www.resistenze.org - popoli resistenti - spagna - 24-11-25 - n. 948

Rompere l'impunità nel 50° anniversario della morte del dittatore Francisco Franco

Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna (PCTE) | pcte.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

20/11/2025

Risoluzione del III Congresso del PCTE in occasione del 20 novembre, anniversario della morte di Francisco Franco

Le delegate e i delegati del Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna, riuniti il 15 e 16 novembre 2025 nel loro III Congresso, denunciano che, a cinquant'anni dalla morte di Franco, il popolo lavoratore continua ad attendere giustizia per i crimini commessi dalla dittatura. La repressione franchista, che ha causato migliaia di morti, esiliati, torturati e incarcerati, non è stata ancora giudicata e le vittime continuano a non ottenere riparazione. La socialdemocrazia, invece di cercare la verità e la giustizia, ha utilizzato questo anniversario per rilanciare l'immagine della Transizione [la "transizione spagnola" è il periodo storico, dal 1975 al 1982, che ha portato alla fine della dittatura di Francisco Franco e alla nascita di una democrazia borghese, ndt].

Il processo di Transizione, che alcuni hanno presentato come un modello, è stato in realtà un accordo per consolidare gli stessi interessi di classe che hanno dominato il franchismo. Prova della continuità di tali interessi di classe tra i due periodi è il fatto che le radici stesse del processo di integrazione della Spagna nell'alleanza imperialista europea hanno avuto inizio sotto il mandato di Franco. Il patto tra la monarchia, la borghesia e i settori del vecchio regime fascista ha garantito tale continuità e ha impedito che i crimini del franchismo fossero giudicati e che i suoi leader si assumessero le loro responsabilità. Al contrario, ha permesso a molti dei collaboratori della dittatura di mantenere intatti i loro privilegi e le loro posizioni di potere, mentre le famiglie delle vittime e delle persone che hanno subito le repressioni continuavano ad aspettare giustizia.

L'impunità dei crimini del franchismo non può continuare. In questo senso, il PCTE chiede la completa rimozione della classificazione di segretezza di tutti gli archivi segreti relativi al franchismo e alla Transizione, affinché venga acclarata la verità sui crimini e sulle complicità che hanno permesso l'impunità del regime e che continuano a nascondere informazioni chiave sulle manovre politiche successive. La memoria storica deve essere riconosciuta come un diritto delle vittime e non come una questione di convenienza politica. Allo stesso modo, chiediamo l'annullamento di tutte le sentenze giudiziarie del franchismo che ancora oggi colpiscono decine di persone e famiglie, nonché il riconoscimento ufficiale della legittimità della lotta antifranchista. È imperativo che le vittime ricevano un risarcimento integrale, che includa la restituzione dei resti dei fucilati e il riconoscimento pubblico della loro dignità e della loro lotta.

Il PCTE ribadisce il suo impegno per la memoria e la giustizia, ricordando e rendendo omaggio a tutti i comunisti che hanno mantenuto viva la lotta per la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale. Sono stati i comunisti che, con coraggio e determinazione, hanno guidato la resistenza contro il franchismo, affrontando la repressione più brutale e pagando un prezzo elevato per la loro lotta. Dalle prigioni all'esilio, dalla guerriglia e dalla clandestinità ai fronti di lotta, i comunisti sono stati pilastri fondamentali nella difesa della dignità umana e nella costruzione di una società più giusta.

Oggi, più che mai, continuiamo ad essere gli eredi di quella lotta, che oggi comporta porre fine all'impunità del franchismo, rivendicare la memoria della lotta antifascista e delle vittime del franchismo e continuare a lottare per un futuro socialista, libero dall'oppressione e dallo sfruttamento.


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