Unidad y Lucha | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
08/12/2015
Editoriale dicembre 2015
Scegliere tra la classe operaia e i nemici del popolo, questa è la questione centrale nelle elezioni generali del 20D, in un momento di particolare acutizzazione della lotta di classe.
Il PCPE, come organizzazione d'avanguardia della classe operaia di questo paese, concorre in questa battaglia con la ferma determinazione di affrontare il nemico di classe e le sue comparse. Così il nostro slogan è chiaro:Il tuo voto per la classe operaia; se tutto produciamo, tutto decidiamo.
A queste elezioni non partecipa alcun'altra forza politica che sia referente politico del proletariato spagnolo. Il PCPE affronta questa situazione tesa, cosciente della dura lotta ideologica che implica la nostra posizione di chiaro impegno rivoluzionario, e con la determinazione di far avanzare le nostre proposte politiche tra segmenti più ampi della classe operaia e di altri settori popolari.
Questa convocazione elettorale si svolge in un clima di consapevolezza da parte delle classi dominanti riguardo la crescente difficoltà a mantenere quel consenso sociale che gli permette il brutale dominio. E, per questo, la manipolazione mediatica - e di ogni tipo - raggiunge livelli molto superiori a quelli delle altre occasioni.
Le restrizioni alle opportunità di comunicazione del PCPE sono oggi molto maggiori che nel passato. Le giunte elettorali applicano criteri rigidi per impedire la collocazione nelle strade della nostra propaganda, con il pretesto dei risultati delle elezioni precedenti e stabilendo norme diverse nel diritto alla diffusione della propaganda elettorale. In funzione di queste ci vengono imposti dei limiti alla presenza nello spazio pubblico, ci vengono negati locali a favore delle organizzazioni del sistema, e, come sempre, gli spazi gratuiti sui media pubblici, oltre a esser pochi, vengono trasmessi nelle ore di audience minima.
Sembra che questo sistema capitalista non sopporti un minuto di discorso comunista nelle ore di massima audience.
Viene chiaramente evidenziato l'interesse delle classi dominanti di favorire le forze riformiste, alle quali viene assegnato il ruolo di ingannare la classe operaia con la loro presunta posizione progressista. Partiti inganna-operai, come IU o PODEMOS, ricevono un trattamento di cortesia, con l'obiettivo di dare copertura all'ala sinistra del sistema attraverso un intervento che disattiva le posizioni rivoluzionarie nel movimento operaio, creando illusioni che non vanno da nessuna parte.
Il futuro di queste forze riformiste, con risultati maggiori o minori, seguirà lo stesso cammino di SYRIZA in Grecia, dove A. Tsipras è l'espressione concreta della servile accettazione di tutti i diktat imperialisti dell'UE, senza fiatare.
Il risultato elettorale del 20D registrerà il grado delle attuali difficoltà delle classi dominanti di dare continuità alla loro posizione egemonica degli ultimi decenni.
In questa situazione qualsiasi avanzamento elettorale del PCPE significherà un fattore moltiplicatore delle forze della classe operaia per affrontare la guerra generale che la borghesia scatena contro di essa.
Per questo ci impegneremo strenuamente per raggiungere l'ultimo angolo del territorio dello Stato e diffondere il nostro messaggio. In questa occasione le possibilità sono maggiori grazie alle 41 candidature presentate, espressione dell'avanzamento organizzativo del nostro Partito e della nostra crescente influenza tra le masse operaie e popolari.
La campagna elettorale del PCPE sarà un intenso lavoro di strada, nei quartieri popolari e nei luoghi di lavoro. Le possibilità di superare gli ostacoli che il sistema ci pone per imbavagliarci saranno maggiori con la collaborazione di quei settori con i quali lottiamo quotidianamente.
Una menzione speciale merita la collaborazione del KKE alla campagna elettorale del PCPE, inviando nel nostro paese il compagno Giorgos Marinos (membro dell'Ufficio Politico del Comitato Centrale del KKE) che parteciperà a vari incontri e attività elettorali.
La lotta di classe si acutizza, il PCPE risponde organizzando e lottando.
Il capitalismo muta in dittatura militare-poliziesca
Come una bestia ferita con le spalle al muro, il capitalismo ghermisce a destra e a sinistra.
