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- popoli resistenti - spagna - 01-12-07 - n. 205
Processo 18/98: un ennesimo esempio della repressione politica nei Paesi Baschi
Nei Paesi Baschi (Euskal Herria), alla fine di dicembre, sará emessa la sentenza del maxiprocesso denominato 18/98 nel quale vengono imputate quasi 60 persone appartenenti a diversi collettivi e associazioni, con l'accusa di appartenenza all'organizzazione armata ETA. Per loro il Pubblico Ministero chiede pene che vanno dai 2 ai 19 anni di prigione.
Il loro reato: lottare a favore dei diritti del popolo basco.
La storia é cominciata a metá degli anni '90: il Partito Popolare di Aznar, con la collaborazione del Partito Socialista (PSOE) di Zapatero, considerata l'incapacitá di sconfiggere il movimento indipendentista basco, fa un passo avanti nella strategia repressiva: non basta colpire solo ETA, bisogna estendere la repressione a tutti i collettivi, partiti e associazioni di ideologia indipendentista e di sinistra.
Ma come é possibile, se la legge non lo prevede, mettere in carcere, per anni, persone che appartengono a partiti, associazioni o collettivi pacifici e legali?
Bisogna costruire una nuova logica giudiziaria: tutti coloro che hanno obiettivi che, anche indirettamente, sono condivisi con ETA - ad esempio l'indipendenza - vengono accusati di appartenenza a gruppo terroristico, anche se non ne fanno parte.
Cosí, senza cambiare la legge, dal '95 in poi, associazioni e collettivi che lavorano nel sociale e fanno politica alla luce del sole vengono dichiarati illegali e considerati parte dell'organizzazione ETA. Nello stesso modo, persone che fanno attivitá politica vengono sistematicamente accusate di “appartenenza a banda armata”:
- 1995: arrestata la direzione del partito Herri Batasuna (Unitá popolare), allora legale, con l’accusa di collaborazione con ETA.
- 1998 maggio: chiusura di piccole imprese e arresto dei dirigenti, accusati di appartenere alla rete economica dell’ETA.
- 1998 luglio: chiusura del quotidiano e della radio Egin, con l'accusa di essere il mezzo di comunicazione e di propaganda dell’ETA.
- 2000 gennaio: arresto dei responsabili delle relazioni internazionali di Herri Batasuna e illegalizzazione dell'associazione europea Xaki, accusati di tenere i rapporti internazionali per conto dell’ETA.
- 2000 settembre: si dichiara illegale il collettivo per la costruzione sociale Ekin considerato parte dell’ETA, arrestando i militanti.
- 2000 ottobre: arresto di militanti della Fundación Zumalabe a favore dei movimenti sociali, accusati di appartenenza a ETA.
- 2001-2002: si dichiarano illegali in quanto espressione dell’ETA prima Haika e poi Segi, organizzazionigiovanili indipendentiste, arrestandone molti militanti.
- 2001-2002: si dichiarano illegali e appartenenti a ETA prima Gestoras pro Amnistia e poi Askatasuna, collettivi per la difesa dei diritti dei prigionieri politici baschi, arrestandone gli attivisti.
- 2002 estate: si dichiara illegale il partito politico Batasuna - nato dall’evoluzione di Herri Batasuna - accusato di essere il braccio politico dell’ETA, arrestandone alcuni militanti.
- 2003 febbraio: chiusura dell'unico quotidiano in basco Egunkaria conl'accusa di essere il mezzo di comunicazione e di propaganda dell’ETA.
- 2003 maggio: si dichiara illegale Udalbiltza -assemblea degli eletti negli enti locali - e se ne arrestano i coordinatori.
Alla fine di dicembre verrá emessa la sentenza del processo conosciuto come 18/98, che vede coinvolti quasi 60 militanti arrestati in diverse operazioni contro le tante organizzazioni della sinistra indipendentista. Nel frattempo, circa 20 militanti delle organizzazioni giovanili indipendentiste sono giá state condannati a 6 anni di prigione e altre 150 attendono l'inizio dei loro processi.
Tutti quanti sono stati accusati di terrorismo, grazie alla nuova logica giudiziaria secondo la quale tutto puó essere considerato terrorismo: lavorare in un giornale, fare attività politica, organizzarsi in collettivi giovanili o lottare a favore dei diritti dei prigionieri.
Perció, la sentenza del 19/98 rappresenterá una ulteriore negazione dei diritti democratici e una criminalizzazione delle persone e dei collettivi che lavorano a favore della costruzione nazionale e sociale di Euskal Herria.
Come dicono gli stessi imputati “Piú che le persone o le organizzazioni politiche e sociali, si sta processando la libertá di pensiero, di organizzazione e di espressione. Si sta processando e condannando la stessa democrazia”.
I processati hanno aperto un blog dove potrete trovare piu informazioni ed esprimere la vostra solidarietà
Indirizzi per le adesioni:
E' possibile vedere alcune immagini della manifestazione, svoltasi a Bilbao il 2 dicembre contro la repressione, e una parte dell'intervento finale su www.gara.net/bideoak/mani1898/