www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 15-11-14 - n. 520

Rispondiamo alla crisi del capitalismo spagnolo con un ampio movimento di massa per il potere operaio e la rivoluzione socialista

Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

11/11/2014

Colpire le forze capitaliste all'unisono e senza tregua, fino alla loro sconfitta.

Instabilità del governo. Crisi nel vertice.

Il governo Rajoy si trova totalmente sopraffatto dalla moltitudine di fronti che, un giorno sì e l'altro pure, vengono aperti dalla crisi del capitalismo spagnolo. Un governo totalmente sulla difensiva e alle corde, che non può continuare a fingersi impassibile di fronte alla succedersi delle tensioni, dei conflitti e della corruzione che affiorano da ogni parte. La percezione sociale di questa situazione si riflette nell'ultima indagine sulle intenzioni di voto, secondo la quale il Partito Popolare (PP), in quanto partito di governo, perde un'alta percentuale di consensi rispetto alle ultime elezioni.

La recente crisi legata a Ebola, conseguenza dell'azione irresponsabile del governo Rajoy, ha reso ancora una volta manifesta l'incompetenza del suo governo, come la sua essenza classista – giacché ha incolpato la lavoratrice coinvolta – e le tragiche conseguenze che ha per la classe operaia la privatizzazione del sistema sanitario pubblico, processo in cui proprio la Comunità [provincia] di Madrid occupa una posizione di avanguardia.

Il fallimento del tentativo di modifica della legge sull'aborto dimostra ulteriormente il carattere essenzialmente reazionario di questo governo, così come la sua ininterrotta alleanza con la Chiesa cattolica. Le dimissioni del ministro [della Giustizia] Ruiz Gallardón, mettono allo scoperto le tensioni dei vari gruppi all'interno del governo, che inoltre si sono evidenziate con la ministra [della Sanità] Ana Mato in occasione della vicenda di Teresa Romero [l'infermiera che ha contratto Ebola]. Un governo che fa acqua da tutte le parti, la cui incapacità politica viene mediatizzata da questi dissensi interni.

L' abituale alternativa di governo dell'oligarchia, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), cerca di rifarsi un'immagine pubblica, molto danneggiata dal suo ultimo periodo di governo. Come già fecero con la nomina di Rodríguez Zapatero a segretario generale, [il PSOE] manovra per presentarsi alla classe operaia con un volto rinnovato, marcando le distanze con la "destra", come abitualmente capita quando si è all'opposizione e si avvicinano le scadenze elettorali, attraverso la maschera di una svolta a sinistra, fino ad ora di scarsa efficacia, su cui influisce anche l'irruzione di Podemos in competizione per lo stesso spazio politico. Tuttavia [il PSOE], nonostante la sua azione di governo sia essenzialmente contraria agli interessi delle classi popolari, pare resistere in Andalusia, dove il suo forte radicamento e la paura del PP continuano ad assicurargli grandi quote di "voto utile".

Anche nel blocco delle classi dominanti si aprono crepe e la crisi capitalista aumenta le difficoltà dei gruppi monopolistici spagnoli, che perdono velocemente posizioni nella classifica internazionale. Ciascuno di questi – El Corte Inglés, FCC, Sacyr, ecc. – cerca di salvare i propri interessi senza riuscire a conservare una strategia generale delle classi dominanti. Oggi non esiste il consenso interno necessario per mantenere l'unità del blocco oligarchico-borghese, unità che dal fallimento di Franco aveva permesso di mantenere un comodo dominio sulla classe operaia. Alcuni con un governo conservatore, altri con un governo della socialdemocrazia e, in tutte le occasioni necessarie, con l'appoggio delle diverse borghesie periferiche o, dove quadravano i numeri, con l'appoggio del riformismo politico.

Così, in Catalogna le forze borghesi, con l'appoggio del riformismo politico, si sono imbarcate in un processo di ricollocazione che genera una tensione interna alla totalità del blocco oligarchico-borghese. Una parte importante della borghesia catalana si radicalizza cercando, illusoriamente, nell'indipendenza della Catalogna, una migliore difesa dei suoi interessi di classe. Mettendo la classe operaia catalana in una posizione secondaria, con l'inganno di un presunto processo di autodeterminazione, che non ha altro obiettivo se non il consolidare l'egemonia delle classi parassitarie di sempre nel difficile contesto della crisi attuale, come il mantenimento dello sfruttamento delle stesse classi in condizioni migliori.

