www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 29-04-15 - n. 541

Primo Maggio, unire la classe operaia e rafforzare le fila comuniste!

Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

27/04/2015

Nonostante i discorsi trionfalistici del governo sulla fine della crisi, le lavoratrici e i lavoratori arrivano al Primo Maggio 2015 senza vedere alcuna ripresa delle loro condizioni di vita e di lavoro.

A crescere sono unicamente i profitti dei monopoli, come spiegano efficacemente i dati che vedono la classe operaia in Spagna effettuare gratuitamente ogni settimana un totale di 2.967.100 ore di straordinario, secondo l'Istituto nazionale di statistica (Ine).

Questo dato significa che il padronato risparmia, evitando in questo modo di pagare il corrispettivo di quasi 75.000 posti di lavoro a tempo pieno (40 ore) e coprendo quindi queste ore a costo zero. E' in preparazione, ancora una volta, un nuovo patto sociale, che non porterà nulla di buono alla classe operaia. Il numero effettivo di disoccupati si mantiene a quota 6 milioni circa, con la previsione che continui su questi valori per almeno altri 4 anni. Aumenta il lavoro spazzatura e la disoccupazione fra le donne e i giovani.

Il furto della casa alle famiglie dei lavoratori e l'incessante attacco al sistema pubblico previdenziale, sanitario, educativo ed assistenziale, vanno a comporre un quadro preoccupante per la classe operaia nei prossimi anni.

Lavorare senza salario

Nei portali delle offerte di lavoro, si moltiplicano quelle senza la corresponsione di un salario, ma in cambio di cibo e di un riparo, mentre i padroni ed i loro media propongono spudoratamente di abolire il salario minimo, abbassare ulteriormente le retribuzioni e privatizzare l'indennità di disoccupazione per convertire la nostra miseria in lucrosi affari per gli assicuratori, le agenzie di lavoro temporaneo e di collocamento private. Con la riduzione del prezzo della forza lavoro, la maggior parte dei salari non è più in grado di durare fino alla fine del mese. A questo scopo, è utilizzato in particolare il sovrasfruttamento del lavoro migrante.

Sotto il diktat dei monopoli, dei loro cartelli e dei trattati imperialisti (Ue-Nato-Europol), interi settori produttivi, come la cantieristica navale e quello minerario carbonifero, vengono distrutti, mentre lo stato e la giustizia padronale perseguitano ed incarcerano sindacalisti e scioperanti in tutto il paese. Oltre 150 anni di carcere e multe per aver difeso i diritti della classe operaia, sostenuto l'organizzazione e la lotta sindacale di classe contro le azioni dell'unico capitalismo possibile.

Non lasceremo sole le centinaia di compagne e compagni bersaglio della repressione. E' necessaria la più ampia mobilitazione, che parta dai luoghi di lavoro, dalle nostre organizzazioni sindacali e dal Partito comunista, per rispondere con forza che la repressione non passerà!.

L'imperialismo aumenta costantemente le spese militari e generalizza i suoi scenari di guerra in zone sempre più estese del pianeta.

Basta con le false illusioni!

Per tentare di ritardare la costituzione del Fronte unico della classe operaia e del popolo lavoratore, i monopoli ci lanciano, con l'ampio sostegno dei grandi gruppi mediatici, false alternative, slogan e false speranze rivolte alla "gente indignata", sulle possibilità di rigenerare e umanizzare la dittatura capitalista, che loro chiamano "nostra democrazia".

I lavoratori e le lavoratrici non possono ancora una volta dare fiducia a coloro che vengono a salvare e a rifondare il capitalismo vendendosi come portatori di un "cambiamento" (di facciata) e presentandosi come sostituti dello screditato e marcio bipartitismo. Basta con le false illusioni! Sono lo stesso cane, con collare diverso. Non possiamo fidarci della "nuova" socialdemocrazia. Non possiamo lasciare che ad amministrare la miseria contino le stesse politiche anti-operaie e anti-popolari, mentre la "nuova" socialdemocrazia tradisce le sue stesse ingannevoli promesse come ha fatto il governo Syriza in Grecia, non esitando a sacrificare ancora una volta la classe operaia greca e capitolando sotto i dettami dell'imperialismo europeo e dei monopoli. L'unica strada per la classe operaia è nella lotta, come fanno gli operai della Coca Cola, i minatori dei bacini carboniferi e come i tanti quotidiani esempi di lotta offerti dalla classe operaia. In definitiva, lottare come lottarono a Chicago.

L'unica strada per la classe operaia passa attraverso l'accumulo di forze sotto la propria bandiera. Sta nel raggrupparsi, nell'unire le lotte, nell'organizzarsi e prepararsi nei propri posti di lavoro, nelle proprie assemblee, nelle proprie organizzazioni sindacali, nei suoi Comitati di unità operaia (Cuo), per unire le forze e superare la divisione sindacale che indebolisce e mina la capacità di lotta del movimento operaio. Per difendere i nostri diritti, dobbiamo rafforzare il nostro Partito comunista, perché l'unica possibilità di recuperare i nostri diritti è porre fine allo sfruttamento, costruendo il nostro potere. Ma questo lo può fare solo la classe operaia organizzata, con al proprio fianco il popolo lavoratore impoverito e sfruttato, sotto la guida politica del proprio partito di classe.

Unire le lotte per ottenere vittorie!
No alla repressione della lotta operaia e sindacale!
Lavoratore e lavoratrice, unisciti al Partito comunista!
Uniti siamo forti. Organizzati siamo invincibili
In ogni luogo di lavoro, in ogni quartiere, Partito comunista! Gioventù comunista!


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