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- popoli resistenti - spagna - 01-02-12 - n. 394
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Rompere con la dirigenza sindacale traditrice. Organizziamoci per la lotta
Comitato Esecutivo del PCPE
30/01/2012
Il 25 gennaio la dirigenza sindacale traditrice di Confederación Sindical de Comisiones Obreras (CCOO) e Union General de Trabajadores (UGT) ha firmato un nuovo accordo dannoso per la classe operaia, che pattuisce aumenti salariali pari allo 0,5% quando l'indice dei prezzi al consumo per il 2010 era del 2,4% e presenta una clausola di sganciamento [1] per cui è possibile che in realtà non si arrivi nemmeno ad applicare quello 0,5%.
Noi del PCPE diciamo da tempo che per la classe operaia non c'è uscita favorevole dalla crisi strutturale del capitalismo che non sia quella di gettare il sistema di sfruttamento capitalistico nella pattumiera della storia. Diciamo anche che l'unica via d'uscita passa per l'organizzazione e la lotta delle classi lavoratrici nella prospettiva del socialismo. Questo nuovo giro di vite non fa altro che dimostrare la validità della nostra analisi.
Ma alla borghesia e ai suoi successivi governi non preoccupano i 5,4 milioni di persone senza lavoro, non preoccupa la perdita costante del potere d'acquisto del popolo lavoratore, non importa delle persone lasciate per strada perché la banca gli ha rubato la casa, non preoccupa che una persona non possa essere assistita in un centro sanitario, non preoccupa l'alto grado di analfabetismo funzionale e né il fallimento scolastico dei figli e figlie della classe lavoratrice. In definitiva, non sono minimamente preoccupati dalla miseria cui ci stanno velocemente condannando perché sono coscienti che solo in questo modo potranno riprendersi dalla loro crisi. Non dobbiamo dimenticare che la borghesia ha coscienza di classe ed è perfettamente organizzata.
Invece, la classe lavoratrice, che in decenni di lotte organizzate dal sindacalismo di classe era riuscita ad ottenere importanti conquiste sociali, vede ora come le sue organizzazioni siano diventate inefficaci per la lotta, quando non addirittura complici di queste involuzioni.
Ciò è dovuto in larga misura all'influenza dell'ideologia borghese in seno alle organizzazioni operaie che ha da tempo introdotto il concetto di Patto Sociale e di corresponsabilità davanti alla crisi, ma anche al tradimento di tutta una schiera di dirigenti sistemati nelle strutture di direzione sindacali, che agiscono in modo slegato dagli interessi della classe che dichiarano di rappresentare.
Basta osservare quanto poco abbiamo ottenuto, dopo le elezioni, per vedere come le strutture confederali di CCOO ed UGT abbiano concordato un nuovo arretramento nelle condizioni di vita e di lavoro. Continuano a tendere la mano al nuovo governo per accedere all’ennesimo processo di concertazione sociale, che sotto la maschera "per il lavoro" nasconde, come tutti sappiamo, più disoccupazione e salari da miseria.
Tutto questo scenario ci porta ad un vicolo cieco, dove ad ogni rinuncia sindacale subentra una nuova esigenza patronale e nuovo scontento tra i lavoratori e lavoratrici, che guardano a tutte le organizzazioni sindacali con sempre maggiore diffidenza, determinando così un'enorme difficoltà di organizzazione e di lotta.
Ma c'è una strada da percorrere nella lotta contro le misure lesive imposte dai governi della borghesia in connivenza con i dirigenti sindacali traditori. Il PCPE chiama l'insieme dei delegati e delegate sindacali, tutti i membri di tutti i sindacati ed in generale i lavoratori e le lavoratrici alla disobbedienza verso questi accordi. Invitiamo ad organizzare i Comitati per l'Unità Operaia (CUO), strutture assembleari di base aziendali e territoriali, che prescindano dall'affiliazione sindacale e abbiano come obiettivo la crescita di una mobilitazione sostenuta con l'orizzonte dello sciopero generale.
Se loro firmano la regressione e la pace sociale
Noi risponderemo con l'unità e la lotta di classe
NdT
1. Cláusula de descuelgue: clausola di sganciamento. Clausola prevista dalla "Reforma" del 1994, che permette di derogare dai contratti nazionali in favore di una contrattazione personalizzata e di tipo aziendale.
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