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- popoli resistenti - spagna - 02-12-12 - n. 432
Traduzione dal catalano per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
PCPC: Sui risultati delle elezioni autonomiste del 25 Novembre
Partito Comunista del Popolo di Catalogna
30/11/2012
Una volta appresi i risultati delle elezioni e l'assegnazione dei seggi, il Partito Comunista del Popolo di Catalogna giudica che questi risultati riflettono il processo di decomposizione del capitalismo in Catalogna.
L'oligarchia, di fronte alle enormi difficoltà di governo di un sistema che cade a pezzi, sviluppa una campagna per situare la contraddizione nazionale al centro del dibattito politico e convoca delle elezioni con tutta la propaganda a suo favore, al fine di poter rigenerare il consenso verso questa falsa democrazia. L'unico obiettivo è stato quello di dare respiro all'oligarchia per gestire questo sistema decrepito ancora per qualche mese.
La frammentazione e la grande perdita di voti che possedevano i due partiti egemonici in Catalogna, PSC e CiU, evidenziano come la borghesia non sia in grado di generare i consensi necessari all'egemonia politica per gestire la crisi e attuare le misure di salvataggio del capitalismo e dei capitalisti imposte dalla troika.
Se queste elezioni sono state definite quasi come una consultazione patriottica sul "diritto di decidere", dove si domandava l'adesione incondizionata all'attuale Presidente Artur Mas di procedere alla consultazione sovranista, queste elezioni rappresentano invece il rapido distacco da CiU derivante dall'applicazione delle misure antioperaie e anti-popolari.
Il polo sovranista, ciò nonostante, ha ottenuto una larga maggioranza, e il polo spagnolista ottiene importanti progressi nel caso di Ciutadans, che triplica la sua rappresentanza, e in modo più timido con il PP.
Lo spazio politico indipendentista al margine di ERC viene mantenuto, vi è solo un cambio di sigla, scomparendo Solidarietà per l'indipendenza con i suoi 4 posti e con l'ingresso di CUP che consegue tre seggi a Barcellona.
Il significativo incremento a sinistra del ERC e del PSC è espressione del crescente malessere all'interno della classe operaia e delle classi popolari davanti agli effetti chiari della crisi economica, ma in nessun momento, queste sinistre, hanno posto una sortita classista alla crisi, in nessun momento hanno rivendicato il potere operaio. Tutte le proposte che si pongono al di fuori del potere operaio e popolare non possono fare altro che gestire il capitalismo.
Oggettivamente, la classe operaia è tenuta in una posizione di debolezza e con gli stessi rapporti di forza sfavorevoli rispetto alla borghesia di prima delle elezioni. Ora il dibattito politico in Parlamento si concentrerà su come risolvere la promessa che se ci fosse stata una grande maggioranza sovranista si sarebbe avanzati verso l'indipendenza all'interno dell'UE, su come conciliare i diversi punti di vista all'interno dell'ampio polo sovranista, su come salvare il capitalismo e i capitalisti.
Né l'indipendenza in seno all'Unione Europea, né la salvezza del capitalismo rispondono agli interessi della classe operaia. Solo la rottura con l'imperialismo e la costruzione del socialismo sono obiettivi politici per la classe operaia catalana, fuori dallo Stato borghese.
Il Partito Comunista del Popolo della Catalogna mantiene la sua ferma proposta alla classe operaia catalana di avanzare in questa direzione, nella costruzione del potere operaio e popolare, dello Stato Socialista. In queste elezioni, il governo CiU, con il complice silenzio delle altre forze parlamentari, ha applicato in modo illegale una legge antidemocratica, che richiedeva a meno di una settimana dalle elezioni la raccolta di un migliaio di firme di elettori.
Davanti a questa misura e alla frode subita nelle precedenti elezioni, il Partito Comunista del Popolo della Catalogna ha deciso di chiedere il voto nullo alla classe operaia catalana.
Non abbiamo e non avremo posizioni controllate dalla borghesia, indipendentemente dal suo progetto di Stato.
Non abbiamo e non cercheremo di ingannare la classe operaia sull'umanizzazione del capitalismo e l'addolcimento dell'Unione Europea.
Il Partito Comunista è e sarà uno strumento indipendente al servizio esclusivo della classe operaia.
Continueremo, come in passato, nell'organizzazione della classe operaia intorno al programma rivoluzionario, la costruzione del potere operaio e popolare in tutte le organizzazioni di classe all'interno dei movimenti operaio, studentesco, di quartiere, anti-imperialista, femminista, ecc ...
L'organizzazione di questo Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo è l'unico strumento in grado di cambiare i rapporti di forza nella lotta di classe.
Comitato Esecutivo, PCPC
Barcellona 27 novembre 2012
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