www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 21-02-13 - n. 442

Non ci sarà pace sociale fino alla conquista del socialismo-comunismo
 
PC dei Popoli di Spagna (PCPE) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
13/02/2013
 
Editoriale Unidad y Lucha N. 304, febbraio 2013
 
Alcune importanti lotte operaie, con ampio impatto di massa e nell'opinione pubblica del paese, terminano con un esito positivo per il capitale che riesce a imporre i suoi dettami. Sono, in misura maggiore o minore, i casi della lotta dei minatori, della sanità madrilena o dell'Iberia Express. Lotte, tutte quante, di ampia proiezione sociale e nelle quali alla fine la lotta operaia - più o meno coerente a seconda dei casi, ma sempre importante - non è riuscita a imporre la supremazia dei suoi interessi.
 
Dal mese di agosto 2007 il movimento operaio in Spagna ha rapidamente perso importanti conquiste, risultato di eroiche lotte decennali in condizioni le più difficili. La repressione contro la classe operaia in quel periodo fu brutale: omicidi della polizia, licenziamenti politici, torture, liste "nere", ecc,: aggressioni affrontate dal movimento operaio con un eroismo esemplare. La borghesia ricorse alla repressione generalizzata nel modo più spietato nel tentativo di impedire i progressi della classe operaia. Fraga, Martin Villa, Solis, insieme a una serie di governatori, capi di polizia e sicari di ogni genere, furono protagonisti di questa brutale e spietata violenza, molti di loro oggi sono riconosciuti come "democratici" di notevole statura. È significativo il caso del Commissario Matutes, che uccise l'operaio edile Antonio González, saltandogli sul petto in commissariato, e poi - nella Transizione - nominato "Difensore dei diritti del detenuto".
 
Alla luce dei feroci attacchi che subisce, la classe operaia cerca di reagire, dal profondo disarmo ideologico che ha lasciato la Transizione politica e i patti che hanno sottoscritto anche le organizzazioni riformiste, in particolare il PCE guidato da Santiago Carrillo a cui è seguita una generazione di dirigenti che hanno portato questa storica organizzazione a convertirsi in un Partito Socialdemocratico.
 
La sfida attuale del PCPE è quella di dimostrare di esser in grado di svolgere il ruolo di forza trainante per il recupero delle posizioni di classe da parte del movimento operaio.
 
Se la classe operaia subisce un ulteriore aumento dello sfruttamento, se la distruzione delle forze produttive, che il capitalismo necessita realizzare per cercare di uscire dalla crisi, sta portando ampi settori della classe - e del popolo - a situazioni di estrema miseria e sovrasfruttamento, non possiamo eludere, in quanto avanguardia rivoluzionaria, l'obbligo di dare la risposta necessaria alle esigenze del momento. E il tempo è quello dello scontro e della lotta.
 
Questo recupero delle posizioni di classe ha, prima di tutto, un elemento organizzativo nell'unità di classe che si concretizza nella proposta di creazione di Comitati di Unità Operaia (CUO) rispetto al frazionamento sindacale, e la creazione del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo come ampia alleanza sociale egemonizzata dalla classe operaia.
 
Ma i progressi organizzativi non si producono solo come risultato di un'azione costante e cosciente dell'organizzazione di avanguardia politica, che si inserisce nelle masse lavorando con questo obiettivo. Vi è un'altra via simultanea, che è la mobilitazione e la protesta contro qualsiasi situazione di abuso e/o incremento dello sfruttamento, per piccolo che sia.
 
Il PCPE mantiene la sua chiamata allo Sciopero Generale come strumento principale della classe operaia per colpire il capitale; ma allo stesso tempo vi è un piano di lavoro politico che si deve concretizzare in migliaia di azioni di lotta che - come nel caso dei lavoratori delle pulizie dell'Ospedale di Alicante - condurranno la classe operaia ad avanzare nelle proprie capacità organizzative facendo tesoro dell'esperienza di lotta per le rivendicazioni immediate, a condizione che tali lotte si svolgano sotto l'egida della lotta generale per il potere operaio e il socialismo.
 
La somma di lotte puntuali - per salari non pagati, per l'aumento dell'energia elettrica, per la chiusura di un servizio di emergenza, contro i tagli salariali, ecc. - in una lotta generale con l'orientamento politico verso il potere operaio e il socialismo deve, prima di tutto, combattere le posizioni riformiste mettendo in difficoltà le iniziative politiche del governo.
 
Che il PCPE sia l'organizzazione che in tutto lo Stato, insieme ai CJC, conduca queste lotte e diventi il punto di riferimento delle aspirazioni della classe operaia, è la nostra urgente responsabilità attuale. Per questo le cellule e i Comitati Intermedi devono lavorare con questa priorità di guidare la lotta di massa, alla ricerca di un'alta politicizzazione della classe operaia e dei settori popolari.
 
La somma di queste lotte combattive non deve lasciar respiro alle classi dominanti e deve creare un clima sociale di crescente e continua combattività contro la guerra generale che la borghesia compie contro la classe operaia. Non ci sarà pace sociale fino alla conquista del socialismo-comunismo.
 
Il sole non si può coprire con un dito
 
In questo numero di Unidad y Lucha si pubblicano i risultati del EPA per il quarto trimestre del 2012. Il PP chiude il suo primo anno di governo con un clamoroso fallimento delle sue menzognere promesse elettorali. Sei milioni di disoccupati e 1,8 milioni di famiglie in cui tutti i membri attivi sono disoccupati.
 
Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale avverte che il 2013 sarà ancora peggio per l'economia spagnola.
 
La risposta del capitale è aumentare il saccheggio e lo sfruttamento della classe operaia, in una guerra senza quartiere che è sempre più agguerrita.
 
Pertanto, è più chiaro che mai che la classe operaia non ha altra scelta se non quella di combattere per il rovesciamento del capitalismo, per costruire il potere operaio e avanzare verso la rivoluzione. E che sarà solo nella società socialista-comunista dove si garantiranno l'occupazione, la giustizia sociale, l'istruzione di qualità, l'assistenza sanitaria universale, il futuro per la gioventù e per le donne doppiamente oppresse, il disarmo e la pace tra i popoli . Non ci sono fasi di transizione o scorciatoie sul cammino verso il socialismo, solo l'inasprimento della lotta di classe e il conflitto crescente con le classi dominanti.
 

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