Gli atti violenti di venerdì 13 novembre a Parigi - che hanno causato decine di vittime - e le reazioni dei governi dei giorni seguenti, servono per mettere in evidenza con estrema chiarezza l'autentica natura del capitalismo attuale, capitalismo evidentemente senile e con grande difficoltà a mantenere il processo di accumulazione del capitale.
Le azioni terroriste sono azioni di natura controrivoluzionaria, che sempre sono utilizzate dalle classi dominanti per incrementare la violenza necessaria alla strategia di conservazione assoluta del potere.
L'instaurazione dello stato d'emergenza da parte di F. Hollande e del Front de Gauche, spazza via i residui diritti democratici. Uno stato d'eccezione nel quale esercito e polizia, agendo in forma coordinata, entrano nelle case, arrestano e uccidono, con totale impunità. Non c'è intervento del sistema giudiziario che, a posteriori, ratifica queste procedure.
Hollande ha in programma di portare questi poteri, finora eccezionali, in una riforma del testo costituzionale in Francia.
Allo stesso tempo, si cancella quel poco che rimane del diritto internazionale, e le politiche di guerra si impongono senza alcun rispetto della sovranità dei paesi. Francia e Inghilterra, insieme ad altri paesi, bombardano la Siria violando la sovranità di questo paese e, evidentemente, senza nessun controllo su quali obiettivi si spara e con quale finalità lo si fa.
In Europa si promuovono oggi forme di governo che vanno assimilando gli indirizzi di una dittatura militare-poliziesca.
Tutto ciò bisogna analizzarlo nel contesto di una crisi capitalista che continua a colpire con enorme forza il processo di accumulazione di capitali. La BCE lo conferma con le misure di espansione degli stimoli economici accordati agli inizi del mese di dicembre. La vicenda Abengoa (multinazionale spagnola, ndt) lo evidenzia bene con l'apertura delle procedure fallimentari, colpendo così decine di migliaia di posti di lavoro e numerose imprese controllate.
La sovrastruttura risponde a questa situazione senza uscita, adottando forme sempre più violente e dittatoriali.
Le necessità della classe operaia premono. La lotta rivoluzionaria, sotto la direzione del Partito Comunista, non solo è una necessità, ma un'urgenza che non permette rinvii.
Di fronte alla deriva militare-poliziesca dell'attuale forma della dittatura del capitale, bisogna rispondere con la lotta rivoluzionaria per il potere operaio e per il socialismo.
Programma elettorale (estratto)
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Se tutto produciamo, tutto decidiamo
Tutto per la classe operaia
Il PCPE, come Partito della classe operaia, centra la sua proposta politica, ed elettorale, nell'avanzamento della classe operaia verso la sua liberazione dalla schiavitù capitalista. Se tutto produciamo tutto decidiamo. Il PCPE è la voce della classe operaia.
Nazionalizzazione dei settori strategici
I grandi monopoli sfruttano la classe operaia sempre di più, rovinano i piccoli e medi produttori e stabiliscono un potere dittatoriale aiutati dai partiti politici borghesi e riformisti. Espropriare gli espropriatori è una priorità per stabilire il potere operaio e la giustizia sociale nella nostra società. Nazionalizzazione della banca e dei grandi monopoli imprenditoriali.
Per l'uscita dall'Unione Europea, dall'euro e dalla NATO
L'Unione Europea è la struttura politica dell'imperialismo per imporre la dittatura del capitale oggi. Il suo braccio economico è l'euro e il suo braccio militare è la NATO come strumento di violenza superiore. La classe operaia deve distruggere queste strutture di potere del nemico di classe per avanzare verso la sua emancipazione.
Organizzare la presa del potere: costruire il Socialismo-Comunismo
E' il momento storico di mettere fine al sistema capitalista. Un sistema che è in fallimento ed è incapace di dare qualcosa di positivo all'umanità, ai popoli e alla classe operaia. Il nostro obiettivo è raggruppare le forze, unire i lavoratori e le lavoratrici, organizzare il contrattacco e liberarci dalla dittatura del capitale. E' il momento di iniziare il cammino verso la nuova società, il potere operaio, il socialismo e il comunismo.
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