Il governo Rajoy non ha nessuna capacità economica per mantenere i suoi impegni militari all'interno della Nato, fatto che indebolisce di più ancora la posizione della Spagna nella piramide imperialista (attualmente passata dal 14° al 15° posto). Il governo cerca di far valere la posizione geopolitica del territorio e offre l'Andalusia (Rota, Moron) e le Canarie (Fuerteventura, aereoporto di Gando, Usaid nel porto di Las Palmas) come basi delle forze militari e d'ingerenza imperialista per la loro criminali azioni di guerra in Africa e Medio Oriente, con le conseguenze che ha per la sovranità del paese. L'attitudine servile dello Stato spagnolo verso l'imperialismo nordamericano torna d'attualità nel discorso politico proprio per l'uso delle basi Usa in Spagna come luogo di stazionamento temporaneo per le truppe che tornano da paesi con alta incidenza di Ebola.

Sul terreno poliziesco si incrementa la violenza intrinseca dei vari corpi di polizia, la repressione ogni giorno più violenta delle manifestazioni, gli assassini compiuti da agenti dei vari corpi di polizia in questi ultimi anni, l'aumento delle sanzioni economiche alle organizzazioni operaie e popolari, l'incarcerazione di sindacalisti per l'esercizio del diritto di sciopero, l'addestramento dell'esercito nelle tecniche antisommossa, l'ampliamento degli atti di violenza estrema e di morte contro la classe operaia africana alle frontiere di Ceuta e Melilla, la persecuzione razzista degli immigrati residenti in Spagna, i Cies [Centro di internamento per stranieri] ne sono un esempio. La borghesia ha come obiettivo di dissuadere gli attivisti sociali attraverso il suo apparato giudiziario, con dure sanzioni economiche quando non con l'ingresso in prigione. E se non bastasse, per frenare il movimento operaio e popolare, dispone di corpi che sottomettono ad uno stato di terrore la classe operaia e i settori popolari. La cosiddetta "Legge di sicurezza cittadina" (Ley Mordaza) favorisce e migliora questi elementi repressivi, così come l'impunità poliziesca, e spoglia ancora di più i diritti individuali e collettivi.

La disperazione di fronte all'inefficacia delle diverse misure volte a ripristinare il saggio di profitto conduce il governo Rajoy ad un avventurismo senza limiti. Così si autorizzano il fracking e le prospezioni petrolifere lungo le acque territoriali (Tarragona, Valencia, Baleari, Canarie, Mar Cantábrico…) che comportano un altissimo rischio per la sicurezza ambientale. Il progetto Castor è un chiaro esempio di questo tipo di decisioni irresponsabili. Esso, di fronte all'evidenza della sismicità provocata, ha dovuto esser interrotto costando alle casse pubbliche non meno di 1.350 milioni di Euro. In questo senso, le previsioni di un cambiamento climatico, con l'innalzamento del livello del mare e l'alterazione del ciclo di piogge, collocano la Spagna in una situazione di alto rischio.

Recentemente la trappola della sostituzione, per via d'urgenza, del capo dello Stato dinanzi all'accumularsi degli scandali e del discredito della monarchia è una dimostrazione della disperazione e dell'aiuto diretto a Rajoy e ai suoi ministri. La monarchia è un'istituzione che ha perso in buona misura la capacità di giocare quel ruolo che, nella cosiddetta Transizione, ha fatto centrare importanti obiettivi politici alla borghesia spagnola. Questa monarchia decaduta per la corruzione, che si estende anche alle principali istituzioni del paese (governi locali, partiti borghesi e riformisti, banchieri, grandi monopoli, ecc.) con minore protezione mediatica rispetto a prima, ha oggi una minore efficacia per le necessità del blocco di potere dominante.

La pianificata pubblicità dei casi di corruzione scandalosi sembra far parte di una strategia per una via d'uscita da parte delle classi dominanti, creando un'atmosfera di allarme sociale necessaria per legittimare soluzioni di ricambio che possono oscillare dal temporaneo avanzamento delle opzioni riformiste, tipo Podemos, fino alle posizioni di un governo a carattere più autoritario.

