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Donne, partecipazione sindacale e lotte operaie: terra ostile?

Lola Jiménez | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

26/05/2015

La Storia è quella delle classi dominanti, pertanto la storia della classe operaia occupa un posto secondario e sussidiario nella società capitalista. Nella storiografia sul lavoro e sul movimento operaio, le donne risultano invisibili e la storia delle donne rimane aliena alla militanza lavorativa.

In realtà, le donne nel movimento operaio hanno sviluppato una parte importante per il progredire di tutta la classe operaia. Engels ci dice che le operaie partorivano sul posto di lavoro per paura di perderlo e di perdere il proprio salario. A metà del XIX secolo la loro annessione al lavoro salariato fu di massa, con lunghe giornate e totale assenza di protezione e le lotte delle operaie nell'Inghilterra industriale, strappando miglioramenti nella vita lavorativa, diedero il via alla riduzione della mortalità per tubercolosi. Molto prima della comparsa dei sulfamidici.

La partecipazione delle donne alle lotte operaie e alla conquista dei miglioramenti della vita lavorativa, rimane nascosta: dalle filatrici di Lyon, fino al lavoro e alla militanza lavorativa delle donne nel franchismo, dal ruolo importante che ebbero le donne negli scioperi come quello delle oliere del 1946* o quello delle operaie tessili nella Barcellona degli anni 60. Il lavoro nell'economia sommersa permise ingenti accumulazioni di capitale e su questo nacque il grande sviluppo degli anni 60.
Nelle organizzazioni del proletariato, dopo aver vinto le resistenze ad essere accettate, vennero ammesse le rivendicazioni specificatamente per le donne e in alcune si crearono perfino sezioni femminili dove con diversi mezzi e finalità si affrontava l'oppressione della donna, ogni giorno, due secoli fa!

La sindacalizzazione delle lavoratrici in Spagna incomincia verso il 1880, principalmente nella campagna andalusa e nell'industria tessile catalana. Malgrado le campagne specifiche delle proprie organizzazioni, la tendenza al ribasso si consolida. La partecipazione delle donne ai sindacati e nelle organizzazioni viene condizionata da un funzionamento interno non favorevole e dalla propria situazione socio-lavorativa. Obbligate a conciliare impiego e responsabilità familiari, rendono questa partecipazione qualcosa di eroico. Non si tratta del fatto che le donne dubitino delle loro capacità, potrebbe essere che molti condizionamenti ci emarginano, ma la questione è che sappiamo in anticipo che ci aspetterà una logorante fatica e che ci rendiamo conto anche dell'incompatibilità a gestire tante giornate sovrapposte. La divisione sessuale del lavoro non consente l'inclusione nelle organizzazioni in condizioni di uguaglianza, in quanto il nostro impegno non è solo e strettamente lavorativo bensì anche e fondamentalmente di riproduzione e cura, seme di molteplici discriminazioni; quando la crisi strutturale dà luogo a politiche che smantellano i limitati sistemi di protezione sociale, si incrementa il peso delle cure nelle nostre case e si rende obiettivamente impossibile e difficoltosa la nostra partecipazione.

Disoccupazione, miseria e sfruttamento sono il destino del capitalismo per il popolo operaio dalle sue origini: se vennero accampati diritti non fu per avere il generoso regalo del padrone, bensì per la lotta organizzata del movimento operaio nella quale le donne hanno svolto un ruolo importante. Storicamente le donne operaie si identificarono molto di più con la loro classe, ebbero più coscienza di vivere una situazione di classe sfruttata e ruppero anche le difficoltà a partecipare. Anche oggi il conflitto che vive il movimento operaio con il capitalismo, ci porta a capire che è necessario il cambiamento della società, non soltanto una particella della società e che dobbiamo continuare a strappare reggiseni per porre fine alla doppia schiavitù.


Tabella:

1977 LOLS (Ley Orgánica de Libertad Sindical ), tappa dell'affiliazione di massa di uomini e donne alle centrali sindacali.

1986, tasso di adesione femminile nei sindacati maggioritari del 27,8%, tasso maschile del 72,2%.

1988, C.I.S. (Confederación Sindical Internacional) adesione sindacale femminile del 11,1% sul totale di donne interrogate, stimando il tasso di adesione generale nel 16,5%.

1991, (C.I.S.) tasso di adesione femminile del 9,8%

1990, elezioni sindacali: a fronte di un 79,7% di maschi eletti come rappresentanti sindacali troviamo un 19,3% di donne.

Negli anni seguenti e fino ad oggi le fonti all'unisono ci indicano una lenta discesa, benché varino le cifre e alcune corrispondano a dati interni alle proprie adesioni.


* ndt: Era il 13 luglio del 1946 a Barcellona, quando al rifare delle tessere annonarie vennero fatti degli errori sulle quote senza considerare il livello economico delle famiglie e inoltre sostituendo l'olio con un surrogato; allora le donne, per protesta, appesero oliere e padelle fuori da balconi e finestre.


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