www.resistenze.org
- popoli resistenti - spagna - 27-04-10 - n. 316
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
La Sinistra Abertzale sollecita ETA ed il Governo spagnolo a rispondere in modo costruttivo alla Dichiarazione di Bruxelles
Nuova dichiarazione della Sinistra Abertzale
"Il processo democratico ha bisogno di una pressione popolare che renda difficile le cose per coloro che lo vogliono ostacolare attraverso imposizioni ed ingerenze. Il cambiamento di fase in atto riguarda anche le forme e i metodi di lotta. Il processo di liberazione nazionale e sociale deve essere basato su attività puramente politiche".
Ramon Sola - Pamplona.( Iruñea)
25/04/2010
Cinque mesi dopo la dichiarazione di Altsasu, un'altra rappresentanza molto ampia della sinistra indipendentista basca ha dato ieri a Pamplona nuovo vigore al percorso verso un processo democratico.
Circa 200 persone appartenenti a diverse generazioni hanno presentato un documento che, oltre a rimarcare la strada fin’ora già percorsa verso il cambiamento, scommette su un’attività esclusivamente politica e definisce i "primi passi" da compiere per lo sviluppo del processo democratico. Questo documento ha un duplice destinatario: l’ETA ed il governo spagnolo.
Gli indipendentisti baschi ritengono che le dichiarazioni rese pubbliche dalle personalità che hanno firmato la Dichiarazione di Bruxelles, dovrebbero essere recepite da ambedue le parti in un’ottica costruttiva. In quella dichiarazione, depositata il 30 marzo, i leader mondiali riuniti intorno alla risoluzione dei conflitti, hanno invitato l’ETA a un cessate il fuoco permanente e reale e a sua volta hanno invitato il governo spagnolo a rispondere in modo appropriato a questa situazione, affinché le controversie vengano risolte con una pace duratura.
Il testo del documento presentato ieri nella capitale navarra, letto da Txelui Moreno e Karmele Aierbe, classifica come elemento fondamentale, la dichiarazione di Bruxelles. Contemporaneamente pone il dialogo ed il negoziato come altro obiettivo importante da raggiungere da parte sia delle forze politiche del governo spagnolo, che dell'ETA. Per quanto riguarda questi ultimi, raccomanda che i negoziati vertano sulla smilitarizzazione del paese, la liberazione dei prigionieri politici baschi, il ritorno degli esuli e degli esiliati ed il trattamento egualitario di tutte le vittime del conflitto.
Viene aggiunta in ultimo, una riflessione sul passato: "L'esperienza dimostra che lo schema di questo conflitto, che si impernia su un’attività di tipo repressivo da parte dello Stato e, da parte dell'ETA, sulla ripresa delle azioni armate, il tutto lontano dal risolvere i conflitti nel dialogo, non ha fatto altro che produrre un ulteriore e più grande conflitto portando i rapporti al collasso"
Si ritiene pertanto che tale schema debba essere superato e vengono indicati i principi Mitchell come quadro di riferimento. Per quanto riguarda il dialogo tra i partiti baschi, la sinistra indipendentista mostra la sua totale disponibilità ad avviare le dinamiche necessarie per consentirne l’attuazione a parità di condizioni e per raggiungere un accordo politico che vada a costruire un quadro democratico, nel quale i cittadini possano liberamente e democraticamente decidere del loro futuro senza nessun altro limite che la volontà popolare. Il documento parla di "attivazione popolare", per altro già in atto e sostiene che il processo democratico richieda un ampio sostegno sociale .
Una visione più ampia
Il documento è stato messo in risalto da una speciale scenografia: circa 200 persone rappresentanti della sinistra indipendentista basca di epoche diverse e di differenti lotte. C’erano ex prigionieri con molti anni di galera alle spalle, come Gloria Rekarte, Mitxel Sarasketa, Itziar Galardi, Joxean Agirre, Mertxe Galdos, Fernando Etxegarai, Kiko Martínez Apestegia, Juan Karlos Arriaga, Carlos Pérez Ojuel, Tomas Karrera... ; c’erano avvocati come Iñigo Iruin, Jone Goirizelaia, Kepa Landa, Adolfo Araiz... e la segretaria generale LAB, Ainhoa Etxaide, ha discusso insieme a sindacalisti veterani come Periko Solabarria.
Molti dei presenti non hanno bisogno di parole per essere riconosciuti: Rufi Etxeberria, Koldo Gorostiaga, Patxi Urrutia, Amparo Lasheras, Floren Aoiz, Esther Agirre, Koldo Lakasta, Joxe Austin Arrieta, Jon Gorrotxategi, Iñigo Balda, Loren Arkotxa, Endika Guarrotxena... così fino a duecento. Prima di descrivere le mosse da compiere, il documento dal titolo “ La Sinistra Abertzale, in marcia”, definisce la strada da percorrere.
Ricorda, prima di tutto che aprirsi al processo democratico è stata una decisione unilaterale degli indipendentisti baschi, senza vincoli di precedenti accordi o intese ed esorta ad articolare efficacemente la risposta ai tanti ostacoli che esistono oggi e che senza dubbio si presenteranno in futuro. Quindi sottolinea che l'accumulazione e l'attivazione di forze sono l’unica vera garanzia per lo sviluppo reale del processo democratico e che tale potenza può essere raggiunta se ci si pone nel contesto di una strategia politica popolare che si sviluppi esclusivamente per vie politiche e democratiche . Di conseguenza viene affermato che "il cambiamento di fase necessita di basarsi su un’attività esclusivamente politica".
Il documento non ignora gli ultimi sviluppi repressivi. "Cercano di soffocarci in uno stato di stagnazione e di blocco permanente" conclude Sinistra Abertzale. aggiungendo che, quindi, rappresenta una responsabilità non cadere nella trappola, rendendo irreversibile il cambiamento politico.
Ripercussioni e opinioni
L’avvenimento è stato seguito con otto telecamere e decine di giornalisti. Non c’è stato tempo per le domande, ma questo non era una scusante per negare l'impatto della dichiarazione.
"El País" ha pubblicato l'evento in prima pagina web e diffuso integralmente quella che ha definito "La carta di Pamplona". Antonio Basagoiti (PP) lo ha bocciato perché "non chiede scusa, né accetta la legittimità della Costituzione". Al contrario, il partito Alternatiba e Lokarri lo hanno valutato come un atto positivo, che da adito a delle aspettative.
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|