fonte: http://www.solidnet.org
traduzione dall'inglese del Ccdp
Dal
Partito comunista della Turchia (TKP), 01 Aprile, 2004
http://www.tkp.org.tr
, mailto:int@tkp.org.tr
Considerazioni sulle elezioni amministrative in
Turchia
A seguito delle elezione amministrative tenutesi il 28 marzo, è difficile dire di primo acchito se l'incremento
dei voti per il partito al governo AKP (Partito della Giustizia e dello
Sviluppo) significa che i suoi obiettivi politici, o in una prospettiva più
generale, che gli assalti dell'imperialismo ed del capitale che questo partito
rappresenta, siano stati accettati dalle masse. Non è facile confrontare il partito
attualmente al governo con il DP (Partito Democratico guidato da Adnan
Menderes) degli anni cinquanta o con l'ANAP (Partito della 'madre terra'
guidato da Turgut Ozal) degli anni ottanta poiché le strutture ideologiche e
politiche di questi partiti erano meglio definite. In vero la forza dell'AKP
non risiede nella sua linea politica quanto piuttosto nell'assenza di
alternative.
Il forte calo di voti, specialmente nelle grandi città, è la manifestazione di
questo "fenomeno di mancanza di alternative" e nel contempo una
tendenza ad abbandonare e a non curarsi delle masse.
In questo contesto, non ci sono dati sufficienti per concludere che la società
turca è orientata politicamente verso destra. Ciò che si può mettere in
evidenza è la formazione inevitabile di 'vuoti' nell'arena politica,
soprattutto nella sinistra. I vecchi e nuovi attori della social-democrazia
hanno sperimentato un crollo nelle elezioni, e con questi risultati, l'atteso
processo di ristrutturazione è inevitabile. Tuttavia le dinamiche di questo
processo sono ancora poco chiare. Né il CHP (Partito Repubblicano dei Popoli
guidato da Deniz Baykal, principale partito di opposizione al Parlamento), né
il YTP (Partito della Nuova Turchia guidato da Ismail Cem) e né il SHP (Partito
Socialdemocratico del Popolo) sembrano avere l'energia per promuovere un
processo di ristrutturazione.
La dissoluzione della base sociale del DEHAP è diventata particolarmente
evidente ed i partiti della sinistra riformista assistono ad un crollo politico
totale.
In questo scenario, l'aumento dei voti del TKP (Partito Comunista della
Turchia) è certamente importante ed apprezzabile. Il TKP è l'unico partito di
"sinistra" che ha registrato un incremento di preferenze.
Tuttavia, oltre al fatto che l'aumento è modesto, non abbiamo potuto
raccogliere dati che pongano in relazione i risultati delle elezioni con la
campagna elettorale. È difficile distinguere quanto di questo aumento
corrisponda al lavoro organizzato. Per esempio è importante notare che
l'incremento dei voti nelle grandi città nelle quali l'organizzazione di
partito è più forte, è inferiore all'aumento complessivo dei voti nel paese. I
risultati del TKP nelle elezioni del 3 novembre 2002, avevano mostrato che il
partito raccoglieva più consensi nelle regioni dove i quadri e membri del
partito partecipavano ad una campagna in maniera organizzata. A parte alcune
eccezioni, questa volta non è possibile fare le stesse considerazioni. Ciò
rende impossibile riassumere i risultati del partito alle elezioni in termini
di successo o insuccesso. Inoltre, le dinamiche locali sulle quali questa
elezione si è basata e l'effetto fortificante delle elezioni sulla
depoliticizzazione limitano le dimensioni dell'analisi.
Senza dubbio, gli organi centrali del partito utilizzeranno i risultati di
questa elezione e i dati raccolti durante la campagna elettorale nel
ristrutturare e programmare l'agenda politica del partito. A questo punto, è
possibile dire che la percentuale dei voti del TKP è aumentata dallo 0,19% allo
0,30% ed il numero assoluto dei voti da 60.000 a 85.000. Il TKP se da un lato
enfatizza questo parziale aumento, dall'altra è consapevole che con questi
numeri è impossibile riempire i 'vuoti della sinistra', d'altronde l'area
politica che il TKP si pone come obiettivo è molto più grande.
È tempo di aumentare la forza organizzativa del partito. Abbiamo assistito ad
un aumento della superficie di contatto tra il partito ed i suoi sostenitori
nel mese passato. Ora, questo potenziale dovrebbe essere trasformato in potere
politico concreto.
È tempo di aumentare la forza organizzativa della classe operaia. Il fattore
principale che impedirà il processo di "sfaldamento" delle politiche
di sinistra è di portare, attraverso il
partito, la classe operaia nell'arena politica. Questo è l'unico
modo di completare il parziale successo che il partito ha realizzato nelle
elezioni.
È tempo di prepararsi per il 'contrattacco' alle privatizzazioni e
all'imperialismo. Opporsi all'AKP non solo è possibile ma è anche un dovere
urgente, una responsabilità del nostro partito.
È tempo di proseguire la lotta contro il Summit della NATO con rinnovata
energia. Nello stesso modo in cui possiamo chiudere le porte di Istanbul alla
NATO, diverrà possibile impedire l'operazione che sta emarginando la sinistra
sia in politica che nella società.
È tempo di resistere alla dittatura del capitale che pretende che la sinistra
sia un'esperienza "conclusa".
Il Partito Comunista della Turchia
Segretariato del Comitato Centrale