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- popoli resistenti - spagna - 23-06-14 - n. 504
Filippo VI viene incoronato sotto la sindrome della paura
Carmelo Suárez | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
17/06/2014
Dichiarazione di Carmelo Suárez, Segretario Generale del PCPE
La decisione di proibire qualsiasi manifestazione a Madrid il prossimo 19 giugno, in occasione dell'usurpazione del ruolo di Capo dello Stato da parte di Filippo VI di Borbone, non è altro che l'espressione dell'inizio di un periodo politico che si inaugura sotto la sindrome della paura.
Il massiccio dispiego di polizia, sia in uniforme, come dei servizi segreti, così come la dichiarazione dello stato di massima allerta antiterrorista, cercano di intimidire l'opinione pubblica e soprattutto quei settori più organizzati che stanno chiamando alla mobilitazione sociale per esprimere il rifiuto di questa antidemocratica cerimonia, che cerca di perpetuare le classi dominanti nelle stesse condizioni di dominazione e sfruttamento della classe operaia e i settori popolari.
Un Capo dello Stato risultato della volontà popolare e del potere operaio, non avrebbe dovuto realizzare un tale dispiego di polizia per garantire la propria sicurezza. La sicurezza dei grandi dirigenti politici rivoluzionari l'hanno sempre garantita le masse popolari, con il loro supporto collettivo ad assumere responsabilità superiori come risultato dei processi di cambiamento sociale rivoluzionario.
Nel pieno della crisi capitalista, che ha portato alla miseria e alla disperazione milioni di operai e operaie, le classi dominanti cercano una soluzione verso una Seconda Transizione, il cui inizio va in scena questo 19. Oggi, queste classi dominanti sentono vicino il fiato della risposta sociale e della politica di massa. Si sentono terrorizzati dalle debolezze che stanno minando la posizione egemonica che finora hanno mantenuto.
Oggi la legittimità della rappresentazione politica può emergere solo dalla lotta della classe operaia, organizzata per distruggere il brutale sistema di dominazione capitalista. Il cammino che si apre per la classe operaia è quello di organizzarsi con il suo Partito Comunista per costruire il Potere Operaio e la società socialista, senza lasciarsi ingannare dal canto delle sirene, che cercano di allontanarla dai suoi obiettivi chiamandola oggi a mobilitarsi per un referendum per cambiare la forma dello Stato all'interno del sistema capitalistico, alla maniera delle repubbliche italiana o francese.
Viviamo nell'epoca della transizione dal capitalismo al socialismo, la classe operaia non deve confondere il programma politico. Il capitalismo non ha nulla da offrire ai settori della classe operaia e ai settori popolari. Le condizioni storiche sono date per il progredire della lotta operaia contro il capitalismo. In questa situazione, dalle classi dominanti verranno lanciate molteplici manovre per ingannare e distrarre il proletariato affinché non segua il percorso rivoluzionario. I capitalisti necessitano di guadagnare tempo per trovare una via d'uscita, per questo la classe operaia deve lottare senza tregua per i suoi obiettivi, tormentando il nemico nel momento in cui ha maggiori difficoltà a mantenere la propria credibilità.
Chiamiamo la classe operaia ed i settori popolari a lottare per la difesa della contrattazione collettiva, per la nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese privatizzate, a lottare contro il reazionario progetto di legge sull'aborto, per il miglioramento dei salari, ecc. Un programma di accumulazione di forze per il rovesciamento del capitalismo, iniziando dall'attacco contro i grandi monopoli.
Questo regime che nasce immerso nel panico della classe operaia e del popolo cadrà, come conseguenza della lotta coerente della classe operaia e dei settori popolari con il proprio Partito Comunista in testa. Per questo chiamiamo a sostenere tutte le convocazioni e la mobilitazione delle masse, affinchè si ponga chiaramente il rifiuto alle attuali manovre dell'oligarchia che cercano di mantenersi al potere ed aumentare lo sfruttamento della classe operaia. La lotta delle masse organizzate deve segnare i tempi politici di questo regime illegale e dittatoriale, che nasce senza popolo e contro il popolo.
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