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- popoli resistenti - spagna - 15-02-12 - n. 396
da www.gara.net/paperezkoa/20120130/318758/es/El-movimiento-Herrira-surge-para-traer-casa-presos-huidos?Hizk=en
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il movimento Herrira sorge per riportare a casa i prigionieri e i rifugiati
30/01/2012 - www.gara.net
Il lavoro dell’iniziativa Egin Dezagun Bidea (Costruiamo il Cammino) e la massiccia mobilitazione del 7 gennaio hanno posto una pietra miliare, su cui poggia il nuovo movimento che si presenterà domenica a San Sebastian.
Secondo il documento fondante, di cui Gara ha potuto prendere visione, si chiamerà Herrira, si prefigge "la missione storica di riportare a casa" prigionieri e rifugiati, si baserà sull’unione degli sforzi dei cittadini, con un carattere aperto ed innovativo.
di Ramón Sola - San Sebastian
Il dibattito annunciato dalla Egin Dezagun Bidea, dopo la mobilitazione che il 7 gennaio a Bilbao ha superato ogni record, ha già dato i suoi frutti: un nuovo movimento che si chiamerà Herrira e che vedrà la luce domenica a San Sebastian. Il documento di fondazione dibattuto negli incontri pubblici mette in evidenza che non si tratta di un'iniziativa congiunturale, ma centrata verso un obiettivo ambizioso e "laborioso": "La sfida che assumiamo è il ritorno a casa di prigionieri e rifugiati. La consideriamo una missione storica".
La necessità di questo salto qualitativo era stata assodata dall'iniziativa della Egin Dezagun Bidea, dopo la "grande accoglienza" ricevuta nel "nuovo contesto politico aperto nei Paesi Baschi negli ultimi mesi". Il successo della mobilitazione di gennaio fu il segnale definitivo. Di conseguenza si mise in moto nei gruppi locali un dibattito destinato a valutare quali nuovi strumenti offrire alle decine e decine di migliaia di persone disposte a lavorare, in particolare, per le vittime delle rappresaglie e, in generale, per la soluzione del conflitto. Il risultato di questa riflessione è Herrira, che, fa presente, "non sorge come successore" del movimento che ha storicamente operato a favore dei prigionieri politici baschi, né dei rappresentanti che l'hanno propugnato. "E neppure aspira a sostituirli ", precisa.
Si tratta di un'iniziativa eminentemente ed esclusivamente dei cittadini, indipendente da partiti e organizzazioni politiche, non incasellata in un progetto o ideologia concreta, e che non cerca nemmeno di far politica. Il suo unico obiettivo è riportare a casa detenuti ed esiliati.
Gara ha potuto visionare il documento di fondazione, di sette pagine, in cui sono riassunte le aspirazioni di base e i modi operativi, evidenziando il lavoro di sintesi realizzato. La chiave di Herrira sta nel capitolo intitolato "Principi e missione"; questo paragrafo concreto riassume la sua filosofia originale: "La chiave per evitare le conseguenze del conflitto risiede nella soluzione dei suoi presupposti. Le garanzie affinché non ci siano più carcerati ed esiliati offriranno la soluzione alle ragioni del conflitto. Ciò si riassume nel concetto di amnistia, poiché contestualizza il ritorno a casa di detenuti e rifugiati nel superamento delle ragioni che li hanno condotti a tale condizione. Pertanto, l'amnistia è il nostro orizzonte, e la nostra missione, ottenere che reclusi ed esuli, uomini e donne, tornino a casa".
Su questa base, Herrira si presenta come movimento non solo nuovo, ma anche innovativo. Nel seguito alcune delle sue caratteristiche.
Precedenti
Un'iniziativa nuova per chi lavorava prima e per chi si unisce adesso
Le oltre 110.000 persone scese in strada a Bilbao riflettono la quantità di gente disposta ad includersi in questo compito. Parimenti la Egin Dezagun Bidea assoda che, nel suo percorso di alcuni mesi appena, è diventata "punto di riferimento di tutte le persone d’accordo con quest’idea, riuscendo ad ottenere ogni volta maggiori impegni, abbracciando uno spazio sempre più ampio".
Di conseguenza, Herrira raccoglierà questo apporto di gente dai differenti percorsi: "Molte persone che partecipano a questa iniziativa hanno svolto da tempo attività in favore dei diritti dei carcerati. Altre conoscono la prigione da vicino, avendo qualche amico o parente recluso o essendo state detenute in qualche tappa della loro vita. Molte altre si sono coinvolte pensando che è il momento di risolvere definitivamente la situazione vissuta da donne e uomini prigionieri o esiliati". L'obiettivo di tutti è lo stesso: "Dare soluzione a tale situazione".
Obiettivi
Il primo, disattivare le misure d’emergenza: lo storico, portarli a casa
Come "primo obiettivo", Herrira lavorerà per la disattivazione di misure come l’"ergastolo", la diaspora, l'isolamento o il mantenimento in prigione di detenuti ammalati, poiché "dal punto di vista dei diritti umani sono misure fuori luogo in qualsiasi contesto", ubbidiscono "alla repressione e alla vendetta" ed inoltre "vanno contro la soluzione del conflitto".
