www.resistenze.org - popoli resistenti - turchia - 08-05-04

dall'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia.

Iniziativa internazionale:
Libertà per Abdullah Öcalan - Pace in Kurdistan


INTERNATIONAL INITIATIVE BRIEFINGS:
La questione curda e il diritto europeo l'ultimo atto nel processo Ocalan

Il 9. Giugno del 2004, davanti alla corte di giustizia europea per i diritti umani, inizia il processo di revisione sul caso Ocalan.

Dopo tre anni di continui dibattimenti, la corte europea di  giustizia ha pronunciato il 13 Marzo del  2003 la sentenza del ricorso  di Abdullah Ocalan contro la Turchia.

In questa sentenza si sostiene che il leader curdo non ha avuto un  processo corretto da una corte  autonoma nel giudizio(vedi la presenza  di giudici militari), il suo diritto alla difesa sarebbe stato leso e ha  subito un trattamento disumano con la  sua condanna a morte.

Questa constatazione della corte di giustizia è stata valutata dagli  avvocati di Ocalan assolutamente positiva, anche se decisamente  insufficiente. Essi hanno chiesto la revisione del processo.

Anche la Turchia non si è dichiarata soddisfatta e pertanto anch'essa si è pronunciata per una revisione.

Quali sono le cause pei i quali non si è d'accordo sulla sentenza  del ricorso? Per gli avvocati di Ocalan  non è stato tenuto conto della  violazione dell'articolo 5 della convenzione europea per i diritti  umani. Tale violazione si è manifestata chiaramente nel rapimento di  Ocalan del 15 febbraio 1999 a Nairobi in Kenia, che nega ogni norma del diritto.

Secondo gli avvocati di Ocalan la corte avrebbe dovuto occuparsi  anche delle circostanze del trasferimento forzato di Ocalan dal Kenia in  Turchia, fatto questo che è stato completamente ignorato. Un rifiuto di  una indagine in tal senso si opporrebbe al comune senso del diritto. Un  altro punto in questione sarebbe stato quello della pena di morte. Essa  è stata sì abolita, ma Abdullah Ocalan è sottoposto, da quando è stato  trasferito nella prigione- isola turca di Imrali ad un regime di totale  isolamento, fatto questo che rappresenta una violazione al divieto di  tortura. A riguardo la camera piccola della corte europea di giustizia  non ha assunto una posizione univoca.

La Turchia, da parte sua si oppone alla constatazione della corte.Il  processo Ocalan  della Corte Europea non è un processo di uno Stato di  diritto. Con questa constatazione è emerso chiaramente lo status  giuridico di Ocalan. Egli è un prigioniero politico, che è finito in  prigione a causa di un conflitto non ancora risolto.

La Turchia vorrebbe evitare la possibilità di una tale interpretazione. Adesso tutto questo va di nuovo dibattuto. Il 9 giugno 2004 inizia il processo di revisione davanti alla camera  grande della Corte Europea di Strasburgo per i Diritti Umani.

19 giudici dovranno decidere sugli argomenti impugnati.
Cosa si aspettano gli avvocati di Ocalan?
Una presa di posizione davanti all'ufficio di coordinamento  dell'Iniziativa Internazionale essi  hanno fatto capire chiaramente, che  è priorità assoluta il fatto che il trasferimento forzato (dal Kenia in  Turchia) venga ritenuto un atto illegale.

A riguardo deve esser sentito personalmente anche il condannato. Non  fa differenza se questo avviene ad Imrali oppure tramite  videoconferenza.

Inoltre essi si aspettano una ulteriore conferma del fatto che, il  processo contro Ocalan non è stato corretto, e che vengano abolite le  condizioni di detenzione in isolamento come violazione della Convenzione  europea per i Diritti Umani, come pure il ritiro di tutte le misure  discriminanti nei confronti di Abdullah Ocalan.

Gli avvocati di Ocalan si auspicano anche che la Corte possa più che  in passato tenere in considerazione lo sfondo politico del processo,  ossia che Ocalan è un prodotto di un conflitto, per il quale non è  l'unico responsabile. Nell'ambito della ricerca di una soluzione  accettabile tra le parti in causa nel processo deve avere la sua voce  anche la questione curda e la sua soluzione per via democratica,  altrimenti non si vede come si possa pervenire ad un buon accordo.

Si vedrà il 9 giugno in che misura il diritto europeo possa  contribuire ad una soluzione della questione curda. Migliaia di  procedimenti contro la Turchia, nei quali il più delle volte essaè stata  condannata per avere violato i diritti umani, mostrano che non siamo qui  in presenza di una questione che si possa isolare dalle altre. La Corte  di giustizia europea per Diritti Umani non può distaccarsi da questo  ambito. Essa difende i diritti dei singoli cittadini contro lo Stato di  provenienza. Anche se in fin dei conti i conflitti dentro uno Stato  hanno una componente specifica, tuttavia questo non esclude il contesto  causale.

In riferimento alla irrisolta questione curda è almeno da attendersi  dalla Corte Europea per i Diritti Umani che tenga conto di questa  realtà. Se non fosse così verrebbe meno la sua missione di difendere il  diritto europeo.

Già da ora è una cosa certa che la Turchia ha ancora davanti a se  una lunga strada da ricoprire per arrivare ad una vera democrazia.
Gli inni di lode di alcuni strateghi della Comunità Europea in  riferimento alle riforme in Turchia, pronunciati in relazione ai propri  interessi economici, non cambieranno nulla, poiché senza una soluzione  della questione curda non vi sarà una Turchia democratica e una Turchia  non democratica deve essere esclusa come membro della Comunità Europea.


