www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 27-11-08 - n. 252

da PCPE - www.pcpe.es/?p=1086#more-1086
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Risoluzione del Comitato Esecutivo del PCPE
 
La Sentenza di Garzón: nuove prospettive, nuove domande?
 
La Sentenzadel Giudice Garzón, per cui afferma la sua competenza nel processare i delitti contro l'umanità commessi dal Franchismo fino al 1952, non aveva lasciato indifferente nessuno e senza dubbio era andata oltre quello che ci si sarebbe potuto aspettare da un uomo del sistema quale egli è. In ogni caso, il fatto che in tale documento si qualificassero le uccisioni ed i rapimenti a carico dei franchisti come crimini contro l'umanità e che si considerasse nulla la Legge di Amnistia del 1977 (Ley de Punto Final), perché in contrasto con il diritto internazionale, rappresenta un passo avanti che il PCPE saluta sinceramente.
 
Senza dubbio quest’iniziativa non è stata il frutto di una mera decisione personale di Garzón, che ha avuto questo processo per due anni paralizzato sulla sua scrivania, bensì una risposta al crescente movimento repubblicano e memorialista. Garzón non era, non è, né sarà un rappresentante della memoria storica repubblicana, ma le sue attuali decisioni sono una conseguenza della lotta che da vari anni stiamo portando avanti per non rassegnarsi all’accettazione di un ignominioso silenzio che la Transizione ha imposto sulle verità del Franchismo. Senza sottrarre importanza al documento, il PCPE ha già dichiarato in varie occasioni che non si doveva cadere nell'eccessiva euforia proprio perché aveva lacune importanti, la più grande delle quali è pretendere di limitare il procedimento giudiziario contro i crimini franchisti fino all'anno 1952, per ostacolare qualunque tipo di condanna penale ai leader franchisti ancora vivi e con responsabilità politiche, tra i quali c’è il senatore Manuel Fraga Iribarne. Abbiamo ripetuto fino allo sfinimento che neanche la sinistra doveva cadere nell'errore di trasformarci nei pellegrini devoti del Giudice Garzón, che già ci aveva abituato a cambiamenti di giudizio secondo gli interessi dei settori di potere con i quali, di volta in volta, si alleava. Non dovevamo aspettarci grandi cose dall'Udienza Nazionale, il riconvertito Tribunale dell’Ordine Pubblico franchista, né dell'apparato giudiziario erede e prosecutore di quel regime. Crediamo però che nessuno potesse sperare un cambiamento tanto folgorante nel giudizio di Garzon riguardo la sua competenza (senza dubbio l'aspetto più debole della sua prima Sentenza), decisione che, da una parte, sembra tendere a trasformarsi in una "sentenza finale”, e dall’altra genera enorme sconcerto e frustrazione nel movimento memorialista. Forse è ancora prematuro fare valutazioni delle reali e "attuali" intenzioni di Garzon, ma quello che risulta sempre più chiaro è che oltre a queste non c’è un giudizio sul Franchismo bensì un altro tipo di pretese, molte di esse abbastanza oscure.
 
Solo la crescita ed il consolidamento di un movimento sociale e politico per la III Repubblica, ampio, democratico, plurale e di massa permetterà che queste iniziative siano una porta aperta verso nuove tappe del percorso di rottura giuridica e politica col franchismo e non un nuovo punto finale, dove un giudice finisca per fregiarsi di medaglie, o i settori più intelligenti del sistema riescano a capitalizzare una giusta rivendicazione, per permettere una "Seconda Transizione" proseguendo le politiche sviluppate nella prima. Oggi questo movimento deve aggiungere anche l’istanza di responsabilità emanata da un Giudice che può essersi convertito in un alleato potenziale dei settori che vogliono che si nulla si muova. A nessuno dovrebbe far timore il fatto che le pressioni politiche, comprese quelle che sarebbero potute arrivare da Zarzuela, stiano dietro un simile "notevole cambiamento di criterio".
 
La destra politica e l'estrema destra fascista, sociale, economica e mediatica hanno lanciato inizialmente i loro strali contro il Giudice Garzón in forma più di negazionismo del franchismo come regime genocida e di revisionismo storico che cerca di negare il carattere fascista di quel regime. Ora gli faranno i complimenti? Non si sa mai. Entrambi i discorsi sono eccessivamente pericolosi perché sono il lievito della possibile resurrezione dell'estrema destra fascista in Spagna, per cui le/i comunisti del PCPE chiamiamo a combatterlo con tutte le forze e con la chiara premessa che il Fascismo si è vinto combattendolo con la più ampia unità popolare.
 