Condizioni di vita della maggioranza sociale

Le condizioni di vita della maggioranza sociale peggiorano, con l'aumento della povertà, della marginalità sociale, della disoccupazione, ecc. Nel secondo trimestre dell'anno, il numero di ore di lavoro sotto contratto è sceso a 68,6 milioni rispetto allo stesso periodo del 2013, il che equivale a una perdita di 131.900 posti di lavoro, anche se il numero degli impiegati è aumentato vista l'alta percentuale di contratti a tempo parziale. Milioni di famiglie operaie si trovano ad affrontare un nuovo inverno senza le possibilità economiche di accendere il riscaldamento, anche nelle zone più fredde del paese. L'aumento della povertà famigliare colpisce drammaticamente 2,3 milioni di bambini e bambine, condizionando il loro sviluppo fisico, sociale, educativo e culturale. Si riducono i fondi per i sussidi di disoccupazione, che limitano il diritto alla prestazione solo al 40% dei disoccupati. Il brusco innalzamento delle tasse universitarie e il taglio alle borse di studio hanno espulso dalle aule 450.000 studenti. La privatizzazione crescente della sanità limita l'accesso ai servizi per le famiglie in situazioni più difficili. Circa 873.000 persone in Spagna hanno perso il diritto all'assistenza sanitaria negli ultimi due anni, in conseguenza dell'applicazione del decreto 16/20121. Una parte della popolazione migrante, con il pretesto della mancanza di una documentazione in regola, si è trovata senza diritto all'assistenza nella sanità pubblica.

Tutti gli indicatori delle condizioni di vita della classe operaia e dei settori popolari in Spagna, variano negativamente. Mentre germoglia la diseguaglianza sociale e i grandi multimilionari approfittano della crisi per accrescere ancor di più le loro fortune (16.000 multimilionari in più in questi anni di crisi, persone che dispongono di più di un milione di dollari in attivi suscettibili d'investimento), aumentando la loro ricchezza del 9,2% nell'ultimo anno, mentre 11.746.000 persone sono in una situazione di esclusione e senza nessuna prospettiva di uscire da questa condizione nei prossimi anni (un abitante su quattro).

5.427.700 operai e operaie in disoccupazione (riconosciuti dall'EPA T3/2014) non trovano lavoro per quanto lo cerchino in ogni tipo di impresa. La cifra è ancora maggiore, poiché i dati dell'EPA [Indagine sulla popolazione attiva] occultano una parte significativa della disoccupazione e del sotto-impiego esistenti. La gioventù con formazione universitaria, quando lavora, lo fa occupando posti di una qualifica inferiore a quella degli studi realizzati e ricevendo salari assolutamente insufficienti. Migliaia di giovani emigrano per cercare di ottenere un lavoro e un futuro, viaggio che nella maggioranza dei casi termina in una nuova frustrazione. La disoccupazione strutturale non ha rimedio nel capitalismo, ci sono milioni di lavoratori e lavoratrici che si incamminano verso l'età pensionabile con la certezza che non troveranno mai un lavoro in quello che gli resta nella vita lavorativa attiva (il tasso di disoccupazione tra gli ultra 55enni è passato dal 8% nel 2008 al 20% di oggi). Le loro pensioni, se le avranno, saranno totalmente insufficienti a coprire finanche le loro necessità di base. Il prezzo della forza lavoro si è ridotto, arrivando in molti casi a salari di sovra-sfruttamento, specialmente nella popolazione giovanile. L'indice di suicidi, di persone disperate per non avere il minimo necessario al sostentamento, cresce ogni giorno. La gioventù operaia, con un indice medio di disoccupazione del 52% secondo le cifre ufficiali, si costituisce in una generazione persa e senza futuro, che quando trova un lavoro è vittima di un brutale sfruttamento in cambio di salari da fame. La donna lavoratrice è vittima principale del sotto-impiego e della precarietà, doppiamente sovraccaricata come badante a causa dei tagli nei servizi sociali in generale e, specialmente, per le persone dipendenti. I grandi monopoli hanno il via libera per il saccheggio delle economie famigliari; l'aumento-truffa delle tariffe elettriche con la tolleranza del governo, il furto dei prezzi del combustibile che non variano sensibilmente nonostante un ribasso del 25% del prezzo del petrolio nell'ultimo periodo, la mancanza di garanzie nei prodotti alimentari manipolati dai grandi monopoli con lo scopo di mantenere il profitto, ecc.

Tutto questo deterioramento delle condizioni di vita e della situazione in generale è conseguenza diretta del sistema capitalista senile, che non ha nessuna via d'uscita da questo panorama sociale e lavorativo e condanna la classe operaia e i settori popolari a condizioni di vita sempre più miserabili.

In sintesi, possiamo dire che la Spagna vive una profonda crisi ad ogni livello, che si carica sulle spalle della classe operaia e che non ha soluzioni interne all'attuale sistema capitalista.

