www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 03-12-12 - n. 432

da ElPravda 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
I comunisti spagnoli mostrano le loro differenze
 
29/12/2012
 
Tra il 23 e il 25 novembre a Beirut, in Libano, si è tenuto il 14° Incontro dei Partiti Comunisti di tutto il mondo. Queste riunioni costituiscono un punto di confluenza tra le organizzazioni comuniste mondiali che cercano di recuperare quella che fu una tradizione per tutto il ventesimo secolo. In questa occasione hanno partecipato tre delegazioni dei Partiti Comunisti dello Stato spagnolo chiaramente differenziati. Il Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) è stato rappresentato dal suo Segretario Generale, Carmelo Suárez Cabrera. Il Partito Comunista di Spagna da Juan de Dios Villanueva, membro della Segreteria di Politica Internazionale del PCE. E, infine, il Partito dei Comunisti Catalani è stato rappresentato nel 14° Incontro da Angel Crespo, membro dell'area internazionale della direzione del PCC.
 
I tre interventi sono stati di considerevole misura. Per questo abbiamo selezionato alcuni paragrafi che ci sembravano ideologicamente più significativi di ciascuno. Come potrà apprezzare un attento lettore, i comunisti spagnoli non sono divisi per ragioni banali. Esistono chiare differenze nei loro rispettivi progetti ideologici, alcuni dei quali possono essere rilevati, senza dubbio, in questi interventi.
 
"In Spagna vi sono le condizioni oggettive per la costruzione del socialismo"
 
Nel suo intervento all'incontro, il Segretario Generale del PCPE, Carmelo Suárez ha affermato che "la barbarie capitalista sta diventando sempre più visibile ed evidente per ampi settori del popolo lavoratore… questa situazione di crisi strutturale sta rivelando ciò che hanno sempre sostenuto i comunisti, che l'unica alternativa praticabile per la maggioranza sociale è il rovesciamento del potere borghese, la presa del potere da parte della classe operaia e la costruzione del socialismo e del comunismo".
 
Per Carmelo Suárez "nel nostro paese ci sono le condizioni oggettive per la costruzione del socialismo. L'acutizzazione delle contraddizioni tra lo sviluppo delle forze produttive e i rapporti di produzione è estrema".
 
Tuttavia stima che "non sono ancora mature le condizioni soggettive, la classe operaia deve ancora sviluppare la sua coscienza, il Partito Comunista è ancora debole e continuano a predominare nella nostra classe principi ideologici borghesi o piccolo borghesi, sostenuti dalle organizzazioni riformiste che non aspirano alla costruzione socialista, ma alla mera gestione del capitalismo da una prospettiva più "umana" o "sociale", come se ciò fosse possibile".
 
A suo parere, in questi momenti la lotta dei comunisti "deve concentrarsi sul miglioramento del livello di coscienza delle masse operaie, nel rafforzare l'organizzazione della classe, la sua autonomia dal nemico di classe, e per questo è necessario parlare alla nostra classe apertamente, senza sotterfugi e senza nascondere il nostro obiettivo strategico. Dobbiamo esser sufficientemente tattici nel terreno delle alleanze per saper in ogni momento scegliere la posizione che più rafforza la classe operaia e che permette di collocarsi il più vicino all'obiettivo strategico, ma senza cadere in un tatticismo che confonde le masse, che le situa non più vicino al socialismo, ma ad abbracciare le posizioni di conciliazione di classe, del patto sociale".
 
Qui potete leggere l'intero discorso del PCPE.
 
"La resistenza contro le politiche neoliberali ha fatto si che siamo cresciuti elettoralmente"
 
Per Juan de Dios Villanueva, la responsabilità per l'attuale situazione che vive la Spagna "non è solo dell'attuale governo di destra del PP, né esclusiva del precedente governo del PSOE: non è né più né meno che la politica di Stato, implementata dalla logica di costruzione della stessa Unione Europea, in un processo che si è accelerato rilevando il suo vero volto con il Trattato di Maastricht del 1992, forgiando il "Consenso di Bruxelles" dei conservatori, liberali e socialdemocratici attualmente in vigore ... '
 
Secondo Villanueva "l'offensiva politica e sociale del grande capitale in Spagna può avere successo solo con la distruzione dei diritti democratici nel nostro paese, e questo è ciò che sta accadendo in questi giorni".
 
Per Villanueva "la resistenza contro le politiche neoliberiste, del grande capitale e dei partiti che le applicano in Spagna. [...] ha dato come risultato nuovi progressi elettorali di grande importanza quantitativa e qualitativa del nostro partito, nel quadro del progetto politico di Izquierda Unida, non solo nelle elezioni generali del 2011, ma anche nelle elezioni autonome del marzo 2012 in Andalusia e di ottobre dello stesso anno in Galizia".
 
Il PCE definisce la sua alternativa economica, sociale e politica in base a sette misure che servono come punto di partenza, riassunte nella forma seguente: 1. Audit e rifiuto del debito pubblico illegittimo; 2. Riforma della Costituzione per dare la priorità alla spesa sociale, abrogare le riforme del lavoro e delle pensioni; 3. Riforma fiscale progressiva e la lotta contro le frodi; 4. Impiego pubblico per i disoccupati senza sussidio; 5. Garantire il diritto alla casa; 6. Creazione di un sistema bancario pubblico.
 
Qui potete leggere l'intero discorso del PCE.
 
"Avanzare in una seconda transizione"
 
Per Angel Crespo, membro dell'area internazionale della direzione del Partito dei Comunisti Catalani (PCC) la crisi che si vive in Catalogna "è di natura economica, finanziaria, sociale, alimentare, energetica, ambientale, culturale, istituzionale, una crisi strutturale del capitalismo che colpisce direttamente le condizioni di vita delle persone, e stanno approfittando della stessa per inoculare paura, rassegnazione, fatalismo tra la classe operaia e il popolo, così da avere la strada spianata per abbattere i diritti dei lavoratori, sociali e democratici accumulati in anni di lotta operaia e popolare ... Una crisi che si produce in un contesto di egemonia delle idee neoliberiste, che provengono dagli anni ‘70 nell'era di Reagan e Thatcher ".
 
Secondo Crespo lo "Stato Sociale di Diritto è stato il risultato delle lotte dei lavoratori e del contesto del dopoguerra, con il consolidamento dell'URSS e del campo socialista, il ruolo importante svolto da parte della sinistra e dei comunisti in particolare della resistenza al nazi-fascismo e la necessità del capitale di affrontare la ricostruzione del tessuto economico e sociale, e garantire un periodo di accumulazione capitalista senza conflitti, che richiedeva un periodo di pace sociale, che obbligò a riconoscere diritti politici, sociali e sindacali.
 
"La contraddizione tra capitale e lavoro ha una delle sue dimensione nel modello di Stato, per cui rivendichiamo di avanzare in una seconda transizione che realizzi una riforma democratica dello Stato, con un carattere repubblicano, sociale e federale e che cancelli gli apparati dello stesso che sopravvivono dalla dittatura".
 
Qui potete leggere l'intero discorso PCC.
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.