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da: www.ecologistasenaccion.org/spip.php?article17058
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Manifesto: un'altra agricoltura, un'altra Estremadura, un'altra Europa
 
Convocazione della cittadinanza di Estremadura e della cittadinanza europea il 29 e 30 maggio 2010, in coincidenza con la riunione dei ministri dell'agricoltura dell'UE a Merida
 
25/03/2010
 
Agricoltura: una questione che riguarda tutta la società [1]
 
Il lavoro della terra, l’agricoltura, l’allevamento e la pesca, sono fonte di cibo e fattore essenziale per il benessere dei popoli e delle nazioni. La soddisfazione della fondamentale necessità alimentare per la popolazione umana, la scomparsa della fame e della malnutrizione, sono un diritto umano universale e uno degli Obiettivi del Millennio che l’ONU si era proposto di raggiungere nel 2000. L’alimentazione sana è necessaria anche al fine di garantire la qualità della vita e scongiurare malattie e pericoli per la salute.
 
Inoltre, l'agricoltura è fondamentale nella relazione essere umano/natura: il lavoro agricolo rappresenta il rapporto più importante che uomo e natura vivono. L'ecosistema in cui gli esseri umani si sono integrati è il prodotto del lavoro agricolo raggiunto dopo l’apporto di innumerevoli generazioni, in migliaia di anni di vita sulla Terra. Da qui deriva l’enorme responsabilità rispetto alla produzione agricola, che deve essere affrontata dagli agricoltori che producono il cibo, dai governi che regolano la produzione e dal pubblico che consuma i prodotti.
 
L'attuale sistema di produzione industriale, basato sul regime del capitalismo speculativo globalizzato, è dominato da grandi multinazionali degli alimenti che hanno imposto la liberalizzazione globale del commercio con conseguenze disastrose per gli ecosistemi naturali e senza riuscire a nutrire adeguatamente i miliardi di persone dei paesi poveri.
 
Così, in occasione della riunione dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea che si terrà per discutere la futura riforma della PAC (Politica agricola comune), un gruppo cittadini e associazioni dell’Estremadura, dello Stato spagnolo e dell'Unione europea, faranno appello alla coscienza dell'umanità sugli enormi problemi posti dall’organizzazione dell'economia capitalista rispetto al cibo e al nostro rapporto con la natura, esprimendo preoccupazione circa lo stato attuale dell'agricoltura e riflettendo sulla seguente questione: il sistema agro-alimentare industriale genera una globale miseria e degrado ambientale
 
1. La produzione degli alimenti:
 
L'agricoltura oggi si realizza in un sistema politico neoliberale in cui alcune grandi imprese multinazionali controllano la maggior parte della catena alimentare del mondo, dagli investimenti per la produzione fino a raggiungere le famiglie.
 
1.1. Le grandi aziende che producono o distribuiscono la maggior parte dei prodotti alimentari commercializzati nel mondo, mantengono il controllo della produzione agricola, sia direttamente attraverso la proprietà dei latifondi dedicati alle monocolture, sia condizionando i contadini attraverso la vendita di sementi, concimi, fertilizzanti e antiparassitari, sia attraverso le reti di commercializzazione, ecc.
 
La PAC promuove il modello speculativo dell'agricoltura industriale, che concentra la produzione generando un uso intensivo delle risorse naturali ed è un modello insostenibile per l’impatto ambientale e territoriale. Gli aiuti agricoli dovrebbero essere subordinati alle pratiche ambientali degli agricoltori e non alla promozione del modello industriale distruttore degli ecosistemi naturali.
 
1.2. L'interesse delle grandi aziende non è quello di nutrire le persone o aver cura dell'ambiente, ma di stimolare i propri profitti e questo fatto crea conseguenze negative come:
 
- Perdita della qualità e della freschezza degli alimenti
 
- Degrado ambientale causato dall'agricoltura che rincorre la competitività con l’uso aggressivo di insetticidi, concimi, OGM, ecc.
 
- Costi di trasporto enormi permessi dai prezzi a buon mercato dei combustibili fossili.
 
- Pessime condizioni di vita e maltrattamento degli animali
 
- Monoculture con conseguente perdita delle biodiversità.
 
- Condizioni peggiori per i lavoratori agricoli e perdita della sovranità alimentare da parte dei popoli.
 
