www.resistenze.org - popoli resistenti - turchia - 05-12-03

Partito comunista di Turchia (TKP) - http://www.tkp.org.tr - mailto:int@tkp.org.tr
traduzione dall'inglese a cura del Ccdp
Lunedì, 01 dicembre 2003

Partito comunista di Turchia (TKP) -
Diritti politici in Turchia e processo di adesione all'Unione Europea


Cari compagni e amici,

Kemal Okuyan, il Segretario Generale del Partito comunista di Turchia è intervenuto in novembre, su iniziativa di KKE/GUE/NGL, nella seduta del Parlamento europeo a proposito degli effetti del processo di adesione della Turchia alla UE e sui diritti politici in Turchia.

Ecco il discorso che Kemal Okuyan fece nell'occasione.
Partito comunista di Turchia

Diritti politici in Turchia processo di adesione alla UE.


Cari Compagni,

Quando si parla di violazioni dei diritti umani in Turchia ci si può imbattere in molti fatti imbarazzanti. Noi potremmo enumerare queste realtà vergognose e lamentarcene. Tuttavia, ciò che ci proponiamo di fare è di individuarne le cause ed esaminarle.
Dobbiamo dire, per iniziare, che nessun serio e positivo cambiamento è stato registrato riguardo le libertà delle classi lavoratrici in Turchia durante il processo chiamato "Riforme verso l'Unione Europea", cioè in questi ultimi tre anni caratterizzati dalla candidatura della Turchia all'UE. Al contrario, come vedremo nel seguito, le cose vanno peggio per classi lavoratrici in Turchia.

Cosa intendiamo con "libertà"? Io penso che sotto il titolo "libertà", in Turchia, si possano aprire quattro capitoli.

Il primo capitolo riguarda la libertà di organizzare. Parlo di "libertà di organizzare" intenzionalmente perché questa espressione, libertà, è stata ipersfruttata in un ambito completamente senza senso che chiamiamo "libertà di pensiero". Ciò che a noi preme è di rimuovere gli ostacoli alla libertà di organizzazione dei pensieri. Sotto questo aspetto, nessun miglioramento è stato registrato, a parte alcune lievi modifiche di legge. Oggi non parlerò del caso del Partito comunista turco. Il tentativo di chiudere il nostro partito è attivamente perseguito, ma noi sappiamo di aver proceduto bene nella lotta di legittimità ed abbiamo ottenuto buoni risultati. Questi risultati non derivano dal processo di adesione all'UE. Più resisti e combatti e più libertà ottieni. Ciò nondimeno, potrei mostrare a quale sorta di pressioni e di ostruzionismo siamo sottoposti da lungo tempo, come già altri oratori han fatto, riferendo alcuni tragici ma ironici esempi.

Già solo se mi si chiedesse quali effetti produce il processo di adesione all'Unione Europea, potrei parlare della violazione dei più elementari diritti della classe lavoratrice: il diritto dei lavoratori ad associarsi. Dobbiamo ricordare che la voce più importante del pacchetto di riforme intraprese in nome dell'orientamento verso l'UE, è il Codice del Lavoro. Dopo anni di sforzi sistematici per distruggere le unioni dei lavoratori, con questa legge le possibilità organizzative della classe operaia sono state realmente ristrette. Chiedo adesso: quale processo di democratizzazione può aversi laddove le possibilità di organizzazione della classe operaia è limitata? Conseguenza del processo di adesione all'UE è che meno di 1 milione di persone è iscritto ad un'associazione di lavoratori su una popolazione nazionale di 70 milioni di abitanti.

Se parliamo di libertà, è d'obbligo trattare della libertà di vivere umanamente. Questo è il secondo capitolo. Le riforme UE hanno aumentato la disoccupazione e la fame. È strano parlare di democrazia e di libertà in un paese dove la disoccupazione e la fame crescono selvaggiamente. Noi siamo qui per discutere degli effetti dell'adesione all'UE sui diritti umani e sulla democrazia in Turchia. Nella parte economica del Trattato di Accesso all'Unione sottoposto alla Turchia, è scritto: "l'UE si aspetta che la Turchia applichi perfettamente le riforme imposte dal FMI". Che genere di libertà può essere invocata con il FMI? L'UE ha ordinato: "Accelerare il processo di privatizzazione, diminuire la spesa pubblica, ristrutturare l'agricoltura." Oggi, il livello di disoccupazione sta crescendo. Secondo alcune indagini supera i 14 milioni. La Turchia è in una situazione di stagnazione, con l'agricoltura distrutta. Questo è uno degli effetti dell'UE sulla libertà. Noi non possiamo discutere di democrazia né di diritti umani senza tenere in conto questa situazione.

Un altro capitolo è la politica militarista del capitalismo turco.
Recentemente, il primo ministro Erdogan ha lodato il proprio paese per avere truppe presenti in 26 nazioni. Se aggiungiamo a questo le attività formative in ambito militare, la presenza turca in paesi stranieri aumenterebbe anche di più. Quando parliamo della politica militarista turca, è indispensabile ricordare la sua appartenenza alla NATO e le sue relazioni con paesi imperialisti. Senza entrare nel merito di questo, occorre tenere conto della struttura militare turca. Sotto questo aspetto, vediamo che il governo AKP sta tentando di ingannare la popolazione. Si dice che l'intervento militare è vincolato dalla politica.
Certamente è un problema importante da valutare accuratamente. Un fascista è un fascista, che sia civile o in uniforme. È assurdo condizionare la libertà ed i diritti umani in Turchia alla "riduzione del peso militare." Oggi l'AKP segue una politica liberalfascista. È un grande errore pensare che questa politica possa accrescere la libertà. Il governo di Erdogan è il più filo-americano e filo-europeo della nostra storia. Ma è la classe capitalista ed imperialista a pensare che questo governo porterà democrazia e libertà in Turchia.

Infine affrontiamo l'importante problema curdo. Dobbiamo chiederci che genere di miglioramento hanno portato le riforme UE nella questione curda. Si può ridurre la questione curda ai soli diritti culturali e di lingua? Tra i milioni di disoccupati la percentuale curda non è irrilevante. Di quali libertà parleremo in un paese dove fame e disoccupazione crescono selvaggiamente?
Noi non rileviamo alcun miglioramento riguardo alla situazione dei lavoratori curdi negli ultimi 3 anni.

Dunque, questi quattro capitoli devono essere trattati insieme. Nessuno è più importante di un altro. La soluzione di questi problemi potrà avvenire intervenendo sulle cause.
Sotto questo aspetto, il TKP è decisamente contrario all'adesione all'Unione Europea. Riguardo alle questione esposte, noi consideriamo che l'UE non è di alcun beneficio ma dannosa.

Come progetto imperialista, l'UE non porterebbe la libertà ai popoli turco e curdo. Questo non vuole dire che noi non abbiamo amici in Europa. Naturalmente ne abbiamo. Alcuni di loro sono qui. Ciò che noi chiediamo loro non è di controllare se l'UE porta a termine il suo impegni ma di solidarizzare con il lavoratori turchi e curdi aiutando la nostra lotta per restare fuori dall'Unione.