www.resistenze.org - popoli resistenti - turchia - 25-01-07

fonte www.solidnet.org
da Partito Comunista di Turchia
www.tkp.org.tr/int  , mailto:int@tkp.org.tr
 
L’assassinio di Dink colpisce nel segno.
 
Una cospirazione congiunta di nazionalisti e imperialisti
 
23 gennaio 2007
 
L’omicidio di Hrant Dink, capo redattore del giornale Agos, è molto doloroso ma non sorprende del tutto. Il paese è diventato molto fragile a causa dell’unione d’intenti tra imperialisti e circoli nazional-fascisti. In un paese in cui tutte le istituzioni e i monopoli sono stati aperti ai disegni degli imperialisti, dove le risorse e la ricchezza materiale sono poste sotto il controllo delle forze di mercato attraverso politiche economiche liberiste, e in cui la società è stata circuita da atteggiamenti reazionari e da comportamenti forsennatamente razzisti, sparare agli obiettivi sensibili è una pratica politica tra le più efficaci. Oggi la pallottola è toccata a Hrant Dink.
 
Coloro i quali mirano a seminare odio tra i popoli colpiscono nel segno. Si esige che l’assassino sia catturato, ma certamente non verrà fatta luce sul caso. Come accaduto in occasione dei massacri del 1° Maggio (1977), di Kahramanmaras (1978) e Sivas (1993), crimini della contro-guerriglia con centinaia di morti, anche l’assassinio di Dink verrà insabbiato.
 
In ogni caso, i mandanti sono conosciuti.
 
Le forze imperialiste, che hanno aumentato nei tempi il loro dominio alienando i popoli della nostra regione, sono colpevoli di perseguire le loro politiche usando la grande tragedia vissuta dal popolo armeno. Quadri d’ogni grado, fascisti e razzisti, finanziati e addestrati dagli altri paesi imperialisti, appoggiati per lunghi anni, sono colpevoli di aver dichiarato una “guerra santa” (jihiad) che loro chiamano “patriottismo”, contro Armeni, Curdi e altri popoli.
 
Lo stato, che ha protetto gli assassini, permettendo e supportando le dimostrazioni incivili ed i linciaggi, è colpevole di aver indicato Hrant Dink come bersaglio.
 
Oggi la Turchia è diventata ancora più fragile.
 
Questa fragilità sarà scontata dalle nostre masse lavoratrici. L’omicidio di Dink rinforzerà gli Stati Uniti, l’Unione Europea, i circoli fascisti che bramano la confusione e l’incertezza e i neo-liberisti dell’UE.
 
Le nostre masse lavoratrici devono riguadagnare peso. Questa è la sola strada per mettere fine alla fragilità della Turchia.
 
Le masse lavoratrici del nostro popolo devono organizzarsi rapidamente e liberare il paese dai vampiri imperialisti.
 
Una volta ancora annunciamo che raggiungeremo inevitabilmente questi obiettivi, e porgiamo le nostre condoglianze alla famiglia e agli amici di Hrant Dink
 
Partito Comunista di Turchia (TKP)
Comitato Politico

Traduzione per www.resistenze.org a cura del 
Centro di Cultura e Documentazione Popolare