D’altro canto il PSOE fornisce prova di cinismo e di ipocrisia perché, da una parte, alcuni dei suoi settori dicevano di appoggiare l'iniziativa originaria, benché non fornissero quasi nessuna collaborazione, e dall’altra, la Procura Generale dello Stato ricorreva a tale atto utilizzando i vecchi argomenti dell’oblio e del perdono. Ora i suoi strumenti mediatici si affrettano a congratularsi per la "nuova virata" di Garzón, il quale senza dubbio aiuta il governo a mantenersi più saldo di quello che inizialmente si poteva prevedere. Allo stesso modo la restante sinistra di sistema, IU in particolare, si muove nella confusione ed incapacità di dare una risposta alla realtà e che gli permetta di smettere di essere ostaggio del patto della dimenticanza e del silenzio che ha rappresentato la Transizione, che manteneva nella Legge Storica un punto fermo in virtù di una condotta claudicante. E come no, Don Santiago Carrillo, che facendo gara di coerenza servile, si fa massimo protettore di quel tradimento e va in difesa del modello costituzionale, della Monarchia Parlamentare e per finire, perché no, del Capitalismo. Nella memoria della classe operaia e dei settori popolari deve anche rimanere la memoria del ruolo che ognuno ha svolto in ogni momento, ovviamente anche quello dei traditori e dei codardi.
 
Il PCPE considera che la sinistra ed il movimento repubblicano debbano cogliere l'occasione per continuare a denunciare quello che la Transizione significa, per continuare ad esigere la rottura democratica nella cornice di un processo costituente che permetta di superare la falsa democrazia rappresentata dalla Costituzione del 1978, per esigere una Legge della Memoria Storica antifascista e repubblicana che contempli i criteri del diritto internazionale, e che risponda in realtà alla massima: GIUSTIZIA E RIPARAZIONE.
 
Per questo motivo il PCPE lavora:
 
-         Appoggiando le proposte in materia di memoria storica, in particolare la Squadra Nizkor e la Federazione Statale dei Fori per la Memoria;
 
-         Puntando sull'articolazione di un ampio movimento popolare per la III Repubblica e per il consolidamento del quadro unitario che sono venuti creandosi, in particolare con i collettivi repubblicani di base, i coordinamenti territoriali, il Coordinamento Statale e l'Incontro Statale Repubblicano;
 
-         Difendendo la necessità dell'apertura di un processo costituente che permetta di superare le cornici politico-giudiziarie della Costituzione del 1978 e che permetta l’avvento della III Repubblica in cui i diversi popoli della Spagna possano esercitare liberamente i loro diritti, compreso il Diritto di Autodeterminazione, e la classe operaia ed i settori popolari possano aprire la prospettiva del Socialismo.
 
-         Aiutando ad articolare un processo di mobilitazione ampio e sostenuto che permetta alla classe operaia ed ai settori popolari di affrontare l'offensiva dell'attuale crisi del Capitalismo, per evitare che il capitale ne esca fortificato e siano i settori popolari quelli a raggiungere le vittorie necessarie per mettere in cima all'azione politica la necessità del Socialismo.
 
Su questa base chiamiamo tutta la sinistra coerente, il movimento memorialista, il movimento per la III Repubblica, i settori più organizzati e coscienti del movimento operaio e sindacale e l'insieme della classe operaia e dei settori popolari a partecipare massicciamente alla manifestazione del 6 Dicembre 2008 a Madrid, come primo passo verso il ricongiungimento della lotta sociale per far pagare la crisi capitalista ai ricchi con la lotta politica per la III Repubblica in una sola strategia comune, come un'unica forma per garantire il successo di entrambe le lotte.
 
Il Franchismo e la Monarchia Costituzionale che lo sostituisce non potrà essere giudicato né da uno né da cento giudici che provengono dal suo stesso seno, bensì saranno i popoli di Spagna che dovranno giudicarli politicamente e condannarli espressamente con la proclamazione della III Repubblica.