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- popoli resistenti - spagna - 28-04-13 - n. 451
1° Maggio. Per il socialismo
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)| pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
21/04/2013
Lavoratori e lavoratrici:
Il Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) e i Collettivi dei Giovani Comunisti (CJC) chiamano tutto il nostro popolo a trasformare questo 1° maggio, Giornata Internazionale della Classe Operaia, in una giornata di mobilitazione combattiva e di ottimismo rivoluzionario per la difesa dei nostri interessi e diritti come classe. Non dobbiamo permettere, quindi, che il significato storico di questa giornata venga adulterato per cercare di trasformarlo in un semplice giorno di "festa", lontano dal carattere di lotta che per l'intero movimento operaio ha sempre avuto.
Lavoratori e lavoratrici:
La crisi strutturale del capitalismo avanza sulle condizioni di lavoro e di vita di tutto il nostro popolo. Il PCPE e i CJC affermano che i grandi padroni e i servili governi al loro servizio hanno scatenato una vera e propria guerra contro i nostri diritti sociali e lavorativi, che non ci hanno regalato, ma che abbiamo ottenuto grazie ad un tenace sforzo di organizzazione e di lotta nei centri di lavoro e nelle strade.
Non passa giorno senza che ognuna delle istituzioni (autonome, statali, dell'Unione Europea) decida di approfondire la propria brutale tabella di marcia con l'ennesima misura che, invariabilmente, è destinata a salvaguardare i privilegi di una minoranza sfruttatrice, a dare ossigeno ad un sistema capitalista basato sullo sfruttamento ed il furto quotidiano alla maggioranza operaia e popolare, anche a costo di estendere la disoccupazione cronica, la precarietà più totale, la rovina, la povertà crescente e anche la fame in alcuni settori.
6 milioni di lavoratori e lavoratrici senza lavoro; centinaia di migliaia di famiglie sfrattate dalle loro case; una gioventù d'estrazione operaia e popolare costretta ad abbandonare gli studi a causa dell'impossibilità di far fronte alle tasse universitarie o costretta a emigrare di fronte all'assenza di un futuro lavorativo che permetta di guadagnare da vivere; un tasso di povertà infantile del 20%; una sanità pubblica e servizi sociali pubblici che sono in fase di smantellamento a marce forzate per essere convertiti in business redditizi per il capitale privato e di cui potranno beneficiare solo coloro che possono pagarli; una donna lavoratrice costretta a occupare nuovamente il ruolo tradizionale nella cura della casa e della famiglia, che è il luogo dove il capitalismo cerca di imprigionarla; una classe operaia che assiste alla liquidazione dei contratti collettivi e di un sistema pensionistico che ci possa fornire gli ultimi anni di vita con dignità ...
Questa è la realtà che il sistema offre alla maggioranza. Queste sono le conseguenze del trionfo momentaneo di un capitalismo che, alla pari distrugge le nostre condizioni di lavoro e di vita, aumenta il grado di repressione contro quei settori che abbiamo deciso di affrontare: la persecuzione e criminalizzazione delle organizzazioni rivoluzionarie; l'aumento delle pene per coloro che si organizzano e manifestano contro l'attuale dittatura del capitale; l'impunità più assoluta delle forze repressive che sono invitate, con la copertura, all'uso della violenza che ritengono opportuna per cercare di placare la lotta del popolo.
Lavoratori e lavoratrici:
Non possiamo stare a guardare sperando che la situazione "migliori". Né fidarci di chi ci promette di ripristinare dalle istituzioni il cosiddetto "stato sociale" e un supposto "capitalismo sociale".
E' il momento di trasformare ogni fabbrica, ogni luogo di lavoro e di studio, ogni quartiere operaio, in un luogo per l'organizzazione e difesa dei nostri diritti. E' necessario unificare le lotte e rafforzarle sempre più, includendo la convocazione di nuovi scioperi generali. Una unità intorno a rivendicazioni lavorative, salariali, sociali e civili, che assicurino una vita piena per il popolo lavoratore. Un'unità che punti chiaramente a coloro che impongono le misure brutali che hanno portato a questa situazione, vale a dire, l'oligarchia finanziaria, i governi al loro servizio e le principali organizzazioni internazionali: l'Unione Europea e la NATO, dalle quali i comunisti del PCPE e i CJC puntiamo all'uscita unilaterale e immediata.
Dobbiamo unirci e rafforzare le organizzazioni operaie, strumenti essenziali per salvaguardare i nostri diritti. Dobbiamo promuovere le assemblee di lavoratori e lavoratrici per convertirli in veri spazi di unità e di lotta contro i padroni e i politici al loro servizio e organizzare Comitati per l'Unità Operaia (CUO), che ci permettono di lavorare nella prospettiva di superare la divisione sindacale esistente.
E, soprattutto, è il momento di porre nella classe operaia la necessità di un sistema che superi questa situazione: il Socialismo-Comunismo. Il PCPE e il CJC non ingannano il popolo dicendogli che è possibile rafforzare definitivamente i nostri diritti all'interno del capitalismo. Questo è falso e irreale. Pertanto, riteniamo che sia necessario iniziare a nucleare lotte nell'articolazione del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo (FOPS) per mettere al servizio della maggioranza operaia e popolare tutti i settori economici strategici dell'economia, di dirigere politicamente ed economicamente il paese e le sue risorse per la soddisfazione dei nostri interessi. E' il momento del potere operaio e popolare.
Lavoratori e lavoratrici:
Non esistono vie di mezzo: o con i padroni, o con i lavoratori e le lavoratrici. Possiamo e dobbiamo vivere senza padroni e senza capitalismo. Dobbiamo vincere e vinceremo.
VIVA IL 1° MAGGIO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA CLASSE OPERAIA!
TUTTO IL POTERE PER LA CLASSE OPERAIA!
PER IL SOCIALISMO-COMUNISMO!
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