www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 30-08-12 - n. 420

Da Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) - pcpe.es/comunicados/item/1733-comunicado-del-comit%C3%A9-ejecutivo.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Oggi la lotta è per le trasformazioni sociali profonde, per il contrattacco, per sconfiggere il governo e per il socialismo
 
Comitato Esecutivo del PCPE
 
05/08/2012
 
Ogni momento storico, nello sviluppo della lotta di classe, ha il suo programma e la sua strategia di forza per conquistare le posizioni corrispondenti allo sviluppo concreto delle contraddizioni capitale-lavoro.
 
La classe operaia e i settori popolari, nell'attuale situazione di crisi strutturale del capitalismo spagnolo, devono dare priorità a quegli elementi politici che maggiormente possono rafforzare la loro posizione rispetto alle classi dominanti; gestite oggi dal PP e ieri dal PSOE nel governo centrale, e nei governi autonomi regionali nelle quali partecipano diverse formazioni politiche che lavorano -anch'esse- nella stessa direzione di obbedienza al capitale.
 
La convocazione del CCOO e UGT per il 15 settembre a Madrid, non va verso questa direzione necessaria per il momento attuale. Il ricorso alla categoria di "cittadini" per la rivendicazione dello "Stato Sociale", attraverso un idealistico referendum è un passo indietro nelle proteste in aumento negli ultimi mesi, dove la richiesta principale è stata quella di un nuovo e più combattivo sciopero. Lo sciopero generale è la risposta corrispondente alla portata dell'attacco della borghesia spagnola contro la classe operaia e contro il popolo. Sarà esclusivamente con questa analisi e con queste parole d'ordine chiare che il PCPE parteciperà a questa mobilitazione per ricondurla al grido per lo Sciopero Generale e contro il capitalismo
 
Oggi la priorità è organizzare il contrattacco della classe operaia, e di tutto il popolo, contro il governo dell'oligarchia, le sue politiche, l'euro, l'Unione Europea e la NATO. La proposta di referendum paralizza - per tutto il periodo - tutto il crescente movimento della lotta operaia e lo devia verso una idealizzata capacità di decidere all'interno del quadro legale della dittatura del capitale. Si tratta di una distrazione inaccettabile in questo momento di acutizzazione della lotta di classe, si tratta di una bombola d'ossigeno per il governo, stemperando il carattere di classe dello scontro.
 
L'attuale strategia delle classi dominanti si orienta a stabilire meccanismi di legittimazione sociale che gli permettano di avanzare verso una nuova forma di potere, incarnata in uno stato autoritario con il consenso sociale. Le campagne contro i politici, i partiti, i sindacati, le autonomie, ecc.., si basano su problemi reali ma lavorano per creare la soggettività necessaria per questo colpo di mano. La stessa chiamata che si estende sulla rete senza identificati organizzatori del 25 settembre di fronte al parlamento dimostra questa strategia, nel momento in cui si scontro con il movimento operaio e con le strategie di lotta operaia di maggiore combattività. Questa chiamata ci ricorda di più l'incendio del Reichstag propiziata dai nazisti per mettere fuori legge e criminalizzare il Partito comunista e il movimento operaio, che una lotta popolare organizzata e coerente. Il PCPE rifiuta questa chiamata e non vi parteciperà in alcun modo.
 
Il PCPE sarà sempre in tutte le mobilitazioni operaie dove è possibile spiegare la sua posizione e diffondere la sua proposta politica, ma mai in nessun modo si unirà a posizioni che, in uno o un altro grado, sono funzionali alle strategie delle classi dominanti.
 
Il PCPE chiama tutta la classe operaia e il popolo ad avanzare urgentemente verso la convocazione di uno sciopero generale per combattere il governo e le sue politiche, per esigere l'uscita dall'euro, l'UE e la NATO, per la nazionalizzazione del sistema bancario, la riduzione delle spese militari, per condizioni di vita dignitose per il popolo, e per il socialismo.
 
Il momento è di scontro e di lotta. Non possiamo sfuggire alle nostre responsabilità. Nessun compromesso con la borghesia nella gestione della crisi. O la borghesia o la classe operaia.
 
Tutto il potere alla classe operaia!
 
Nulla si muove senza il nostro lavoro!
 

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