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Gli operai della Panrico rispondono alle aggressioni padronali con convinzione e tenacia

Eric Rodriguez* | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/01/2014

Sono passati già più di due mesi e mezzo da quando è iniziato lo sciopero contro la riduzione del salario, le condizioni e il modello nello stabilimento di Santa Perpetua de Mogoda e ogni giorno che passa è un duro colpo per tutti i padroni a livello internazionale.

Tutti gli operai e le operaie hanno imparato, dopo l'ultima aggressione che ha degradato le loro condizioni di lavoro, che la borghesia si può combattere solo affrontandola apertamente, elevando tenacemente le bandiere dell'unità, attraverso l'organizzazione e la solidarietà di classe.

Di fronte a questo scenario di sciopero ad oltranza, i rapporti di forza tra il proletariato e i padroni della Panrico sono più uniformi. Ciò provoca ed evidenzia, la contraddizione tra due classi antagoniste, smascherando il dominio di una classe sull'altra, così come la dipendenza della classe oppressiva rispetto all'oppressa, per la sua sopravvivenza di classe.

Pochi giorni dopo l'inizio dello sciopero, il datore di lavoro attraverso il corpo di polizia autonoma della Generalitat de Catalunya, ha ordinato la carica contro gli operai durante il picchetto all'ingresso della fabbrica, per rubare la merce prodotta nei giorni precedenti e per la quale non aveva pagato. Il risultato della contesa, dopo l'imponente dispiego di polizia che ha colpito lavoratori e lavoratrici, è stato il ricovero d'urgenza di un lavoratore e il trasferimento della merce nei camion protetti dalle Mossos d'Esquadra (corpo di polizia autonoma della Catalogna, ndt).

Questo assalto ci insegna che, differentemente da quello che i mezzi di comunicazione vorrebbero farci credere, lo Stato non è imparziale, ma è uno dei molti strumenti che dispone l'oligarchia nello Stato per esercitare il suo dominio sulla classe operaia e gli altri settori impoveriti attraverso lo sviluppo naturale del capitalismo, aggravato dalla crisi strutturale. Pertanto, le forze di sicurezza sono i garanti, nella strada, affinchè venga mantenuto l'ordine di cui beneficia la classe sfruttatrice, garantendo così continuità allo sfruttamento della classe lavoratrice.

Questo evento ha portato ad una grande profusione di solidarietà di classe, culminata in una grande manifestazione dalla fabbrica al centro di Santa Perpetua de Mogoda. La solidarietà di tutta la classe operaia agli operai della Panico, dimostra che le lotte particolari di ciascun settore produttivo sono inquadrate dentro la lotta generale della classe operaia, contro la classe proprietaria dei mezzi di produzione, che vive dello sfruttamento dei lavoratori.

Non è un caso che fino al 23 dicembre non si fossero avuti più scontri con la polizia. Il padrone, davanti al rifiuto sociale, causa dell'uso della violenza contro i lavoratori della Panrico, ha cercato altri metodi, senza successo, per minare il morale degli operai e delle operaie, al fine di porre fine allo sciopero.

Essenzialmente stanno usando la loro influenza sui mezzi di comunicazione per criminalizzare i lavoratori dello stabilimento, parlando di "sciopero illegale" e minacciando di peggiorare le condizioni nei negoziati. Hanno usato anche l'imposizione delle misure che l'azienda ha firmato con alcuni rappresentanti sindacali di altre fabbriche, bypassando la democrazia operaia, per impedire con ogni mezzo la diffusione dello sciopero nel resto degli stabilimento dello Stato.

Data l'incapacità di ottenere la rottura dell'unità dei lavoratori e vedendo che quotidianamente continuano a suscitare simpatia e ammirazione nel resto degli operai e operaie dello Stato, si è cercato, nella repressione esercitata attraverso i corpi di Sicurezza della Generalitat de Catalunya, di dare un colpo d'effetto a proprio favore al conflitto. L'arresto di un lavoratore, niente meno appartenente al consiglio d'impresa della fabbrica, lo scorso 23 dicembre, prova l'incapacità del datore di lavoro di sottomettere la classe operaia se questa decide di organizzarsi e lottare e traccia il cammino della lotta agli altri lavoratori dello Stato spagnolo contro la strategia formulata dal riformismo, quella di accettare le briciole, aprendo gli occhi alla classe operaia sul fatto che le due classi sono inconciliabili ed antagoniste.

Tutto questo deve farci comprendere il ruolo che giochiamo nella società: la classe operaia non ha bisogno della borghesia parassitaria poiché, indiscutibilmente, il paese può funzionare solo se la classe operaia lavora. In questo conflitto vediamo come il padrone non è in grado di mettere in funzione la fabbrica di Santa Perpetua da sé e nemmeno sono in grado di farlo i manager assunti perché lo facciano al loro posto attraverso la negoziazione. La borghesia dispone solo della violenza come unica risorsa ed è a tutti chiaro come si organizza per esercitarla.

Durante la lotta aumentano i valori dell'unità di classe che si pongono al di sopra delle divisioni sindacali e settarie della lotta stessa ed aumenta la combattività come modo di affrontare il conflitto. Aumenta anche la solidarietà tra la classe operaia come generatrice di coscienza operaia, che attraversa altre aziende (come nel caso di Alupu) e settori e che rappresenta uno dei valori fondamentali dei Comitati per l'Unità Operaia. Questi aiutano con la loro capacità di traslare la solidarietà e la lotta da ogni angolo dello Stato, a dedicare speciale energia per far si che i compagni negli altri stabilimenti della Panrico capiscano che solo seguendo l'esempio dei loro compagni catalani possono difendere i loro interessi fondamentali.

Qualunque sia l'esito della lotta, i lavoratori e le lavoratrici devono avere chiaro che mentre viviamo nel capitalismo ogni vittoria sarà parziale, perché così determinano la crisi e le leggi naturali dello sviluppo capitalistico. E' necessario che gli operai e le operaie che compiono oggi un salto di qualità nella loro coscienza di classe, si organizzino nelle fila del Partito Comunista come organizzazione cosciente della classe operaia nella sua lotta organizzata, per una società senza classi e senza sfruttamento, per il Socialismo - Comunismo.

Qualche giorno fa unidadylucha.es pubblicava un interessantissimo articolo sullo sciopero titolato "Lo Sciopero come scuola di lotta di classe e esperienza pratica del potere operaio", che iniziava con una citazione di Engels che diceva: «Uomini che sopportano tante sofferenze per piegare un solo borghese, saranno in grado di spezzare anche la forza dell'intera borghesia». Lo sciopero dei lavoratori di Santa Perpetua costituisce una scuola di guerra dalla quale tutta la classe operaia trarrà importanti conclusioni per rompere l'opposizione di tutta la borghesia.

*Membro del Comitato Centrale del CJC , Responsabile per il lavoro e il movimento sindacale del CJC / Poble Català Joves Comunistes

 


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