La proposta rivoluzionaria

Il Partito Comunista, davanti a questa situazione, ha la responsabilità di orientare la lotta della classe operaia per creare le condizioni necessarie al cambiamento del sistema politico.

Rispetto a ciò, la posizione deve essere fermamente chiara: lavoratore, lavoratrice, non c'è soluzione per la tua situazione dentro il capitalismo, lotta per il potere operaio e per il socialismo-comunismo.

In questi momenti storici, quando l'acutizzazione delle contraddizioni insite al sistema capitalista non lascia alcuna via d'uscita alla classe operaia, la risposta non può che essere quella di invitare la classe operaia ad organizzare la propria lotta in modo sostenuto e unito per sconfiggere la borghesia, per il potere operaio e per la costruzione del socialismo-comunismo.

Questa strategia ha la sua politica di alleanze nel Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo (FOPS), l'alleanza della classe operaia con gli altri settori popolari, per articolare un potente movimento di massa che cambi l'attuale rapporto di forze e crei le condizioni per l'assalto al potere.

Per questo il FOPS è possibile solo con la classe operaia massicciamente all'offensiva, con il proprio programma politico, dove l'intervento del Partito Comunista gioca il ruolo di forza reggente e orientatrice di questa azione di lotta delle masse operaie. Oggi la militanza comunista deve adempiere al suo compito con l'ambizione di dirigere all'offensiva la lotta delle ampie masse operaie.

I Comitati per l'Unità Operaia (CUO) costituiscono il primo passo organizzativo dei lavoratori e lavoratrici sul luogo di lavoro e si sommano ai Comitati Popolari, che nei quartieri operai organizzano il popolo combattente per una pluralità di rivendicazioni (forniture sociali, sussidi di disoccupazione, mense popolari, contrasto del furto degli alloggi, ecc.)

Tra i settori popolari c'è la necessità di organizzare specialmente i lavoratori e lavoratrici autonomi, che soffrono particolarmente per la voracità dei monopoli e la liberalizzazione estrema del sistema. Altri movimenti ampli di massa devono completare questa strutturazione del movimento popolare, come la lotta antimperialista, della donna lavoratrice, della difesa dell'ambiente, ecc.

Oggi la strategia centrale della lotta rivoluzionaria è quella di articolare e mobilitare un'ampia base sociale classista, con un programma di base e con una posizione all'offensiva che ha per obiettivo la conquista di posizioni di potere e la cacciata delle forze filo-capitaliste. Cambiare l'attuale rapporto di forze, mantenendo una lotta unita all'offensiva, in modo che ogni lotta termini lasciando la classe operaia ad un gradino superiore di capacità di lotta e di sviluppo della coscienza.

Il PCPE deve orientare il suo lavoro per una linea di massa ambiziosa, che ponga i suoi militanti alla testa di sempre più larghi movimenti di massa. I principali quadri del Partito e della gioventù devono lavorare duramente per convertirsi in dirigenti riconosciuti dalla classe operaia più combattiva, giocando un ruolo di guida che favorisca il più rapido cambiamento della soggettività della classe e del grado di sviluppo della sua coscienza.

Una posizione combattente, dove i distaccamenti della classe operaia più coscienti vanno conquistando posizioni e rafforzando la loro nuova capacità di lotta ad un grado superiore, questa è la linea tattica del movimento operaio nel nostro paese oggi. Bisogna lavorare per sconfiggere il timore e la paura della lotta che ha buona parte della classe operaia, bisogna lavorare anche per far sparire la paura di vincere e conquistare il potere. Bisogna strappare la classe operaia dall'influenza delle organizzazioni riformiste.

La classe operaia deve essere la grande protagonista del processo del cambiamento rivoluzionario, sotto la direzione del Partito Comunista. Senza il protagonismo della classe operaia non ci sarà cambiamento rivoluzionario, come senza il Partito Comunista e la sua teoria scientifica non ci sarà la rivoluzione e la conquista del potere.

Una offensiva di lotta sostenuta in queste chiavi otterrà di far fare un salto qualitativo alla coscienza rivoluzionaria del proletariato, cambierà i rapporti di forza e, finalmente, i meccanismi di legittimazione delle classi dominanti perderanno influenza sulle masse operaie e andranno in crisi, e ci troveremo davanti allo scenario della crisi rivoluzionaria, dove la classe operaia si lancia alla conquista del suo obiettivo finale, la conquista del potere.

