Sull'investitura di Carles Puigdemont come nuovo Presidente della Generalità
Partito Comunista del Popolo di Catalogna (PCPE-PCPC) | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
16/01/2016
Il Partito Comunista del Popolo di Catalogna considera che l'investitura di Carles Puigdemont, giunta all'ultimo momento e nel quadro di un accordo rocambolesco, rappresenta l'uscita dal vicolo cieco politico nel quale si trovavano i rappresentanti della fazione dominante della borghesia catalana dopo le elezioni del 27 settembre.
Le dimissioni dell'ex Presidente Artur Mas e le umilianti condizioni imposte alla CUP (Candidatura d'Unitat Popular, sinistra radicale, ndt) costruiscono la stabilità parlamentare necessaria per gestire il capitalismo in Catalogna e promuovere la tabella di marcia di 18 mesi verso il referendum di costituzione catalana.
Questo nuovo periodo, inizia con una presa di posizione da parte del governo spagnolo, esternata in un comunicato repentino e improvvisato, che minaccia lo scioglimento delle istituzioni catalane se avviassero il cammino di costituzione della Repubblica Catalana.
Una legislatura in linea di massima di 18 mesi, dove il conflitto tra la borghesia catalana e quella spagnola si comporrà sicuramente ai danni degli interessi della classe operaia e degli strati popolari. Gli elementi indicati nel piano d'impatto sociale concordato tra CUP e Junts pel Sì (Uniti per il sì, indipendentisti, ndt), sono puro maquillage che avrà poche ripercussioni nel quotidiano della classe operaia catalana e dei settori popolari. La classe operaia dovrà fronteggiare sicuramente nuovi e dolorosi sacrifici imposti dall'Unione Europea. Il piano d'impatto sociale cerca di curare il cancro con l'aspirina.
Il Patto di investitura e governabilità rappresenta la sottomissione della CUP agli interessi della fazione dominante della borghesia catalana, legando le mani e tappando la bocca a un'organizzazione che si proclama anticapitalista, tutto in nome di un falso "amor di patria", dove continueranno a governare i rappresentanti della borghesia pro-sionista e pro-atlantista.
Queste ultime settimane abbiamo visto come nel seno della CUP si riedita lo storico conflitto tra le due anime dell'indipendentismo catalano di sinistra. Come già successo con la rottura della MDT nell'80 con lo scontro tra il PSAN e IPC, oggi le linee del Fronte Patriottico e del Fronte di Sinistra sono tornate a scontrarsi. Oggi sembra imporsi la linea del Fronte Patriottico.
Ma noi non ci inganniamo, la linea del Fronte di Sinistra, che propone un'alleanza con la nuova socialdemocrazia, non offre altro che una gestione un po' più umana e sociale del capitalismo, in nessun caso una soluzione rivoluzionaria. Non ci può esser soluzione per i lavoratori e le lavoratrici di questo paese con una SYRIZA catalana formata da ICV, EUiA, PODEMOS e il gruppo intorno a Ada Colau.
Il Partito Comunista del Popolo di Catalogna rivendica la necessità di articolare un ampio fronte di classe. Organizzando la classe operaia e i settori popolari intorno a un programma antimonopolista e antimperialista con l'obiettivo di accumulare forze per la Rivoluzione socialista. Questo Fronte operaio e popolare può svilupparsi solo sulla base della contraddizione tra capitale e lavoro, ossia, nel quadro della lotta di classe e nell'imprenscindibile costruzione della società socialista-comunista.
Non c'è soluzione sociale, non c'è capitalismo buono. Oggi il nostro popolo, la nostra classe, necessita in primo luogo di svincolarsi dalle catene che impongono le strutture imperialiste, principalmente dall'Unione Europea e dalla NATO.
Nessun governo borghese risolverà i problemi della classe operaia, nessun governo capitalista provvederà agli interessi dei lavoratori e lavoratrici. Solo l'organizzazione indipendente della classe operaia ci permette di aspirare alla liberazione della nostra classe. E' assolutamente falso il dibattito se la repubblica catalana sarà di sinistra o di destra. La repubblica o è borghese o è socialista, e chi si compromette con la borghesia in cambio di riforme più o meno progressiste avrà lo stesso destino che ebbero il PSOE o il PCE. Se nel 1978 il capitalismo spagnolo ebbe i Patti della Moncloa, oggi in Catalogna assistiamo ad un patto simile.
Il Partito Comunista del Popolo di Catalogna (PCPC) si impegna a continuare a costruire un ampio movimento sociopolitico antimonopolista e antimperialista, organizzando la nostra classe nei quartieri e nei luoghi di lavoro.
Per il Socialismo - Comunismo.
Partito Comunista del Popolo di Catalogna
Comitato Esecutivo
Barcellona, 10 gennaio 2016
Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Support Resistenze.org.
Make a donation to Centro di Cultura e Documentazione Popolare.