www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 09-12-08 - n. 253

da Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) - www.pcpe.es/?p=1103#more-1103
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
1978-2008: 30 anni di falsa democrazia
 
Manifesto del PCPE per la manifestazione repubblicana del 6 dicembre
 
In piena crisi economica, quando vengono licenziati migliaia di lavoratori e lavoratrici, quando aumenta la miseria della vita ed i capitalisti, colpevoli di questa crisi, non solo non sono giudicati, ma sono premiati con milioni di euro e dollari; quando aumentano le differenze sociali che vedono crescere i vantaggi di banche e grandi imprese mentre centinaia di migliaia di famiglie vanno in rovina (e la Famiglia Reale guadagnerà questo anno 8 milioni di euro); quando le ricette economiche per uscire dalla crisi consistono nel dare il denaro dei contribuenti ai ricchi e spezzare i pochi meccanismi che restano di protezione sociale, facendo uso dell'inganno, della distrazione mediatica, delle chiacchere di patrioti imbroglioni e, soprattutto, della paura; quando, in definitiva, si tenta di uscire dalla crisi che gli stessi ricchi hanno provocato con più capitalismo, più concentrazione di potere e meno diritti e libertà per i cittadini e le cittadine, farci credere che ci siano delle ragioni per celebrare i 30 anni di "costituzione democratica", ci appare sarcastico.
 
E a maggior ragione nello Stato monarchico spagnolo, dove tutte le istituzioni politiche e civili che costituiscono l'apparato sono una semplice continuità dello stato franchista vestito in abiti costituzionali e di apparente legittimità: un re imposto da Franco; industriali e sindacati "maggioritari" concertano la collaborazione di classe; l'esercito affollato da generali dell'Opus Dei; la Chiesa Cattolica, con i privilegi che le ha concesso il franchismo; i proprietari terrieri con le terre sottratte al Popolo; il sistema giudiziario stipato di corrotti che riempiono le prigioni di poveri, mentre assolvono e non perseguono i ricchi delinquenti; i fascisti torturatori ed assassini della guerra e del dopoguerra, insigniti ed "amnistiati" quanto più possibile; una sinistra costituzionale monarchica e senza programma di sinistra. Questo è il modello spagnolo per la transizione "democratica". Questo è il franchismo senza Franco. Questo è un elaborato modello di impunità.
 
Se c'è uno stato capitalista dove si possono portare a termine soluzioni capitaliste per la crisi economica e finanziaria del capitalismo, è quello spagnolo. Tutto l'apparato dello stato è concepito per imporre quelle soluzioni con la massima repressione contro le vere vittime della crisi: la classe operaia e gli strati popolari. La messa fuori legge dei partiti, la chiusura di giornali e le sentenze contro l'esercizio della libertà d’espressione sono già pratiche comuni nello stato spagnolo.
 
Per questo motivo, uscire realmente dalla crisi significherebbe in primo luogo risolvere i problemi della povertà della vita e la disoccupazione; fornire un'abitazione degna a tutti/e i cittadini/e; migliorare sostanzialmente le condizioni lavorative ed ampliare i diritti sociali. Significherebbe avere un’istruzione pubblica e di qualità ed una sanità completamente gratuita per tutti e tutte.
 
Ma queste soluzioni passano inevitabilmente dal cambiamento radicale della forma in cui si assumono le decisioni, monopolizzata dalla classe dei ricchi dirigenti, con alla sua testa l'illegittima monarchia del re Juan Carlos (tutti gli attuali parlamentari sono difensori del capitalismo, dove sono gli operai in Parlamento?), e sostituirla da un'ampia democrazia nella quale la maggioranza dei cittadini prenda la parola e decida su tutti gli aspetti che incidono sulla loro vita.
 
Perché senza Democrazia, le soluzioni alla crisi favoriranno solo i ricchi che decidono. Nello stato spagnolo, finché persiste questa farsa monarchica, saranno i banchieri ed i grandi industriali, con la loro corte di politici, giornalisti, giudici, curati e militari quelli che ne usciranno vincenti, con o senza crisi. Mentre chiudono migliaia di imprese, ancora non abbiamo notizia di nessuna chiesa chiusa per la crisi.
 
La Repubblica per cui lottiamo porterà la Democrazia, e con essa la possibilità reale che la grande maggioranza faccia prevalere le sue aspirazioni, il suo modello politico e sociale, il suo giudizio e condanna contro la minoranza che fino ad ora ha fatto prevalere i propri privilegi ed ambizioni.
 
Il PCPE chiama questo modello Socialista e Repubblicano a carattere Confederale, vale a dire, un modello di Giustizia Sociale ed Economica, perché in esso prevale la proprietà sociale sui mezzi di produzione ed i benefici economici servono per il miglioramento decisivo delle condizioni economiche dei lavoratori e delle lavoratrici, e un modello di Libertà ed Uguaglianza perché difende e fa valere il libero sviluppo delle persone e perché i Popoli dello stato decideranno liberamente la loro adesione a questa nuova Repubblica. Di fronte alla crisi capitalista ed ai 30 anni di farsa democratica, ti offriamo nuovamente quest’alternativa.
 
Che la crisi capitalista la paghino i ricchi!
 
Senza democrazia non ci sarà uscita dalla crisi!
 
La monarchia è dittatura, è la continuità del franchismo!
 
La 3ª Repubblica sarà la Giustizia e la Libertà!