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- popoli resistenti - spagna - 01-10-12 - n. 423
da Partito Comunista dei Popoli di Spagna - pcpe.es/component/k2/item/1780-uyl-septiembre-2012-editorial.html
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Lacchè del capitale monopolistico
Unità e Lotta, organo del CC del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Editoriale di Settembre 2012
Con una Spagna che supera l'estate con ustioni da tutte le parti, Rajoy continua a perseguire la sua politica di sudditanza servile al capitale monopolistico.
Il governo non può più nascondere che il piano di salvataggio della banca spagnola, pari a un centinaio di miliardi di euro, comporta un memorandum che fissa 32 condizioni, politiche ed economiche, che devono essere soddisfatte con un calendario inflessibile dettato da Bruxelles. Queste condizioni si caratterizzano dalla richiesta di maggiori trasferimenti di sovranità all'imperialismo europeo, e ulteriori passi nel processo di concentrazione del capitale finanziario, facendo pagare le conseguenze a molte persone che possiedono i loro risparmi, per investimenti, in queste banche oggetto di salvataggio. Nelle ultime settimane il governo approverà nuove regole per il settore finanziario, apparentemente per volontà propria, e non a compimento delle richieste del presente memorandum.
Il PP (Partito Popolare, ndr) prosegue per la sua strada, cercando di negare il nuovo salvataggio che necessiterà il capitalismo spagnolo a breve tempo. La prolungata recessione e la caduta dei consumi interni abbatte tutte le previsioni di Rajoy e Montoro sulle entrate fiscali. Non sarà possibile rispettare i revisionati impegni di deficit, e la richiesta degli "aiuti" economici all'UE sarà inevitabile. Aiuto che sarà accompagnato da nuove condizioni di aumento dello sfruttamento della classe operaia e di favore agli interessi del capitale monopolistico europeo che continua ad appropriarsi dei settori strategici del capitalismo spagnolo.
Le cose, in generale, non vanno meglio negli paesi associati all'imperialismo europeo. Nell'eurozona, secondo i dati pubblicati dell'ultimo trimestre, continua la recessione (-0,2%), la Germania si sgonfia come "locomotiva" della ripresa economica e l'uscita della Grecia dall'euro sembra inevitabile, e porterà serie conseguenze.
L'imperialismo Yankee, perso nella sua circense campagna elettorale, può introdurre importanti fattori di distorsione sulla realtà mondiale, in funzione dei sondaggi elettorali del candidato Obama. Una nuova aggressione militare, "consigliata" per i sondaggi, introdurrebbe un fattore destabilizzante a livello internazionale che aggraverebbe le tensioni inter-imperialiste.
Per la classe operaia spagnola, il dopo estate, pone nuove sfide di enorme complessità. Ciascuna delle forze che concorrono nella lotta di classe nel nostro paese sviluppa le proprie strategie, e il gioco della confusione e dell'inganno pervade in ogni discorso.
Così, il governo fa demagogia elargendo miseria: presenta come un miglioramento le 450 euro del Plan Prepara per far si che un nucleo familiare di quattro persone possa provvedere a tutte le spese del mese, e dicendo inoltre che esso mira a incentivare la ricerca di lavoro; mentre dall'altro lato limita a 500.000 euro gli stipendi dei dirigenti delle banche che ricevono l'aiuto pubblico. Le cupole sindacali del CCOO e UGT gettano una coperta bagnata sulla crescente lotta operaia e convocano una grande manifestazione a Madrid per chiedere un referendum, come se la classe operaia non si fosse già espressa apertamente contro le riforme del governo, e i lavoratori e le lavoratrici della funzione pubblica lo stanno continuando a fare, settimana dopo settimana.
Sulla stessa linea è la chiamata del 25S di fronte al Congresso dei Deputati. Questi due eventi citati sono stati assunti dal riformismo con l'entusiasmo proprio di chi si impegna a raffreddare la crescita della lotta di classe.
L'unità militante della classe operaia deve affrontare queste manovre, senza lasciarsi ingannare; incentrando la strategia, principalmente, sull'unità di classe intorno ai Comitati per l'Unità Operaia (CUO), e nello sciopero generale come strumento principale per far avanzare le sue posizioni.
Machismo, giustizia e militarismo
Che i valori dell'esercito borghese, e in particolare di quello spagnolo, sono machisti è una cosa generalmente accettata. Il paradigma estremo è nel corpo della Legione, che porta fino al parossismo questa condizione.
Sono numerosi i casi di militari professionisti che sono protagonisti di aggressioni contro le donne. Qualche anno fa, nelle Asturie, un militare professionista cavò gli occhi, rendendo cieca, una donna che aveva rifiutato di accettare le sue richieste. Ciò si insegna nelle accademie militari in questo paese, e viene utilizzato nelle "missioni di pace" contro le donne se si presenta l'occasione.
Queste espressioni virulente di machismo trovano riparo nel sistema giudiziario. Recentemente la Suprema Corte - la Quinta Sezione Militare - ha emesso una sentenza che riduce la pena a un Sergente dell'Aeronautica Militare condannato per maltrattamenti, giustificando il suo comportamento per "la sua partecipazione abituale o regolare in operazioni di mantenimento della pace in uno scenario di difficoltà e pericolosità in Afghanistan, dove risulta frequente che i partecipanti a tali operazioni hanno bisogno di ricorrere all'uso della forza armata".
Con un Ministro della Giustizia integrato nel fondamentalismo più estremo, e una gerarchia cattolica esaltata da questo governo, il quadro è completo.
In questa situazione la lotta delle donne è per la tutela dei loro diritti, ma è anche lotta contro la base materiale e contro la sovrastruttura che in questo sistema appoggiano il machismo e il patriarcato. La lotta è per il socialismo e il femminismo di classe.
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