www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 19-11-12 - n. 430

da Partito Comunista dei Popoli di Spagna - www.pcpe.es
Traduzione dello spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
14-N Un passo avanti nel processo d'accumulazione di forze
 
Il successo dello sciopero generale del 14-N pone nuove esigenze nella lotta
 
Le masse operaie lottano per un altro progetto politico di fronte alla crisi capitalista
 
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
 
18/11/2012
 
Il Comitato Esecutivo del PCPE saluta lo sviluppo dello Sciopero Generale del 14N come un nuovo passo in avanti nel processo d'accumulazione di forze che deve realizzare la classe operaia dei popoli e delle nazioni di Spagna per raggiungere la sua vera liberazione con il potere operaio e la società socialista. Anche in questo caso, il proletariato industriale ha avuto un ruolo di primo piano nel successo dello sciopero, giocando un ruolo decisivo nel risultato dello stesso.
 
Questa giornata di lotta, allo stesso tempo, ha evidenziato alcuni dei gravi ostacoli che la classe operaia si trova sulla strada per il cambiamento radicale dei rapporti di forza attuali nello sviluppo della lotta di classe. Il CE del PCPE esprime una prima analisi su di essi con l'intenzione fondamentale di aiutare ad aprire una prospettiva di lotta per tutti i lavoratori e le lavoratrici:
 
- Le cupole dirigenti della CCOO [Confederación Sindical de Comisiones Obreras] e della UGT [Union General de Trabajadores] sono in un vicolo cieco, il percorso del patto sociale è chiuso e non si aprirà in futuro. Il capitalismo non ha margini per concedere nessuna delle correzioni che questi dirigenti pongono all'interno del sistema stesso. Sia il governo, come l'Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale, hanno dettato con chiarezza quali sono le misure da imporre alla classe operaia, ai contadini e agli altri settori popolari per cercare di garantire i loro privilegi di classe. Essi sono i legittimi rappresentanti dei monopoli e non cederanno di fronte a qualche soggetto che, in modo assolutamente illusorio, continua a poggiare il suo programma politico su un supposto cambiamento sociale dell'UE. Sia la loro assurda richiesta di un referendum sulle politiche del governo, che il sedicente Vertice Sociale, sono in un vicolo cieco dopo il 14N.
 
- Questi sindacati che hanno cercato di nascondere le loro responsabilità di fronte alla classe operaia parlando di una convocazione di uno sciopero dei cittadini e dei consumatori, hanno ancora una volta dimostrato una chiarissima carenza dei quadri sindacali, sia nella preparazione dello Sciopero Generale, come nella stessa giornata dello sciopero con una scarsa e inesperta presenza ai picchetti. Lo sciopero generale del 14N, come ogni sciopero, è stato uno sciopero operaio nel quale lo scontro di classe si è espresso in maniera chiara, come dimostra la violenza padronale e dello Stato e la risposta organizzata e cosciente dei settori più avanzati della classe operaia. Questa situazione è la conseguenza di anni di abbandono delle posizioni di classe e ci sarà una soluzione solo tornando ad esse. In caso contrario, la classe operaia passerà sopra queste organizzazioni, superandole nel cammino della lotta.
 
- Le altre forze sindacali che hanno convocato lo sciopero, raggruppate intorno all'auto-denominato sindacalismo alternativo e di classe, sono anch'esse incorse nell'errore di porsi nello stesso discorso interclassista dello sciopero sociale e del consumo che attira la maggioranza e abbraccia il discorso politico del 15M, dando chiara dimostrazione - per la maggior parte - della stesse carenze di quadri sindacali e della stessa debolezza nelle azioni di lotta. E' nei picchetti, nella lotta concreta, che determinate organizzazioni, sia politiche che sindacali e sociali, sono incapaci di superare la prova della pratica, ripiegando su discorsi retorici pieni di auto-compiacenza e vuoti di contenuti trasformatori.
 
- Va rilevato, inoltre, che in questa lotta, il riformismo politico ha dimostrato - come già abbiamo detto in precedenza - la sua assoluta dipendenza e subalternità alla proposta politica collaborazionista delle cupole sindacali nell'assumere integralmente il discorso che questi propongono. La loro rinuncia ad elevare il discorso della convocazione, avanzando verso una proposta politica per il Potere Operaio e il Socialismo pienamente opposta al sistema di dominio borghese, li pone ancora una volta come un elemento di confusione e di distrazione per la classe operaia.
 
- Da parte loro, i e le comunisti/e del PCPE e dei CJC faranno collettivamente una valutazione nel dettaglio del proprio lavoro. In genere, giudichiamo positivo il lavoro svolto dalla nostra militanza, visto che abbiamo saputo svolgere un ruolo d'avanguardia nell'elevare il discorso politico delle masse lavoratrici con le quali abbiamo condiviso assemblee, distribuzione di volantini, raduni, manifestazioni e picchetti, indicando chiaramente che il nostro unico futuro sta fuori dall'euro, dall'Unione europea e dalla NATO, quindi nel socialismo. La parola d'ordine "né tagli, né capitalismo!" contrasta palesemente con il cambiamento sociale per uscire dalla crisi reclamato dal SG del PCE al governo del PP nel suo primo comunicato dopo lo Sciopero Generale. Senza dubbio, dove siamo stati in grado di portare e spiegare la nostra proposta, essa è stata un elemento importante per aumentare il livello di coscienza e di combattività della classe operaia e degli studenti popolari. Oggi, dopo lo Sciopero Generale, è aumentato il prestigio della militanza comunista, e il PCPE e i CJC sono riconosciuti come riferimento politico di lotta per un numero sempre maggiore di persone. Obiettivo raggiunto!
 
- La nostra sfida principale in questo momento è concretizzare questo incremento del nostro lavoro nel movimento operaio, promovendo i nostri quadri nei sindacati. Comunisti che con il lavoro sindacale, a diretto contatto con la classe e con una posizione comunista, includono i più coscienti attorno a una proposta unitaria e di classe come i Comitati per l'Unità Operaia che, senza mettere in discussione le distinte appartenenze sindacali, si pone al di sopra delle carenze organizzative, ideologiche e d'azione sindacale dell'amalgama di sigle sindacali, promovendo come valori superiore della classe l'UNITA', la LOTTA e la SOLIDARIETA'. La lotta contro il capitalismo e la sua crisi strutturale continuerà con nuovi episodi nello sviluppo della lotta di classe, che sarà inarrestabile nonostante le azioni repressive del governo dei sorveglianti del capitale. Il PCPE, insieme con i CJC, continuerà la sua strategia di lotta di massa per far avanzare la coscienza della classe operaia e degli altri settori popolari per una soluzione socialista della crisi strutturale del sistema capitalista, articolando un Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo come politica d'alleanza guidata dalla classe operaia.
 
VIVA LA LOTTA OPERAIA NELLO SCIOPERO GENERALE!
PER IL POTERE OPERAIO E IL SOCIALISMO!
ABBASSO IL CAPITALISMO E I SUOI GOVERNI FANTOCCIO!
 
18/10/2012
 

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