La lotta contro il capitalismo spazzerà via la monarchia borbonica, instaurando la Repubblica Socialista a carattere confederale come nuova forma dello Stato proletario, che creerà le basi per la soluzione della questione riguardante il carattere plurinazionale dello Stato, riconoscendo il libero esercizio del diritto all'autodeterminazione.

Combattiamo contro i governi dell'oligarchia e le loro politiche, combattiamo per l'uscita dall'Ue e dalla Nato, lottiamo per la piena uguaglianza della donna lavoratrice, combattiamo contro lo sfruttamento miserabile della classe operaia, la disoccupazione e i bassi salari, lottiamo fino alla VITTORIA.

In un momento nel quale da diversi settori riformisti si alza la bandiera dell'unità, il PCPE esprime un appello ai settori più coscienti della classe operaia e ai settori popolari all'unità sì, ma non come una piattaforma elettorale per una impotente gestione "sociale" del capitalismo, ma per forgiarla nella lotta e nel lavoro di massa, direttamente coincidente ai conflitti operai e popolari, lottando per un programma politico rivoluzionario che superi il sistema capitalista.

Il PCPE chiama i lavoratori e lavoratrici a unirsi al Partito della classe operaia, a rafforzare l'organizzazione d'avanguardia per portare la lotta di classe alla vittoria finale della classe operaia. Per il Potere Operaio e per il Socialismo-Comunismo.

Il programma del FOPS.

Allegato:

Programma del Fronte Operaio e Popolare per il Socialimo

1. Programma tattico del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo.

1.1 Salario minimo intercategoriale di 1.200 €
1.2 Cancellazione delle contro-riforme del lavoro.
1.3 Età di pensionamento a 60 anni.
1.4 35 ore settimanali senza riduzione di salario
1.5 Introduzione della quinta settimana di vacanze.
1.6 Prestazioni di disoccupazione a tempo indeterminato.
1.7 Garanzia dei servizi di base, luce e acqua, in situazioni di disoccupazione.
1.8 Nessuna ipoteca eseguita dalla banca, moratoria in situazioni di disoccupazione e restituzione delle case messe all'asta.
1.9 Rafforzamento della contrattazione collettiva. Verso l'unità sindacale di classe. CUO.
1.10 Stato laico. Separazione totale tra Stato e Chiesa. Cancellazione del Concordato. Il pagamento delle tasse, comprese quelle comunali, da parte della Chiesa. Eliminazione dei sussidi all'istruzione religiosa.
1.11 Riforma fiscale. Aggravi sulle grandi fortune, SICAV, capitale speculativo... più tasse ai ricchi.
1.12 Parità salariale per la donna. Promozione nella formazione e nell'occupazione. Soppressione di ogni discriminazione sul lavoro.
1.13 Libertà sessuale e aborto libero, pubblico e gratuito. Eliminazione dell'obiezione di coscienza nei centri di salute pubblica.
1.14 Servizi pubblici gratuiti che forniscano assistenza ampia per la salute sessuale e riproduttiva.

2 Programma strategico Fronte Operaio e Popolare

2.1 Proclamazione della III Repubblica Socialista a carattere confederale. Esercizio del diritto di autodeterminazione.
2.2 Pianificazione centralizzata dell'economia.
2.3 Nazionalizzazione delle banche.
2.4 Cessazione delle privatizzazione e riscatto delle imprese privatizzate (Endesa, Iberia, Telefonica, Salute, Istruzione....)
2.5 Nazionalizzazione dei settori strategici dell'economia: produzione industriale, telecomunicazioni, riforma agraria, settore energetico, finanziario, ecc.
2.6 Partecipazione operaia alla gestione delle imprese e controllo operaio quando si tentano dei licenziamenti collettivi.
2.7 Uscita dalla Nato e politica di disarmo internazionale e convivenza pacifica. Fuori le basi militari Usa dal nostro territorio
2.8 Riduzione delle spese militari, limitate alle esigenze di difesa del paese. Esercito di Milizie popolari.
2.9 Istruzione gratuita fino a livello universitario. Piano Nazionale dell'Istruzione.
2.10 Piano Strategico per l'uguaglianza di genere e l'eradicazione della violenza patriarcale, con lo scopo di distruggere le basi materiali e ideologiche del patriarcato.
2.11 Incorporazione di massa della popolazione giovane nel mondo del lavoro.
2.12 Piano integrale di gestione ambientale del paese. Modello di sviluppo di gestione delle risorse al servizio del popolo e in armonia con la Natura.


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.