www.resistenze.org
- popoli resistenti - spagna - 07-11-12 - n. 428
da www.tintaroja.es/mov-obrero/77-ini-recortes-ni-capitalismo-14n-huelga-general
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Né tagli, né capitalismo! 14 Novembre Sciopero Generale
01/11/2012
Il PCPE e i CJC chiamano la classe operaia allo sciopero generale il 14-N
Il Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) e i Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC) chiamano la classe operaia a fare dello sciopero generale del 14 Novembre una giornata di progresso nella lotta per i nostri diritti, contro il governo, in opposizione frontale all'intero suo pacchetto di misure, per il socialismo e il comunismo, così come alla lotta contro i monopoli e il loro strumento politico, l'Unione europea (UE).
Perché un altro sciopero?
Poiché da quello del 29 marzo, in poco più di sette mesi, gli attacchi del governo e dei padroni hanno continuato a crescere: tagli ai sussidi di disoccupazione; al rimborso delle cure sanitarie; drastici tagli di bilancio per i servizi pubblici e sociali; riduzione dei salari nelle amministrazioni pubbliche; aumento dell'IVA; amnistia fiscale su misura per i padroni fraudolenti... Queste misure, mentre attentano alle condizioni di lavoro e di vita della maggioranza di questo paese, i lavoratori e le lavoratrici, cercano di proteggere i privilegi di una minoranza sfruttatrice e oziosa, l'oligarchia industriale e bancaria, che continua a dichiarare profitti appropriandosi del frutto del nostro lavoro e che sotto l'Unione europea cerca di perpetuare la sua attuale dittatura.
Il capitalismo è in bancarotta. Abbatterlo è una necessità urgente.
Sotto il capitalismo non c'è futuro per la classe operaia e i settori popolari, e non ci sarà uscita all'attuale crisi strutturale a nostro vantaggio se non rompiamo con questo regime di dominazione. Il blocco oligarchico-borghese si lancia in una fuga in avanti e cerca di superare la crisi mantenendo i suoi interessi di classe e approfondendo una guerra violenta contro la classe operaia attraverso il pacchetto di misure già noto, rafforzando nel frattempo le strutture repressive per blindarsi dalle proteste crescenti del popolo lavoratore. Ciò conferma che il capitalismo, nella sua attuale fase imperialista agonizzante, non è altro che parassitismo delle classi dominanti e tende quindi al militarismo come alla reazione politica.
Né referendum, né patto sociale. Potere operaio e popolare
Per il PCPE e i CJC, i diritti del popolo lavoratore non si mettono né in discussione, né si sottomettono a negoziazione alcuna con padroni e governi che, sotto il capitalismo, legiferano inequivocabilmente per proteggere i loro privilegi, né tanto meno si sottopongono a consultazioni manipolate. I nostri diritti si conquistano e proteggono con la lotta organizzata e sostenuta nei centri di lavoro e per le strade. Lo sciopero è la strada giusta perché dimostra l'immensa forza del popolo lavoratore quando agisce in modo unitario, senza di noi non si muove nessun ingranaggio del sistema capitalista e, in definitiva, sono i padroni che hanno bisogno di noi per ottenere i loro profitti, non il contrario. Si può e si deve vivere senza sfruttatori, ma è impossibile un mondo senza i lavoratori e le lavoratrici. Pretendere un'uscita alla crisi con assurdi appelli ad un "capitalismo dal volto umano" vuol dire aggirare la radice del problema e rinunciare a combattere lo sfruttamento dell'essere umano, che risiede nella proprietà privata dei mezzi di produzione. Criticare la gestione del sistema e non il sistema stesso, costituisce una strategia sterile, che il PCPE e i CJC combatteranno. La lotta è di scontro aperto e di rottura con il capitalismo.
Rafforzare il sindacalismo di classe. E' il momento dell'unità operaia
Decenni di sindacalismo basato sui patti sociali, sulla conciliazione di classe e i negoziati al ribasso, ci hanno portato a più alti tassi di sfruttamento per il nostro popolo e all'impunità per i padroni. Oggi, è urgente l'unità operaia, secondo i principi del sindacalismo di classe per la difesa intransigente dei nostri diritti. Abbiamo bisogno di spazi aperti all'interno del movimento operaio, combattivo e di classe, in cui il protagonismo dell'assemblea sia la spina dorsale che rompa la smobilitazione e la frammentazione del movimento sindacale. Questo è il progetto dei Comitati per l'Unità Operaia (CUO), che si stanno forgiando, e per il cui rafforzamento chiamiamo il popolo lavoratore a impegnarsi.
Unirsi al PCPE e ai CJC. Sostenere il nostro programma
Questa convocazione, da parte del PCPE e dai CJC, si inquadra in un processo di accumulazione di forze, in un ulteriore passo in avanti nel cammino di riunificazione di tutti i settori colpiti dal potere assoluto dei monopoli, e in un momento in cui il progetto di trasformazione rivoluzionaria che il PCPE e i CJC rappresentano vuole incorporare settori crescenti del nostro popolo.
Per questo, chiamiamo a sostenere e ad unirsi sotto il nostro programma, riassunto in:
- Nazionalizzazione delle banche e dei settori strategici dell'economia.
- Abrogazione di tutte le leggi anti-operaie e delle controriforme approvate: lavoro, contrattazione collettiva e sistema pensionistico pubblico.
- Difesa di tutti i servizi pubblici. Ritorno allo Stato di tutto ciò che è stato privatizzato.
- Più nessuno sfratto. Moratoria sulle rate del mutuo per le famiglie con tutti i membri disoccupati e restituzione di tutte le case rubate dalle banche.
- Proibizione del taglio dell'energia elettrica, acqua, luce, gas ... per le famiglie che non riescono a far fronte al pagamento.
- Riforma agraria integrale che liquidi la concentrazione della terra.
- Cancellazione unilaterale del debito contratto dal capitalismo spagnolo.
- Uscita dall'euro, dall'Unione europea e dalla NATO. Perché il capitalismo non è riformabile e nemmeno le istituzioni che lo supportano.
- Potere operaio e popolare, economia pianificata dal popolo lavoratore per soddisfare i propri interessi. Per il Socialismo e il Comunismo.
Nessun sacrificio per salvare il capitalismo!
Contro il capitalismo e i suoi tagli, Sciopero Generale!
Nulla si muove senza il nostro lavoro!
Solo la proprietà sociale risolverà i problemi del popolo lavoratore!
Tutto il potere alla classe operaia!
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC)
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