Aspira pertanto alla riunificazione del Collettivo dei Prigionieri e Prigioniere Politiche Basche coi diritti corrispondenti, così come alla "fine della persecuzione contro i/le rifugiati/e politici", in modo che entrambi i collettivi possano partecipare anche al processo di risoluzione.
Ma l'obiettivo finale definito "storico nel processo di soluzione irreversibile in atto nel secolo XXI nei Paesi Baschi", è il ritorno a casa di tutti "con l’evoluzione di un foglio di via integrato in questo processo di soluzione."
Herrira puntualizza al riguardo, che "questo obiettivo deve essere compreso all’interno di un cammino da percorrere, non intorno ad un risultato isolato. Vogliamo procedere sulla strada del ritorno a casa dei prigionieri e degli esiliati, senza stare ad aspettare, avviando un percorso che non finirà fintanto che tutti e tutte non siano a casa".
Ambiti
Attivazione della maggioranza sociale, informazione, sensibilizzazione e solidarietà
Herrira cerca di dotare "di mezzi e dell’inquadramento necessario" tutte le persone che, "pur avendo sensibilità differenti, siano d’accordo con gli obiettivi presentati. Vogliamo costruire un luogo d’incontro".
Vuole operare in quattro aree principali. La prima è l’"attivazione della maggioranza sociale", favorendo l’assunzione d’impegno di tutti i settori, dalle istituzioni all'educazione, la cultura, il movimento popolare... In secondo luogo, reclamerà e farà pubblica informazione sulla situazione delle vittime di rappresaglia. Verso di esse aspira anche a spronare ed organizzare la solidarietà "popolare", "esortando tanto il valore come la pratica della solidarietà". E insieme a ciò, il nuovo movimento si dedicherà a "sensibilizzare e coinvolgere la comunità internazionale, sviluppando a tal fine le relazioni necessarie ed organizzando ambiti di collaborazione".
Innovatore
Terrà conto di modalità ed esperienze che hanno fatto trionfare altri movimenti
Tra le novità di Herrira, si evidenzia la scommessa d’essere un movimento "ampio ed innovatore". In questo senso, afferma: "Siccome siamo un movimento nuovo, prenderemo in considerazione quelle forme ed esperienze che hanno fatto trionfare movimenti popolari tanto nei Paesi Baschi come nel mondo, quantunque pretendiamo, soprattutto, di collocarci nella realtà vigente nei Paesi Baschi e d’incidere su di essa, tenendo conto delle nuove tendenze culturali, osservando la realtà sociale, conoscendo e facendo uso delle tecnologie relative alla comunicazione e all'informazione".
Parallelamente, Herrira evidenzia: "Vogliamo lavorare con la cittadinanza, in costante connessione". E promette che per questo il movimento sarà "partecipativo" e cercherà di "offrire un discorso ed alcune attività che creino facili collegamenti con la cittadinanza".
Il movimento sa che dovrà essere "efficace" per raggiungere l’obiettivo, cosicché incoraggerà dinamiche "in grado di generare cambiamenti". Ed il suo lavoro si realizzerà soprattutto "per strada, mediante un esteso lavoro di comunicazione, con azioni di richiamo, mobilitazioni partecipate..."
Senza frontiere
Basco e lingua basca, ma anche senza frontiere e multilingue
Herrira ha una vocazione nazionale; "lavoreremo nei Paesi Baschi e per tutti i Paesi Baschi, cercando di arrivare in tutti gli angoli", con un criterio basato sul capire le differenti realtà interne al paese e "senza imporre slogan omogeneizzanti". Nondimeno contemporaneamente avvierà il suo lavoro in cerca di solidarietà e attività comuni in ambito internazionale, dove crede che "la solidarietà verso i baschi, uomini e donne detenute o esuli, sia molto vasta".
Ciò avrà riflesso anche sull'aspetto linguistico. La lingua basca sarà la lingua principale di Herrira nelle sue comunicazioni interne ed esterne, ma si userà anche il castigliano ed il francese nei Paesi Baschi, e le lingue di ciascun luogo quando si agisca in ambito internazionale.
Partecipativo
Gruppi locali e Congresso Nazionale in un modello che vuole andare dal basso verso l’alto
Il nuovo movimento si definisce anche trasparente e partecipativo, per cui ad esempio "ogni gruppo prenderà le proprie decisioni relative all'attività che svolgerà, sempre coerenti coi principi ed obiettivi del movimento". Ci sarà una struttura a livello nazionale che avrà come scopo rendere dinamici i gruppi, offrir loro risorse e gestire le linee di lavoro concordate, ma si vuole essere un movimento che "avrà influenza dal basso verso l'alto".
Così, i gruppi dei paesi, quartieri o città, e il Congresso Nazionale saranno i principali ambiti di decisione e lavoro. Herrira conterà anche su spazi di lavoro settoriali, per lavori concreti come la comunicazione, le relazioni, la solidarietà o il lavoro internazionale.
Presentazione pubblica domenica nel Kursaal
La presentazione pubblica del movimento Herrira avrà luogo domenica, con un atto che comincerà alle 12.00 nel Palazzo Kursaal di San Sebastian, a porte aperte per chi voglia andarci. L'evento servirà anche come nuovo passo nella denuncia dell'attuale politica penitenziaria.
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