Firmatari dell'iniziativa:

Mairead Maguire (Premio Nobel, Irlanda del Nord),
Dario Fo (Regista, attore, autore,Premio Nobel per la Letteratura, Italia),
Adolfo Perez  Esquivel (Premio Nobel per la Letteratura , Argentina),
José Ramos-Horta  (Premio Nobel per la Pace Timor Est ),
José Saramago (Premio Nobel per  la Letteratura, Portogallo),
Danielle Mitterrand (Fondazione France  Liberté, Francia),
Ramsey Clark (Avvocato, ex-Ministro della Giustizia,  USA),
Uri Avnery (Ex-deputato alla Knesset, Gush Shalom -Blocco per la  Pace- Israele),
Prof. Dr. Noam Chomsky (Linguista, Pubblicista,  Massachusetts Institute of Technology, USA),
Alain Lipietz (Parlamentare  Europeo, Francia),
Pedro Marset Carpos (Parlamentare Europeo , Spagna),
Mrs. Jean Lambert (Parlamentare Europeo, Gran Bretagna),
Lord Eric  Avebury (Presidente del gruppo parlamentare sui diritti umani, House of  Lords, Gran Bretagna),
Harry Cohen (Deputato del Labour Party, Gran  Bretagna),
Cynog Dafis (Deputato al Parlamento, Gran Bretagna),
Lord  Raymond Hylton (House of Lords, Gran Bretagna),
Lord John Nicholas Rea  (House of Lords, Gran Bretagna),
Walid Jumblat (Presidente del partito  del socialista per il progresso, Libano),
Rudi Vis ( Deputato del Labour  Party, Gran Bretagna),
Paul Flynn (Deputato del Labour Party, Gran  Bretagna ),
Máiréad Keane (Presidente del settore rapporti  internazionali del Sinn Fein, Irlanda del Nord),
Domenico Gallo  (Giudice, ex-Senatore, Membro di Magistratura Democratica, Italia),
Livio Pepino (Giudice, Presidente di Magistratura Democratica, Italia),
Xabier Arzalluz (Presidente del Partito nazionalista Basco),
Tony Benn  (Deputato del Labour Party, Gran Bretagna),
Giovanni Palombarini  (Giudice, Ex Presidente di Magistratura Democratica, Italia),
Heidi  Ambrosch (Vice-Presidente e portavoce delle donne del Partito Comunista  Austriaco),
Alain Calles (Presidente del MRAP, Francia),
Renée le Migmot  (Vicesegretario generale del MRAP, Francia),
Mag. Walter Baier  (Presidente del Partito Comunista Austriaco),
Gianna Nannini  (cantautrice, Italia),
Geraldine Chaplin (Attrice, Madrid, Spagna),
 Dietrich Kittner (Scrittore, Cabarettista, Germania),
Jean-Jacques  Kirkyacharian (Rappresentante del MRAP all'ONU, Francia),
David  MacDowall (Scrittore, Gran Bretagna),
Alice Walker (Scrittrice, USA),
 Franca Rame (Autrice,Regista,Attrice, Italia),
Chris Kutschera  (Scrittore, Francia),
Prof. Dr. Jean Ziegler (Deputato e Pubblicista,  Svizzera),
Dr. Diether Dehm (Ex-Vicepresidente della PDS, Germania),
 Prof. Dr. Angela Davis (University of California, Santa Cruz, USA),
 Prof. Dr. Luigi Ferraioli (Docente di Fiolosofia del Diritto, Italia),
 Prof. Dr. Uwe Jens Heuer (Docente di Scienze del Diritto, Berlino  Germania),
Prof. Dr. Wolf-Dieter Narr (Comitato per i Diritti  Fondamentali e la Democrazia, Germania),
Prof. Dr. Werner Ruf (Studioso  di Diritto Internazionale, Università di Kassel, Germania),
Prof. Dr.  Norman Paech (Studioso di Diritto Internazionale, Scuola Superiore per  l'Economia e la Politica di Amburgo, Germania),
Prof. Dr. Gerhard Stuby  (Studioso di Diritto Internazionale, Università di Brema, Germania),
 Prof. Dr. h.c. Ronald Mönch (Rettore della Hochschule di Brema  Germania),
Prof. Dr. Elmar Altvater (Fondazione L.Basso per i diritti  dei popoli Germania),
Prof. Dr. Helmut Dahmer (Docente di Sociologia, TU  Darmstadt, Germania),
Prof. Jürgen Waller (Rettore della Scuola  Superiore per le Arti Brema, Germania),
Hilarion Carpucci (Arcivescovo  siriano-ortodosso di Gerusalemme),
Christine Blower (Ex-Presidente del  sindacato degli insegnanti inglesi (NUT), Gran Bretagna),
Ken Cameron  (Segretario Generale del Sindacato dei Vigili del Fuoco - FBU-, Gran  Bretagna),
Josep Lluis Carod Rouira (Presidente del Partito Repubblicano  di Sinistra di Catalogna, Spagna),
Michael Feeney (Consigliere sui  profughi del Cardinale Hume, Gran Bretagna),
Gareth Peirce (Avvocato,  Gran Bretagna),
Frances Webber (Avvocato, Gran Bretagna),
Norbert Mattes  (Progetto Informativo Vicino e Medio Oriente, Germania),
Yayla  Mönch-Buçak (Università di Oldenburg),
Mamoud Osman (Politico curdo,  Gran Bretagna),
Dr. Jutta Bauer (Vignettista, Germania),
Rolf Becker (  Attore, IG Medien, Germania),
Hans Branscheidt (medico internationale /  Appello di Hannover, Germania),
Dr. Rolf Gössner (Avvocato, Pubblicista,  Germania),
Günther Schwarberg (Giornalista, Germania),
Roland Ofteringer  (Progetto informativo Vicino e Medio Oriente Germania)   [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]