www.resistenze.org
- popoli resistenti - spagna - 17-05-10 - n. 319
Spagna. Il governo è subalterno al mandato del capitale
Il comitato esecutivo del PCPE chiama ad una dura mobilitazione e allo sciopero generale
Tutti gli sforzi delle strutture di dominio del capitalismo spagnolo si sono concentrate in questi lunghi anni nel cercare di puntellare il sistema ed evitare la sua rotta globale.
Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno reso evidente l’inutilità di questi sforzi. La voracità dello stesso sistema si è rivelata come il suo problema principale. In una situazione di naufragio delle diverse strategie adottate per invertire la situazione, sono gli stessi squali finanziari che si avvantaggiano sulle nuove difficoltà dell’economia spagnola per cercare di ottenere nuovi profitti in una azione suicida verso i loro stessi interessi.
Arrivato il momento, i massimi rappresentanti dell’imperialismo – l’Unione Europea da un lato e il presidente USA Obama dall’altro – hanno optato per imporre senza altri indugi i diktat del capitale. Il caotico governo del PSOE obbedisce sommessamente, consapevole che sono fallite tutte le carte e che si sono esaurite tutte le vie di fuga. Se si governa dentro questo sistema è solo per abboccare a tutti le esche.
Le misure annunciate da Zapatero sono un attacco diretto contro la grande maggioranza lavoratrice e un sostegno agli interessi dell’oligarchia, la capitale finanziario e al grande padronato. In Parlamento nessuno ha sostenuto una posizione chiaramente di scontro verso questa strategia.
Il Partito Popular, anche se critica, plaude perchè è la sua politica quella che avanza. Ancora una volta in Parlamento non si è sentita la voce del popolo lavoratore.
Gli attuali al salario dei lavoratori pubblici e il taglio delle pensioni, sono un preludio dell’annunciata e imminente controriforma del lavoro che ridurrà i diritti dell’immensa maggioranza della classe operaia.
Queste misure non intaccano il capitale finanziario né le grandi fortune né i grandi profitti delle imprese. E’ un piano funzionale all’oligarchia affinchè prosegua la sua spoliazione generale del paese e della sua gente. La CEOE (Confindustria spagnola, NdT) si appresta ad essere la grande vincitrice.
Le pressioni per imporre il Patto Sociale si intensificano e la stessa monarchia – alcuni giorni fa – è stata chiamata – come da sempre - alla sottomissione
In piena acutizzazione della crisi, la UE evidenzia ancora di più il suo carattere imperialista e il dominio dell’asse Berlino-Parigi. La sovranità nazionale è un pezzo da museo per il capitalismo. Le condizioni imposte alla Grecia per “soccorrere” la sua economia significano un attacco frontale alla classe operaia greca, alla quale –come sempre – intendono far pagare la situazione di bancarotta economica, mentre al capitale finanziario non viene imposta alcuna condizione.
La reazione della classe operaia greca – attraverso il PAME e il KKE – resiste a questa strategia ed è protagonista della prima grande lotta operaia e di massa contro il progetto imperialista dell’Unione Europea.
Oggi è necessario rispondere a queste politiche con una mobilitazione dura, di ampia unità delle forze popolari e rivoluzionarie, per arrivare ad uno sciopero generale che affermi una via d’uscita diversa dalla crisi.
Il Comitato Esecutivo del PCPE chiama la classe operaia e l’insieme dei settori popolari a non accettare alcuna misura che l’oligarchia intende imporre per cercare di mantenere la propria egemonia, tali misure vanno nella direzione contraria ai nostri interessi e le loro finalità non sono altro che quelle di far pagare la crisi a coloro che non hanno alcuna responsabilità in essa.
Il capitalismo è da tempo che non ha nulla di positivo da offrire alle grandi maggioranze ma solo alle oligarchie parassitarie di ciascun paese. Oggi l’attitudine più ragionevole del popolo è la ricerca di un rilancio orientato alla costruzione della società socialista. E’ qui che sta il futuro della libertà e della giustizia sociale.
Il CE del PCPE chiama in primo luogo a tutti i militanti del Partito ad attivare il loro impegno rivoluzionario e ad attivare tutte le risorse disponibili per mobilitare e organizzare la classe operaia e i settori popolari contro le politiche contro l’oligarchia.
La lotta è nelle strade, la lotta è insieme alla classe operai più combattiva, la lotta è insieme al popolo per esercitare il nostro ruolo di avanguardia di lotta di tutti i giorni.
Il CE del PCPE chiama la classe operaia e i settori popolari, i lavoratori autonomi e i settori professionali a prendere posizione di fronte a questa situazione. Di fronte alla sottomissione che richiede il sistema dobbiamo sollevare la ribellione, la difesa dei nostri diritti e l’esigenza che l’uscita dalla crisi veda protagoniste le grandi maggioranze lavoratrici.
Il CE del PCPE chiama le organizzazioni sindacali, specialmente quelle che hanno maggiori possibilità, a lavorare urgentemente alla convocazione di uno sciopero generale che esiga una fuoriuscita dalla crisi sulla base di altre proposte politiche ed economiche.
Il CE del PCPE chiama al coordinamento le organizzazioni rivoluzionarie in tutto lo Stato affinchè la lotta anticapitalista diriga l’azione delle masse e offra una via d’uscita a questa situazione al di fuori del quadro del sistema di dominio, rompendo i limiti imposti e creando un nuovo rapporto di forza favorevole al popolo e ai lavoratori e alle lavoratrici.
Il CE del PCPE chiama tutte le forze rivoluzionarie e popolari ad articolare un amplissimi Fronte delle Sinistre che, sulla base di una programma minimo, chiami alla mobilitazione per ampliare e unire tutet le lotte che la classe operaia sta impegnando in tutto lo Stato. Per questa unità il CE del PCPE propone i seguenti punti di base:
- Nazionalizzazione delle banche
- Congelamento delle ipoteche alla famiglie dei disoccupati
- Sussidio di disoccupazione senza limiti di tempo
- Blocco delle privatizzazioni e reversione di quelle già realizzate nei servizi strategici
- Progressività dell’imposizione fiscale
- Uscita dall’Unione Europea
- Rientro delle truppe inviate all’estero
- Riduzione delle spese militari e di altre spese parassitarie
- Processo Costituente Repubblicano
IL CE del PCPE manifesta la sua totale disponibilità a sommarsi a qualsiasi appello che si possa realizzare su orientamenti simili a quelli esposti in questa risoluzione
Il CE del PCPE assume l’iniziative di convocare una riunione di coordinamento a Madrid per il 7 giugno estesa a tutte le forze politiche, sindacali e sociali interessate a questa proposta, per articolare meccanismi concreti che facciano avanzare un ampio processo di mobilitazione e lotta che faccia dello sciopero generale il suo obiettivo centrale
Madrid, 12 maggio 2010
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|