In definitiva, offrendo alle multinazionali delle esportazioni agricole il controllo dell’alimentazione, l'Unione Europea sta sacrificando l’agricoltura famigliare e sostenibile e la garanzia di un’alimentazione sana, diversificata e sicura. Si abbandona il modello sociale dell'agricoltura che garantisce la gestione sostenibile del territorio e la sostenibilità dell’economia rurale. Al contrario la PAC dovrebbe concentrarsi sul commercio regionale e locale e fornire supporto alle reti di trasformazione alimentare nei luoghi di origine. E’ questo il motivo della crisi alimentare dell’ultimo anno e mezzo, provocata dall'aumento dei prezzi agricoli dovuto in gran parte alla speculazione e contro il quale l'UE non ha una politica coerente.
 
2. Distribuzione
 
Il più esaustivo controllo dei meccanismi economici da parte delle imprese di grandi dimensioni, si manifesta nel marketing attraverso le grandi catene di vendita al dettaglio che dominano il mercato del cibo traendone grandi vantaggi economici che a malapena giungono ai produttori diretti che operano nei campi. La formazione dei prezzi dei prodotti alimentari non è trasparente, questo fa si che i consumatori paghino prezzi eccessivi molto diversi dal compenso ricevuto dai produttori che, in molti casi, non arrivano a coprire i costi di produzione.
 
2.1. L'organizzazione della produzione è un modo per trasferire reddito dal settore agricolo al settore finanziario attraverso le reti commerciali. E come risultato produce:
 
- L'impoverimento delle economie rurali, decadenza culturale e dipendenza dalla città. Nella maggior parte dei paesi sviluppati la situazione è compensata da sovvenzioni al settore, consentendo la pianificazione della produzione agricola da parte dell'amministrazione europea, a seconda degli interessi del grande capitale.
 
- Migrazione dalle zone rurali alle aree urbane, che si è intensificata in questi ultimi decenni in modo drammatico. Il numero di lavoratori agricoli nello Stato spagnolo tendono a scendere e oggi sono al 4%. Il declino del settore agricolo in molte zone rurali distanti dai centri economici ha significato l'abbandono di molti paesi e a regioni sempre più spopolate.
 
- E’ necessario che l'amministrazione agisca con l'obiettivo di eliminare la speculazione sui mercati alimentari, eliminando evidenti pratiche fraudolente. Si deve sviluppare la capacità legislativa dello Stato per garantire i prodotti di prima necessità, fissando prezzi massimi e margini di commercializzazione.
 
2.2. Sviluppare la commercializzazione a distanza comporta problemi di conservazione e la necessità di un’industria dell’imballaggio che, oltre ad essere molta costosa, è di dubbia sicurezza ed igiene.
 
Le discariche sono diventate uno dei principali problemi dell’inquinamento dell'ambiente e la gestione dei rifiuti una delle più grandi preoccupazioni per le imprese locali.
 
3. Consumo:
 
3.1. La creazione di un’industria del consumo che si basa sulla pubblicità e che si struttura in grandi centri commerciali, comporta le perdite e gli svantaggi seguenti:
 
- Massificazione e standardizzazione dei prodotti di consumo con conseguente perdita delle qualità nutrizionali.
 
- Assenza di rapporto tra produttore e consumatore, che facilita lo sfruttamento dei lavoratori e della terra.
 
- Perdita di tradizioni culinarie, sostituite da prodotti alimentari adulterati e di scarsa qualità, con conseguenze negative per la salute e l'emergere di malattie sempre più comuni come l'obesità.
 
- La dipendenza da trasporto automobilistico privato e dispendio energetico e di tempo per i cittadini che devono recarsi negli ipermercati.
 
- Il consumatore ha diritto a che le etichette dei prodotti alimentari riflettano il prodotto in modo obiettivo, preciso, efficace e sufficiente per le sue caratteristiche principali e per il processo che ha subito.
 
Nel suo discorso sull’importanza dell'ambiente, la gestione del territorio, la qualità della vita, lo sviluppo agricolo, il cambiamento climatico e le energie rinnovabili, la Commissione Europea non riconosce la catastrofe umana che l'agricoltura industriale rappresenta in questo modello neoliberista e si propone di approfondire la direzione economica attuale, che è quella che elimina il modello sociale dell'agricoltura e rende gli alimenti più costosi per i consumatori.
 
