www.resistenze.org - popoli resistenti - sudafrica - 11-05-04

fonte www.solidnet.org
traduzione dall'inglese di Bf


da: South African Communist Party, 26 - 04 - 2004
http://www.sacp.org.za , mailto:mazibuko@sacp.org.za

Partito Comunista del Sud Africa - Comunicato del 10° anniversario della Liberazione


Il Partito Comunista del Sud Africa (SACP) desidera salutare e congratularsi con tutto il nostro popolo in occasione della celebrazione del 10° anno della nostra libertà e democrazia.

Questa  celebrazione arriva sull’onda di una schiacciante vittoria elettorale dell’African National Congress (ANC). Il S.A. Comunist Party coglie l’opportunità per congratularsi con il presidente dell’ANC, compagno Thabo Mbeki, all’inizio del secondo mandato della sua Presidenza della Repubblica. Noi gli auguriamo ogni successo e gli assicuriamo il nostro pieno sostegno. E’ infatti il momento e l’occasione di una forte celebrazione. E’ stata una decade di notevole sviluppo e raggiungimenti: una nuova costituzione democratica, un quadro di eguaglianza tra i generi, l’affermazione della legge dei diritti dei lavoratori e un’organizzazione progressiva del mercato del lavoro, l’erogazione di servizi sociali e di infrastrutture e un inizio di riforma agraria.

Ma più che il tempo di celebrare, è anche quello di riflettere e di rinnovare il nostro impegno per fare di più per cambiare in meglio le vite del nostro popolo. Manifestamente il capitale privato ha mancato di giocare un ruolo appropriato nella ricostruzione del nostro paese. Invece di investire nella creazione di posti di lavoro e contro la povertà, il capitale privato ha attuato un abbattimento degli investimenti per più di un decennio dalla nostra liberazione. Come comunisti noi non siamo ingenui circa le motivazioni del profitto della classe capitalista. Tuttavia sia lo stato sia il suo popolo potrebbero fare una maggior pressione per sfidare il capitale privato a fare molto di più. La classe capitalista del Sud Africa ha beneficiato immensamente dalla democrazia: la relativa pace industriale, la più alta produttività; ed è piena di denaro. Tuttavia essa continua con il suo abbattimento degli investimenti, includendo nell’elenco gli scambi di mercato estero, i tagli, l’outsourcing, il lavoro saltuario, tanto da gettare milioni di persone nella povertà a causa della mancanza di lavoro, per le condizioni di lavoro peggiori e i salari da fame. Come il Governo ha riconosciuto, i maggiori progressi sono stati fatti quando lo stato ha guidato la ripresa delle iniziative sociali ed economiche. Dove queste sono state lasciate al capitale privato, ci sono stati progressi insignificanti: dove abitazioni a basso costo ed erogazioni di servizi sono finiti al capitale privato, la ci sono stati disastri - tagli, sfratti, liste nere, mancanza all’accesso al credito, debiti, e così via - .

Entrando nella seconda decade di libertà, noi non possiamo permettere che persista questa situazione. La sfida fondamentale che noi affrontiamo è di creare lavoro e combattere la povertà. Per raggiungere ciò noi abbiamo bisogno della guida dello stato e dello sforzo della classe lavoratrice per condurre la trasformazione economica a favore dei lavoratori e dei poveri.

A questo riguardo, questa seconda decade della nostra libertà richiede che noi intensifichiamo l’offensiva di classe contro la borghesia se vogliamo rimediare alla povertà e alla disoccupazione. Ciò significa che non possiamo parlare del sottosviluppo nel nostro paese, o delle ineguaglianze di genere nel continente e della questione nazionale, incluso il razzismo, altro che dalla prospettiva di una classe lavoratrice compatta. Noi non 
possiamo parlare di sconfiggere l’imperialismo e le ineguaglianze globali senza che ciò sia condotto dalla classe lavoratrice, dal punto di vista dei suoi interessi politici. Qualsiasi approccio a tutte queste questioni e problemi che ci sovrastano, che nega o tace sulla questione di classe può solo essere una menzogna per i lavoratori e i poveri del nostro paese, del nostro continente, del mondo. Questo perciò significa che lo scopo fondamentale della nostra rivoluzione resta la lotta contro il capitalismo, come condizione necessaria per debellare la povertà e la disoccupazione. E’ da questa prospettiva che il SACP si impegnerà sul terreno delle lotte durante la seconda decade della nostra liberà.

Tutto ciò richiede una forte alleanza. Il SACP giocherà il suo ruolo a questo riguardo per assicurare che gli interessi dei lavoratori e dei poveri saranno preponderanti in ogni posto chiave del potere.

Mazibuko Kanyiso Jara
Capo ufficio Segreteria generale del SACP