www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 05-10-15 - n. 559

Risoluzione sui risultati del 27S

Partito Comunista del Popolo di Catalogna (PCPC) | pcpc.cat
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

01/10/2015

La scorsa domenica, 27 settembre, i catalani e le catalane sono stati chiamati a votare per il Parlamento della Catalogna. Queste elezioni sono state poste in chiave plebiscitaria dall'insieme delle forze indipendentiste.

I risultati, al di là del conteggio dei voti e delle dichiarazioni del giorno dopo, hanno dimostrato che la scommessa del blocco dominante della borghesia catalana per ottenere uno Stato proprio all'interno dell'Unione Europea, è forte e chiara. Il Parlamento della Catalogna, in poco più di tre anni, è passato dall'essere una istituzione con una maggioranza di membri con diritto a decidere, a una maggioranza per l'indipendenza.

Da anni, i comunisti e le comuniste del Partito Comunista del Popolo di Catalogna hanno, in tutte le risoluzioni, affrontato la questione nazionale e l'uso di questa da parte del settore dominante della borghesia catalana in favore dei propri interessi di classe. Il processo che ha avuto inizio anni fa e che ha la sua ultima messa in scena in queste recenti elezioni, non si ferma, confermando così i principali attori, appena conosciuti i risultati.

La risposta che, a partire dalle elezioni generali, fornisce il governo dello Stato come rappresentante istituzionale degli interessi del blocco oligarchico spagnolo, sarà la chiave per poter vedere fin dove arriva questa sfida. Solo ieri siamo venuti a conoscenza delle accuse mosse al Presidente della Generalitat per la convocazione del 9N (accuse di "disobbedienza" per la convocazione del referendum sull'indipendenza del 9 novembre 2014. ndt). Una nuova risposta che incide sulla via di fuga reazionaria alla questione nazionale catalana, mettendo in evidenza che lo scontro dei due blocchi è più duro che mai.

I comunisti e le comuniste del PCPC hanno avuto sempre chiara la nostra analisi. Al di là delle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali di una o dell'altra borghesia, questa è una sfida che in nessun caso, sia quel che sia il suo risultato, favorirà l'avanzata della classe operaia nella sua lotta per il potere. Non possiamo dimenticare che l'unica intenzione del settore dominante della borghesia catalana in tutto questo processo, non è altro che ottenere uno Stato proprio per migliorare e aumentare i propri profitti mediante l'aumento dello sfruttamento della classe operaia catalana. I comunisti e le comuniste non lotteranno sotto le bandiere di nessuna borghesia.

Ancora una volta chiamiamo i lavoratori catalani a organizzarsi per lottare contro il nostro unico nemico: il capitalismo. Nessun progetto dentro l'UE, l'Euro e la NATO ci renderà liberi. Solo la lotta operaia e popolare contro lo Stato borghese e per la rivoluzione socialista ci permetterà di raggiungere la vera sovranità, il socialismo.

Viva la lotta operaia!
Per il socialismo-comunismo!

Comitato Esecutivo
Partito Comunista del Popolo di Catalogna

Barcellona, 30 Settembre 2015


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