Per un modello agro-alimentare sostenibile socialmente ed ecologicamente
 
Noi difendiamo il diritto alla sovranità alimentare di tutti i popoli nel contesto di produzioni sostenibili, sicure, nutrienti, variate e adeguate ambientalmente e culturalmente. Popoli e Stati non possono rinunciare a decidere sul proprio sistema produttivo alimentare e non possono promuovere la liberalizzazione del commercio che è insostenibile e condanna intere regioni alla dipendenza.
 
Noi difendiamo un modello di agricoltura che viva con la popolazione contadina attraverso la produzione sostenibile di materie prime e la trasformazione dei prodotti alimentari nelle aziende agricole di produzione, in modo che il valore aggiunto della produzione agricola resti nelle economie contadine. Tale legislazione specifica dovrebbe essere istituita per sostenere la trasformazione artigianale dei prodotti alimentari e per incoraggiare l'uso delle risorse agricole sottoutilizzate dal modello agricolo industriale. All'interno di questo modello la produzione agricola con maggiore utilizzo di mano d’opera deve essere una priorità e, compresi i prodotti biologici, con un grande potenziale di forza lavoro produttiva.
 
Modelli di produzione agro ecologica, che migliorano l'ambiente come l'agricoltura biologica, devono essere sostenuti con fermezza nella commercializzazione, nel settore della formazione e della ricerca. Così come la riduzione del consumo di acqua e la concimazione del terreno con la materia organica, indispensabile strumento per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. All'interno di questo modello di agricoltura sostenibile, la ricerca e le sovvenzioni ai modelli insostenibili devono essere smantellate e gli organismi geneticamente modificati dovrebbero essere vietati. Le coltivazioni per i biocombustibili dovrebbe essere vietate, per la loro inefficienza energetica e per essere sostituite dalla produzione alimentare, in un mondo che ha fame.
 
L'agricoltura e il cibo sono questioni che riguardano tutta la società ed è per questo che bisogna appoggiare e sostenere partenariati tra produttori e consumatori, che sono ora l'anello più debole nella catena alimentare e che a sua volta è il più importante. Questa partnership dovrebbe portare a costruire un modello agro-alimentare che serve alle comunità locali e in armonia con gli ecosistemi.
 
Lo scopo di questi incontri è di raccogliere le altre lotte dei cittadini di Estremadura per la conservazione di un ambiente sano, emerse in opposizione ai piani di industrializzazione inquinante come la raffineria di petrolio in Tierra de Barros, l'installazione della centrale termica a ciclo combinato nei pressi di Merida, i piani di urbanizzazione della Sierra del fiume Tago, le deviazioni dei fiumi previste in Estremadura fino al bacino del Mediterraneo, autostrade e aeroporti, la costruzione dell’AVE (Alta Velocidad Española - Alta Velocità Spagnola), la ricerca di un sito per lo stoccaggio nucleare in Estremadura e la manutenzione della centrale nucleare di Almaraz, ecc. Così come avviene per altri problemi politici e sociali in Estremadura e in tutta l'Unione Europea, che senza dubbio sono strettamente connessi al modello della globalizzazione capitalista e sostenuti da essa..
 
Protestiamo contro l'Europa del capitale e la sua politica agricola.
 
Per riflettere su questi temi, abbiamo convocato la cittadinanza di Estremadura e la cittadinanza europea il 29 e 30 maggio 2010, in coincidenza con la riunione dei ministri dell'agricoltura dell'UE a Merida, con l'obiettivo di presentare un memorandum dei problemi irrisolti ai responsabili delle politiche europee in materia di produzione agricola.
   
Nota
[1] Hanno partecipato all’elaborazione di questo documento: Baladre, Ecologistas en Acción, Plataforma Rural, Plataforma Ciudadana Refinería No (PCRN), Coordinadora Anticapitalista contra la Crisis (CACC), IU-Extremadura, Sodepaz, CNT, COAG-Extremadura, Vámonos pal Jhuerto, Juventudes Comunistas, Colectivo CALA (Alburquerque), Redes cristianas de Extremadura, Centro de Estudios Humanistas, Los Verdes, ADENEX.
 
 

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