www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 06-12-10 - n. 343

da Partito Comunista dei Popoli di Spagna - www.pcpe.es - in www.solidnet.org
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
La dittatura del capitale si ritorce sulla classe operaia nel tentativo di superare la crisi
 
Il 9° congresso del Partito per migliorare le sue capacità, intensificare la lotta e la mobilitazione della classe operaia contro il capitale
   
Comitato Esecutivo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna
  
Nei giorni 4, 5 e 6 dicembre, il PCPE terrà il suo 9° Congresso in una fase di turbolenza politica, determinata dalla intensità e lo sviluppo della crisi capitalista che sta avendo un grande impatto a tutti i livelli.
 
A livello internazionale il popolo lavoratore irlandese è, per ora, l'ultima vittima dell'imperialismo. Con il cosiddetto "salvataggio" dell'Irlanda, l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale hanno imposto a questo popolo le politiche di cui i monopoli hanno bisogno per cercare di ricomporre il ciclo di riproduzione allargata del capitale e recuperare il tasso di profitto. Queste stesse politiche, reazionarie e impopolari, sono presenti nell'agenda di tutti i governi dell'UE, e, con un intervento più o meno palese dell'Unione, vengono imposte ai popoli con il pugno di ferro.
 
I centri imperialisti preparano nuove guerre. La ricerca di soluzioni alla crisi del capitalismo ha sempre incluso, in un modo o nell'altro, il ricorso alla guerra. Oggi, l'imperialismo statunitense mira alla Repubblica democratica popolare di Corea, alla cui classe operaia, governo e partito esprimiamo la nostra più profonda solidarietà contro i piani aggressivi dell'imperialismo e del governo fantoccio di Seul.
 
L'imperialismo, nella sua fase senile, è interessato da un generale processo di decomposizione e da una tendenza reazionaria che interessano tutti i livelli del sistema, diventando se possibile ancora più aggressivo e pericoloso. Le ultime rivelazioni sulle politiche criminali attuate dal governo degli Stati Uniti, a cui non è estraneo alcun governo capitalista, forniscono un buon esempio di ciò.
 
A livello statale si intensifica la sofferenza dei lavoratori e lavoratrici e di ampi settori sociali. Lungi dall'essere risolta, la crisi del capitalismo spagnolo si è ampliata e approfondita. Non ci sono prospettive all'orizzonte. L'insolvenza bancaria e la futilità del governo nel ricostruire lo stato di questo capitalismo paralizzato, premono ancora sulla situazione economica del paese.
 
Nell'immediato futuro la reale dimensione della crisi strutturale del sistema sarà espressa in modo chiaro e inequivocabile. Il capitalismo non andrà meglio nel prossimo futuro.
 
Il governo si incontra con l'oligarchia e le conclusioni di tale riunione sono disciplinatamente accettate da Zapatero e dai suoi ministri, spianando la strada a nuove misure contro la classe operaia. Siamo di fronte ad un governo fantoccio dei monopoli, complice di una politica internazionale criminale, come recentemente abbiamo potuto vedere nel Sahara Occidentale occupato.
 
I lavoratori e lavoratrici non possono confidare nel governo socialista (PSOE), né sulla pretesa alternativa rappresentata dal PP e dalla destra nazionalista, in quanto tutti servono lo stesso padrone. Nemmeno il riformismo di sinistra è un'alternativa allo stato attuale delle cose.
 
La logica del sistema rende impossibile adottare anche un solo provvedimento che costringa la classe dominante a pagare parte dei costi della crisi. Il cento per cento delle misure approntate scaricano sulle spalle della classe operaia il peso della crisi. Il saccheggio sui redditi in calo dei lavoratori è l'unica via praticata per provare a superare il recesso del capitalismo spagnolo. La situazione di impoverimento e di riduzione in schiavitù nei rapporti di lavoro, sta mettendo milioni di uomini e donne, che mettono la loro vita al servizio del capitale, in una condizione di grave e profondo deterioramento delle condizioni di vita. Più di due milioni di bambini a rischio di povertà danno il segno di tale situazione.
 
I risultati delle elezioni catalane, con un forte aumento del voto a destra, esprimono il profondo disarmo ideologico della base popolare e operaia, che sta permettendo questa brutale aggressione ai diritti dei lavoratori.
 
Ma anche con questo vantaggio il capitalismo affronta un problema che non può essere risolto con aggiustamenti di gestione. E' di fronte a una crisi strutturale di grandi dimensioni che può affrontare solamente con un maggiore sfruttamento della classe operaia, distruggendo le forze produttive, aumentando la violenza e scatenando la guerra. Le masse lavoratrici e popolari dovrebbero opporsi a ciò, con la più ampia unità possibile e la più ferma volontà di combattere per sconfiggere le politiche capitaliste e promuovere un processo di superamento di questo sistema criminale, facendo della lotta per il socialismo la necessaria bandiera di tutte le lotte popolari e di classe.
 
Operai, giovani, studenti, il Comitato esecutivo del PCPE fa appello ai lavoratori e primariamente a tutte le organizzazioni del Partito affinché:
 
- Si rafforzi la lotta della classe operaia, unificando tutte le lotte e sostenendo una mobilitazione unitaria di massa nelle prossime settimane preparata dalle diverse confederazioni sindacali;
 
- Si organizzi la lotta in ogni luogo di lavoro, in ogni quartiere, in ogni cittadina, contro le politiche capitalistiche promosse da governo e Unione europea;
 
- Si fronteggino politicamente e ideologicamente le opzioni della destra, che applicano le stesse politiche della socialdemocrazia agli ordini dei capitalisti, i veri proprietari di questo paese. Non c'è alcuna speranza per il popolo dentro questo sistema capitalistico;
 
- Ci si mobiliti in difesa della pace mondiale sotto la minaccia di nuove guerre imperialiste che prepara questo sistema criminale;
 
- Si lotti per un'uscita socialista della crisi attuale del capitalismo ponendo così fine alla sofferenza, allo sfruttamento e alla violenza di questo sistema criminale e schiavizzante.
 
Proletari di tutti i paesi, unitevi!
 
Comitato esecutivo del PCPE.
Madrid, 29 novembre 2010
 

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