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- popoli resistenti - spagna - 10-02-09 - n. 260
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Euskal Komunistak-PCPE e le elezioni basche
Partito Comunista dei Popoli di Spagna - Comitato Esecutivo
09/02/2009
Il Comitato Esecutivo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna, in relazione alle prossime elezioni nella Comunità Autonoma Basca (CAV), vuole rendere noto che: Euskal Komunistak-PCPE non presenterà candidati.
Euskal Komunistak-PCPE si è costituito meno di un anno e mezzo fa e da allora ha vissuto una lenta ma progressiva crescita numerica ed organizzativa.
Si sono aggiunti compagni con una provata esperienza di militanza e di lotta per i diritti, le libertà ed il socialismo per il paese basco. Sono entrati anche numerosi giovani.
Tuttavia, col livello attuale di sviluppo organizzativo dei comunisti di Euskal Komunistak-PCPE, non possediamo ancora la struttura organizzativa sufficiente per poter presentare alla società basca in questo appuntamento elettorale – nelle forme adeguate - l'alternativa comunista che proponiamo. Questa è una delle ragioni per cui Euskal Komunistak-PCPE non presenterà candidature nelle elezioni della CAV.
Euskal Komunistak-PCPE ha presentato una lista alle elezioni generali del marzo 2008 nelle province di Bizkaia (Biscaglia), Nafarroa (Navarra) e Araba. Questo rispondeva ad un obiettivo definito a livello statale: dare la possibilità ai comunisti di tutto lo Stato di votare per un'alternativa comunista, repubblicana e sostenitrice del diritto all’autodeterminazione.
Inoltre, Euskal Komunistak-PCPE è stato in grado di includere come indipendenti diverse persone con percorsi riconosciuti nel movimento comunista basco e in vari fronti di massa come Jesús Mari Tomás (Movimento contro le centrali termiche di Castejón), Enrique Sánchez (Solidarietà Internazionalista), Pablo Lorente (AHT Gelditu! Piattaforma contro il Treno ad Alta Velocità e Movimento contro le centrali termiche di Castejón), ecc. Molti di loro oggi sono militanti attivi di Euskal Komunistak-PCPE.
Diversi gruppi giovanili hanno deciso di collaborare con noi per lo sviluppo della nostra campagna in Bizkaia. D'altra parte, il carattere statale delle elezioni di un anno fa differisce molto dalle elezioni autonomistiche della CAV, nelle quali la possibilità di presentare candidature deve riflettere il grado di sviluppo organizzativo nei territori baschi interessati.
Euskal Komunistak-PCPE concepisce le elezioni come un fronte nel quale dare battaglia: come comunisti sappiamo che un Parlamento borghese non porterà alla rottura che il nostro progetto si propone. Nel caso, però, non esiteremo ad utilizzare la tribuna parlamentare in favore degli interessi della classe operaia basca. In quel caso, i rappresentanti del Partito dovranno usare il Parlamento come amplificatore delle lotte popolari e non il contrario.
Ma nella situazione attuale, le elezioni possono essere utili in un altro senso: sono un momento nel quale i settori popolari e la classe operaia hanno una speciale sensibilità verso il discorso politico; inoltre, sono anche momenti nei quali il potere borghese cede alcuni spazi come sale pubbliche per l’organizzazione di eventi, spazi nei mezzi di comunicazione, ecc. Per questo motivo, come comunisti dobbiamo approfittare di questi momenti per fare arrivare il nostro discorso alla classe operaia e agli altri settori popolari. In questo senso, malgrado non presenterà candidature, Euskal Komunistak-PCPE realizzerà eventi in cui poter spiegare il progetto del Partito, le lotte cui già stiamo partecipando e i candidati che Euskal Komunistak-PCPE appoggia in queste elezioni. Il nostro progetto non è elettoralista e quest’attività politica ne fornisce ulteriore prova.
Infine, Euskal Komunistak-PCPE denuncia l’inesistenza delle condizioni democratiche in Euskal Herría: I comunisti di Euskal Komunistak-PCPE non possono chiudere gli occhi davanti alla grave situazione che vive Euskal Herria e che si è aggravata in questi ultimi giorni con la illegalizzazione dei partiti, gli arresti e le carcerazioni. Costatiamo che non esistono le condizioni democratiche per esercitare attività politica in Hego Euskal Herría perché si perseguono e si rendono illegali gruppi politici che rappresentano la lotta di importanti settori popolari del paese basco.
Inoltre, non si permette il libero esercizio del diritto di autodeterminazione, che i comunisti considerano come un diritto democratico dei popoli. Il Partito ha già denunciato in numerose occasioni la persecuzione contro la Izquierda Abertzale (Sinistra Indipendentista basca) e ha fornito la propria valutazione sul cosiddetto "conflitto basco"
Così, Euskal Komunistak-PCPE continua a credere in uno sbocco politico a questo conflitto, poiché capiamo che la fine della violenza e della repressione possono soltanto venire dalla rottura con l'attuale modello di dominazione e la piena garanzia dei diritti individuali e collettivi, di classe e nazionali, in una cornice repubblicana, di carattere confederale e socialista.