www.resistenze.org
- popoli resistenti - spagna - 03-05-11 - n. 362
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Rompiamo il patto sociale, battiamoci per i nostri diritti
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
01/05/2011
Dallo scoppio dell'attuale crisi del capitalismo, le condizioni di lavoro e di vita della classe operaia sono sotto attacco attraverso l'introduzione di misure anti-sociali, che hanno un solo obiettivo: scaricare le conseguenze della crisi sulle spalle della maggioranza dei lavoratori. Per questo, la borghesia e i suoi governi non esitano a cancellare i diritti storici acquisiti, dimostrando ancora una volta l'ipocrisia di chi ha cercato di presentare il capitalismo come il modo di produzione in grado di assicurare, anche alla classe operaia, un futuro dignitoso, prospero e stabile.
D'altro canto, il ruolo storico della socialdemocrazia (PSOE, Partito Socialista Operaio) è assodato, essendo anche ora uno strumento politico al servizio degli interessi dell'oligarchia finanziaria. Concede miliardi di euro per salvaguardare i profitti bancari, aumenta i prezzi dei carburanti, delle tariffe elettriche, oppure agevola la crescita dei prezzi degli alimenti di base, il tutto mentre riduce o elimina le tasse alla minoranza di sfruttatori, consente lo sfratto di centinaia di migliaia di famiglie operaie, tutela gli interessi delle società immobiliari e finanziarie. Li abbiamo anche visti privatizzare i servizi pubblici, imporre una controriforma del mercato del lavoro per facilitare i licenziamenti e aumentare la precarietà, una controriforma del sistema pensionistico che richiede anni in più di lavoro per guadagnare di meno, una controriforma, in fase di preparazione, della contrattazione collettiva che pretende di calcolare i salari in base alla cosiddetta produttività e che aumenterà il grado di sfruttamento della classe operaia.
Per questo la classe operaia non deve più prestare fede allo sporco inganno di continuare a considerare il governo PSOE come qualcosa di diverso da un governo PP [Partito Popolare]. Entrambi sono strumenti, destinati ad alternarsi attraverso il processo elettorale e a seconda della congiuntura politica ed economica del momento, per salvaguardare i privilegi di una minoranza di sfruttatori.
Sul piano politico svaniscono anche tutte le aspettative su un qualche processo di riforma all'interno del sistema capitalista, a causa del quale le organizzazioni riformiste (Izquierda Unida – PCE) diventano complici di questo sistema. Accade quando rifiutano la necessità di accentuare la lotta di classe per affrontare e sconfiggere i diversi rappresentanti politici ed economici del sistema, quando rinunciano alla denuncia del capitalismo esistente nel suo insieme e non solo per alcuni "eccessi" che dicono di poter attenuare attraverso riforme parziali o presunte migliorie "umanizzanti". Diventano complici del sistema quando, di fatto, rifiutano di abbattere il capitalismo, quando cercando di sistemarsi nel quadro istituzionale borghese disorientando la classe operaia e il popolo, respingendo la necessità di combattere fino alla conquista del socialismo e del comunismo.
Ma la crisi del capitalismo mostra anche il ruolo che le principali leadership sindacali giocano in questo scenario. Dopo lo sciopero generale, da loro indetto con forte riluttanza a seguito delle richieste della classe operaia, hanno iniziato a preparare un altro tradimento. Ben lungi dall'aprire un periodo di proteste sostenute nel tempo e aumentare gradualmente il livello di scontro, per abbattere ciascuna delle misure che i rappresentanti del capitale avevano previsto di adottare, si è andati incontro ad un'altra delusione. Queste dirigenze sindacali, cooptate dal potere borghese, hanno avuto il ruolo di interrompere, confondere e smobilitare la classe operaia con discorsi sulla pace sociale e la pratica della negoziazione dei diritti al ribasso.
Questo Primo Maggio dovrebbe esprimere un comportamento militante della classe operaia, con il suo Partito comunista in prima linea, portando alla superficie una serie di questioni: il totale rifiuto della cosiddetta pace sociale come pratica suicida per gli interessi della classe operaia, che già sta subendo le conseguenze in termini di rovesciamento dei diritti; la necessità di passare all'offensiva per organizzare e preparare le dimostrazioni necessarie, non solo per recuperare ciò che ci è stato rubato ma per privare dei privilegi una minoranza la cui ricchezza si basa sulle nostre sempre più dolorose condizioni di vita e di lavoro; per dimostrare, soprattutto, il fallimento definitivo del capitalismo come un sistema che non ha nulla di positivo da offrire alla maggioranza del popolo e alla classe operaia e che, pertanto, rinuncia a riporre le speranze in una sua riforma e si prepara a combattere per il suo definitivo superamento con la conquista del socialismo e del comunismo.
Commissione del movimento operaio e sindacale
CC del PCPE
http://www.pcpe.es , internacional@pcpe.es
|
|
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
|