www.resistenze.org - popoli resistenti - turchia - 27-10-06
fonte: http://www.solidnet.org
da Partito Comunista Turco(TKP),17 Ottobre 2006
http://www.tkp.org.tr
L'ultima legge adottata sul genocidio armeno
Comitato Politico del Partito Comunista Turco, 11 Ottobre 2006
L'intenzione dei circoli imperialisti e liberali nel cancellare le sofferenze del popolo armeno, non è né di affrontare la storia, né la modernizzazione. L’imperialismo vuole screditare la lotta antimperialista; l'insistenza sul termine genocidio non ha altro significato pratico che quello. Noi consideriamo il “Medz Yegern” armeno come “la Grande Catastrofe” di tutti i popoli. Oggi i comunisti e i patrioti, che proclamano nel nostro paese la lotta contro l’imperialismo, non hanno da saldare proprio alcun obbligo per le epurazioni nazionaliste. I popoli che furono perseguitati e massacrati e deportati, non solo nel 1915 ma anche prima e dopo, sono i fratelli e le sorelle dei patrioti. Noi non rinunceremo né alla lotta contro l’imperialismo, né a difendere la fraternità dei popoli.
Da giorni si sta discutendo la bozza di legge sul genocidio armeno. Numerosi attori del sistema stanno apportando suggerimenti sulle necessarie contromisure. Gli imperialisti francesi da un lato ed i nazionalisti turchi dall’altro, stanno portando la situazione ad un punto morto. E poi ci sono gli altri imperialisti che intervengono nel ruolo di “buoni poliziotti”…
La prima verità che va detta sulla questione armena è che l’argomento dovrà essere tolto dalle mani di imperialisti e nazionalisti. È impossibile ottenere la minima soluzione nell'interesse del popolo da qualsiasi discussione che venga fatta da questi fratelli ostili. Ogniqualvolta intervengono gli imperialisti ed ogniqualvolta il nazionalismo turco tenta di rispondere loro, la divisione tra i popoli, che è soggetto prioritario, viene allargata.
Al contrario, ogniqualvolta la questione tra i due popoli (sia che riguardi il passato sia che riguardi il futuro) viene discussa, la finalità di ognuno sarà la costruzione dell'amicizia dei popoli. L’attuale processo sta portando nella direzione opposta. Il principio fondamentale della soluzione dei comunisti e dei patrioti è la fraternità dei popoli.
La questione turco-armena non è cosa limitata a questi due popoli. La questione turco-armena è parte della “Questione Orientale” che si è sviluppata dalla I Guerra Mondiale. La Questione Orientale non fu creata dai popoli orientali ma da imperialisti e colonialisti che erano ansiosi di dividere la regione. Gli odierni dibattiti su chi attaccò chi, e che uccise chi, non stanno servendo a rivelare la verità storica ma ad oscurare il ruolo giocato da imperialismo e colonialismo.
Come nel disintegrarsi dell’epoca dell’ancien regime, la capacità dello stato ottomano di affrontare questi interventi stando spalla a spalla con i popoli era esattamente nulla. L'equilibrio ottomano, basato sull'asservimento dei lavoratori e la dipendenza di popoli, era un ordine reazionario. In questo senso quindi, non c'è niente da stupirsi per la capacità dell’imperialismo di accendere micce tra i popoli musulmano e cristiano.
Tutti parlano di rivelare la verità storica e di confrontare la storia. Durante il gioco imperialista della separazione, i popoli turco e armeno furono messi l'uno contro l'altro. Furono gli imperialisti a scrivere questa storia insanguinata e dolorosa. Nel frattempo i popoli turco e armeno si lasciarono andare ai loro propri nazionalismi e mancò loro la capacità di opporsi a questi vili scenari. Fino a quando questa diatriba non supererà la controversia su chi perseguitò chi, la storia servirà all'ostilità.
È evidente che ci fu una Guerra di Liberazione, che si posizionò nella lotta contro l’imperialismo. La conduzione di questo processo di liberazione attraverso l'eliminazione di un altro popolo, che fu ingaggiata nel separatismo imperialista, fu un metodo cominciato dai precedenti governi dell'Impero Ottomano e adottato dai nuovi governi. Subentrando all'Impero Ottomano, il capitalismo continuò con la stessa incapacità e negligenza riguardo alla fraternità dei popoli.
Oggi i comunisti e i patrioti, che proclamano nel nostro paese la lotta contro l’imperialismo, non hanno da saldare proprio alcun obbligo per le epurazioni nazionaliste. I popoli che furono perseguitati massacrati e deportati, non solo nel 1915 ma anche prima e dopo, sono i fratelli e le sorelle dei patrioti. Noi non rinunciamo né alla lotta contro l’imperialismo, né a difendere la fraternità dei popoli.
L'intenzione dei circoli imperialisti e liberali nel cancellare le sofferenze del popolo armeno, non è né di affrontare la storia, né di modernizzazione. L’imperialismo vuole screditare la lotta antimperialista; l'insistenza sul termine genocidio non ha altro significato pratico. Noi consideriamo il “Medz Yegern” armeno come la “Grande Catastrofe” di ogni popolo.
La nostro problema è portare questa comprensione alle masse lavoratrici. Ed il nostro scopo è sviluppare un ordine di fraternità, che sia immune alla disgregazione degli interventi imperialisti.
Traduzione dall’inglese Bf per resistenze.org