www.resistenze.org
- popoli resistenti - spagna - 28-10-12 - n. 427
da www.tintaroja.es/actualidad/75-el-futuro-es-el-poder-obrero-y-el-socialismo-comunismo
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il futuro è il potere operaio e il socialismo-comunismo
Unità e Lotta n.296 - organo del CC del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Editoriale Ottobre 2012
"La realtà è testarda", era una delle espressioni preferite di Fernando Sagaseta. Questa affermazione riassume, sinteticamente, una concezione materialistica del mondo e dei rapporti sociali. E naturalmente aveva ragione.
L'attuale governo dell'oligarchia afferma, ancora una volta, che porrà rimedio al fallimento attuale del sistema capitalistico, e promette che le condizioni di vita della maggioranza sociale miglioreranno sotto la sua direzione politica. Ma, effettivamente, la realtà è testarda, e vari indicatori economici continuano - con la loro tendenza negativa - a smentire le promesse governative; e il popolo ogni giorno vive in condizioni sempre più estreme, con limitatezze di ogni genere. Le ultime previsioni degli stessi padroni ratificano quest'analisi. Le loro stime mostrano un calo del PIL per il 2013 del -1,6%, molto più alto di quanto riconosca il governo. E il numero dei disoccupati, secondo queste stesse fonti, raggiungerà il 26,5%, vale a dire, sei milioni di persone.
L'aggravamento inarrestabile della crisi strutturale del capitalismo spagnolo all'interno della crisi generale del sistema capitalistico internazionale, sta sommergendo il "nuovo" governo del quale si è dotato l'oligarchia alla fine dello scorso anno. Questa volta l'alternanza bipartitica mostra i suoi limiti in mezzo ad un inasprimento della lotta di classe, che aiuta il processo di recupero della coscienza rivoluzionaria della classe operaia.
Mariano Rajoy cerca, disperatamente, di evitare la richiesta di un nuovo salvataggio, mentre Bruxelles alzando la voce lo giudica inevitabile e da richiedere prima possibile. Il capo del governo conosce cosa implica questo salvataggio e il suo doppio effetto. Per prima cosa significherà un altro passo nella penetrazione-appropriazione del capitale monopolistico nei settori strategici dell'economia spagnola, e dall'altro, Bruxelles imporrà nuove brutali misure d'aggiustamento sulle spalle della classe operaia, la quale subirà un altissimo costo politico per questo malconcio governo.
La risposta dei lavoratori si va attivando passo a passo all'interno dell'UE. Il governo portoghese ha dovuto fare un passo indietro nelle sue ultime misure che riducono i salari del 7% di tutta la classe operaia, in Grecia un nuovo sciopero generale - a fine settembre - ha ottenuto un grande sostegno dalla classe operaia, il fascino di Hollande è evaporato a poche settimane dalla sua elezione; e tutto ciò in uno scenario in cui le istituzioni capitaliste internazionali devono rivedere in senso negativo le loro previsione per il futuro.
Contro coloro che considerano che lottare oggi per l'obiettivo del socialismo-comunismo, come asse strategico della mobilitazione operaia, è un esercizio di volontarismo, possiamo dire che ciò che è veramente volontaristico è credere che il capitalismo attuale sarà capace di risolvere questa crisi dando alla classe operaia il livello salariale e di consumo della liquidata fase espansiva. Bisogna avere certamente un alto grado di candore per fidarsi di questa ipotesi per il futuro nella società capitalista.
L'ipotetica uscita capitalista dalla crisi sarà dantesca per la classe operaia. Senza contrattazione collettiva, con licenziamento libero, con la maggioranza del popolo senza risorse economiche per andare dal dentista, per dare un'alimentazione adeguata a gran parte della popolazione infantile o per lavarsi con l'acqua calda, ecc., con la guerra permanente e con un controllo da stato di polizia, spionaggio universale e permanente - in tempo reale - di tutte le persone. Uno stato criminale terrorista come mai si è finora conosciuto nella storia, se non nel nazi-fascismo tedesco.
Senza una lotta risoluta per il socialismo-comunismo, e senza il Partito Comunista alla testa di questa lotta, non c'è speranza per la maggioranza sociale. Per questo il PCPE ribadisce la sua chiamata a tutte le forze della trasformazione sociale - forze operaie e popolari - per articolare il Fronte Operaio e Popolare per il socialismo, alleanza guidata dalla classe operaia, che aprirà la strada alla via socialista che liquiderà la formazione storico-sociale capitalista fino alle sue fondamenta. Solo la lotta ci darà la vittoria.
Crepe nel blocco oligarchico
Quando la nave capitalista navigava - ingannevolmente - a tutto regime, le classi dominanti costituivano un blocco compatto che organizzava il saccheggio e lo sfruttamento all'unisono, senza particolari conflitti. Ora, quando la nave affonda, sono rimasti in pochi coloro che ballano al suono dell'orchestra, e da alcune cabine stanno iniziando a cercare una posizione migliore per quando dovranno lanciarsi in acqua con le scialuppe di salvataggio.
La borghesia catalana, attraverso il suo governo di coalizione CiU [Convergenza e Unione] adesso - e prima con il socialdemocratico Tripartito -è stata quella che ha applicato i tagli contro la classe operaia con maggiore determinazione. Casi come il pagamento dell'impegnativa del medico o la raccolta di cibo da portare a scuola nel cestino per il pranzo, sono paradigmatici e, ovviamente, successivi ai tagli dei salari e dei servizi sociali di base.
Questa borghesia, cosciente della profondità della crisi del capitalismo, della debolezza e dei gravi problemi del governo Rajoy, cerca di salvarsi dalla sua situazione alla disperata. Il presidente A. Mas sa di non avere altra scelta che negoziare con il governo statale un importante piano di salvataggio economico e cerca di evitare le interessate condizioni associate ad esso.
Ciò accade quando ci si accoda al nazionalismo come risorsa vittimista, ancora una volta nella storia. Messa in scena questa manovra, il presidente ha avuto la capacità di mettere dietro alla borghesia una parte importante del popolo catalano. Si occulta la contraddizione di classe, si nascondono le lotte dei lavoratori e il sentimento nazionale si erge a fattore che consente alla borghesia una calma transitoria della lotta di classe, per cercare di costruire uno scenario destinato a superare la crisi senza perdere la sua egemonia.
Questa volta, ancora una volta, il diritto di auto-determinazione non si può separare dalle posizioni di lotta per il socialismo-comunismo e dalla lotta contro la crisi capitalista. Ciò è in questo momento il compito dell'organizzazione comunista.
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