l’autodeterminazione e la territorialità), chiave principale per conseguire una soluzione democratica; al contrario, sono costanti gli attacchi ed i ricatti da parte del PSOE. Non si danno, pertanto, le condizioni per un negoziato paritario ed in uguaglianza di condizioni e la crudele e criminale politica penitenziaria e la persecuzione dell’attività pubblica si sono inasprite.
Tutto questo ha portato il processo democratico ad una situazione di blocco. Il PSOE è il massimo responsabile di questa situazione, poiché è impegnato in un tentativo di tirare per le lunghe e stravolgere il processo negoziale. E quando parliamo di stravolgere, diciamo che vogliono trasformare il processo, che dovrebbe essere impostato come un esercizio democratico affinché la cittadinanza basca decida liberamente il suo futuro, in un’altra cosa, tesa all’indebolimento ed all’imposizione di condizioni alla Sinistra Indipendentista basca.
Ed in questa congiuntura, mentre l’azione del PNV non è stata altra che l’assicurarsi il mantenimento dei propri interessi economici e politici, anche altri soggetti politici si sono completamente lanciati nella battaglia elettorale (nel 2007 e nel 2008 ci saranno le elezioni municipali, quelle provinciali, quelle per il Parlamento di Navarra, quelle Generali e le Presidenziali); insomma, hanno messo in secondo piano il processo democratico di risoluzione.
Qual è la via da seguire?
Batasuna ritiene che sia il momento di disattivare i tentativi di tirare in lungo e di deteriorare il processo democratico. Il compito della Sinistra Indipendentista è guidare il processo sulla via della risoluzione del conflitto che ci chiede il popolo basco
Se il riconoscimento ed il rispetto della parola e della decisione della cittadinanza basca è la chiave per la risoluzione, abbiamo bisogno di costruire qui, ora e fra tutti, un processo che risponda a questa necessità, cercando nelle radici che stanno alla base del conflitto e chiudendo le ferite che lo alimentano.
Pertanto, la Sinistra Indipendentista promuoverà un processo che abbia come chiave l’obiettivo del riconoscimento di Euskal Herria, del suo diritto a decidere e la territorialità, dedicando a ciò tutto il suo capitale politico e militante.
La Sinistra Indipendentista ha lavorato e lavorerà responsabilmente, rispondendo ai desideri ed alle aspirazioni della maggioranza del nostro popolo in maniera positiva, sforzandosi di trovare soluzioni alle trappole ed agli inganni che possano ostacolare il cammino.
Viviamo momenti difficili, ma la Sinistra Indipendentista continua ad impegnarsi per fare uscire il processo dalla situazione di blocco. Pertanto, vogliamo fare un appello particolare all’opinione pubblica internazionale, affinché aiuti come può a promuovere il processo democratico. Il nostro obiettivo è chiaro: dare la parola alla cittadinanza di Euskal Herria, affinché decida il suo futuro liberamente e democraticamente e contribuire così a creare un mondo più giusto.