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- popoli resistenti - spagna - 13-06-15 - n. 548
30 anni di dittatura dei monopoli, 30 anni dall'entrata della Spagna nella CEE. Per l'uscita dall'UE e la NATO, per la classe operaia.
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
12/06/2015
30 anni fa, Felipe González, lo stesso che oggi è la punta di diamante dell'imperialismo contro il processo bolivariano in Venezuela, firmava il Trattato di Adesione della Spagna alla CEE (Comunità Economica Europea). Lo stesso che, un anno dopo, firmerà, dopo l'inganno al popolo, l'ingresso della Spagna nella NATO (Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico).
Il PCPE ha sempre avuto chiaro il carattere imperialista di quella che oggi è l'UE (Unione Europea), prodotto naturale dello sviluppo del capitalismo europeo. Una alleanza interstatale del capitale monopolista, pertanto nemica degli interessi della classe operaia e dei popoli.
La CEE nasce come risposta alle necessità del capitale monopolista di adattare il sistema di dominazione alle sue esigenze. Il capitale, nel suo sviluppo storico, tende alla creazione dei monopoli e a far sparire la libera competizione capitalista; questo stesso capitale oggi impone le sue leggi in forma più dittatoriale che mai, facendo si che una sempre più ridotta oligarchia sottometta la classe operaia a un brutale sfruttamento.
L'UE sta favorendo un enorme processo di concentrazione e centralizzazione del capitale, che cerca di migliorare la posizione relativa dei monopoli con base europea nella forte lotta che a livello internazionale si produce per il controllo delle fonti delle materie prime, delle sue rotte di trasporto e dei mercati.
E' la stessa ragione per cui la NATO pianifica ed esegue sistematicamente il più sanguinoso saccheggio dei popoli che ha vissuto l'umanità. Altra grande alleanza imperialista, dove la Spagna è inserita e della quale le basi militari nel nostro territorio giocano sempre più un ruolo importante, sia per l'aggressione in Medio Oriente, come in Africa. Serva come esempio recente di implicazione del governo spagnolo, l'ampliazione dell'accordo della base di Morón.
Per la classe operaia e i settori popolari, le conseguenze dell'ingresso della Spagna nell'UE sono state chiare. Hanno significato lo smantellamento progressivo dell'industria (siderurgica, mineraria, navale), la distruzione di gran parte della piccola produzione agricola e dell'allevamento, la perdita costante di diritti sociali e lavorativi e un impoverimento del livello di vita della maggioranza operaia e popolare, che si è accelarata con l'adozione dell'euro. Mentre si generalizzano i salari da miseria, i prezzi si alzano, si smantellano i servizi pubblici, si privatizzano le pensioni e aumenta l'età di pensionamento, aumenta il controllo e la repressione contro le classi popolari e si criminalizzano le lotte operaie.
Le ultime misure annunciate dal FMI e appoggiate recentemente dalla Banca di Spagna, non esprimono altro che la logica dei monopoli; maggiore "co-pagamento" sanitario ed educativo, maggiore facilità di licenziamento e contratti spazzatura, aumento delle imposte indirette... ossia, aumento del tasso di sfruttamento e furto alla classe operaia e al popolo lavoratore. Questo è l'unica cosa che oggi il capitalismo nella sua fase di decomposizione può offrire.
Il PCPE lotta anche contro quelle posizioni che voglio far credere alla classe operaia che l'UE può portare benefici ai popoli, che il capitalismo si può gestire a favore dei lavoratori e che c'è una soluzione alla crisi dentro il capitalismo e l'UE. Alcune di queste posizioni pongono una specie di ritorno a una fase pre-monopolista del capitalismo. E questo è assolutamente fallace e idealista, perché ignorano la realtà oggettiva e le leggi proprie dello sviluppo capitalista, come sta dimostrando il processo in Grecia.
Il PCPE continuerà a lottare per l'uscita della Spagna dall'UE, dall'euro e dalla NATO, elemento essenziale e ineludibile per la presa del potere politico della classe operaia e la costruzione del socialismo. Per questo, in questo anniversario in cui i mezzi di comunicazione borghesi dispiegano una importante campagna di propaganda, i comunisti non hanno nulla da celebrare, ma molto per cui lottare e tutto da conquistare, fino a farla finita con il capitalismo e costruire sulle sue macerie il socialismo e il comunismo.
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