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- popoli resistenti - spagna - 04-01-08 - n. 209
Il PCPE e il processo 18/98 contro esponenti della sinistra basca
Dichiarazione del Comitato Esecutivo del PCPE (Partito Comunista dei Popoli di Spagna) in occasione della pubblicazione della sentenza del processo 18/98 in cui vengono condannate a brutali pene decine di persone della sinistra abertzale
Il Comitato Esecutivo del PCPE, appresi i termini della sentenza del processo 18/98 pubblicata il 19 dicembre 2007
DICHIARA:
1. Le sentenze dettate dalla Audiencia Nacional costituiscono una brutale aggressione, in primo luogo contro le persone condannate, ma anche contro il popolo basco e contro ogni persona in possesso delle minime convinzioni democratiche. Queste condanne costituiscono una vera e propria vendetta contro la sinistra abertzale che lotta in Euskal Herria per i diritti nazionali del popolo basco.
2. Uomini e donne, che non si è potuto accusare di nessuna azione violenta, vengono condannati a fortissime pene di carcere, per avere scritto, essersi associati e riuniti e, in ultima istanza, per avere pensato in un determinato modo in merito alla questione dello stato spagnolo e alla posizione che Euskal Herria assume rispetto a questo medesimo stato. Non solo vengono chiusi strumenti di comunicazione, ma si incarcerano le persone che vi lavorano.
3. I maneggi realizzati nel corso del dibattimento del processo 18/98 hanno dimostrato in maniera evidente la sua subordinazione agli interessi politici del governo. Nel momento in cui il governo Zapatero ha deciso la più violenta aggressione poliziesca contro la sinistra abertzale, è stata dettata la sentenza che tornava conveniente alla strategia del terrore contro il popolo basco: dimostrando, ancora una volta, la subordinazione delle istituzioni giudiziarie al governo di turno.
4. D’altra parte, la mancanza di garanzie nello sviluppo del processo, come pure le denunce di torture fatte da molte delle persone incolpate, trasformano questo giudizio in un’autentica farsa giudiziaria. La Audiencia Nacional eguaglia quasi il vecchio Tribunal de Orden Publico. L’una e l’altro sono espressione delle necessità repressive della dittatura del capitale in ogni momento storico.
5. Come messa in scena finale il processo – prima della pubblicazione della sentenza – si è trasformato in una campagna mediatica, in cui si è montata un’operazione poliziesca di dimensioni sproporzionate, con l’avviso ai mezzi di comunicazione perché la notizia venisse pubblicata come “la cattura di pericolosi terroristi”; ciò rappresenta un’altra violazione dei diritti di queste persone. Anche così si manipola apertamente il carattere della lotta delle persone chiamate a giudizio nel processo 18/98.
6. Il comportamento del governo e dei suoi poteri in questa occasione non fa che accrescere le difficoltà per una risoluzione pacifica del conflitto di Euskal Herria, spingendo il conflitto politico esistente in un vicolo cieco, e aumentando in maniera brutale la sofferenza del popolo basco. Si pongono le premesse per promuovere la continuazione della violenza di ogni tipo, e non per sradicarla. Il governo porta – specialmente in questa occasione – una grave responsabilità nella continuazione della violenza.
7. Infine, il Comitato Esecutivo del PCPE esprime la propria solidarietà alle persone condannate in questa causa, e fa appello ad ogni persona e/o organizzazione sociale e politica a mobilitarsi per l’annullamento della sentenza e per il rilascio delle persone condannate.
PER LA DEMOCRAZIA E PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI
RISOLUZIONE DEL CONFLITTO MEDIANTE IL NEGOZIATO CON TUTTE LE PARTI COINVOLTE
PER LA REPUBBLICA DI CARATTERE CONFEDERALE E SOCIALISTA
LIBERTA’ PER TUTTE LE PERSONE CONDANNATE NEL PROCESSO 18/98
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare