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- popoli resistenti - sudafrica - 21-07-08 - n. 237
traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Nelson Mandela, un terrorista di 90 anni
16/07/2008
L’ex presidente del Sudafrica e del movimento di liberazione African National Congress (ANC), Nelson Mandela, celebra venerdì 18 luglio i suoi 90 anni. Per questo giorno e solo 18 anni dopo la sua liberazione dal carcere del regime razzista sudafricano (e a 15 anni dal conferimento del Premio Nobel per la pace), l'amministrazione statunitense ha recentemente cancellato il nome di Mandela e di altri attivisti del partito che oggi governa il Sudafrica dalla lista dei terroristi.
Il Segretario per le Relazioni Internazionali del Partito Comunista del Venezuela (PCV), Carolus Wimmer, ha definito tale decisione come "ipocrita" ed ha paragonato il comportamento del Senato nordamericano alla propaganda nazista.
Nello stesso modo in cui il ministro della propaganda nazista, Joseph Goebbels, affermava: "Chi è ebreo, lo decido io" così il potere politico imperialista statunitense vuole stabilire: "chi è un terrorista, siamo noi a deciderlo", ha riferito il dirigente, sostenendo che "nel corso del ventesimo secolo, non meno di tre primi ministri israeliani, grandi amici e alleati degli Stati Uniti, sono stati incriminati dalla comunità internazionale per essere terroristi: Menachem Begin, la cui organizzazione Irgun fece saltare in aria il King David Hotel (sede del governo mandatario britannico, N.d.T.) e massacrò centinaia di palestinesi a Deir Yassin nell’aprile 1948; Yitzhak Shamir, capo della banda Stern, che assassinò Edward Lord Moyne (plenipotenziario britannico in Palestina, N.d.T.) al Cairo nel 1944 - facendo infuriare Churchill - e il mediatore delle Nazioni Unite, conte Bernadotte, a Gerusalemme nel 1948; mentre Ariel Sharon, come comandante di Forza 101, è stato accusato di aver massacrato civili palestinesi a Qibya nel 1953".
Allora, ha sottolineato il parlamentare, "per essere considerati terroristi dagli Stati Uniti, è sufficiente appartenere ad una razza non-caucasica, essere nativi di qualsiasi paese del cosiddetto terzo mondo, lottare per la libertà del proprio popolo ed essere un rivoluzionario".
Mentre gli Stati Uniti allungano ogni giorno l’elenco dei sospetti terroristi e terroriste, ha evidenziato Wimmer, la canaglia mediatica cerca di distruggere la reputazione delle persone con integrità morale, il cui unico "crimine" è quello di difendere la sovranità della loro patria e la lotta per il benessere dei loro popoli.
"Ingiungendo milioni di persone al perdono di Nelson Mandela" gli Stati Uniti, per dirla con le parole del senatore Ferry, desiderano "finalmente cancellare la vergogna di avere disonorato questo grande leader, inserito nella lista dei terroristi dal nostro governo".
Come si vede dall’esempio di Nelson Mandela, ha detto Wimmer, in ogni popolo nascono innumerevoli "combattenti per la libertà e l’indipendenza", ci saranno sempre abbastanza rivoluzionari e rivoluzionarie per continuare la lotta vittoriosamente, per un mondo senza barbarie e con il socialismo.