www.resistenze.org - popoli resistenti - turchia - 06-05-07

I comunisti turchi, vittime della violenta repressione del 1° Maggio a Istanbul
 
I giornali hanno riferito della violenta repressione che si è abbattuta sulla manifestazione del 1° Maggio a Istanbul, che si proponeva di ricordare anche le decine di vittime del massacro perpetrato 30 anni prima, il 1° Maggio 1977.
 
Come emerge dal comunicato del Partito Comunista di Turchia, diffuso all’indomani dell’attacco poliziesco di stampo fascista e di cui proponiamo la traduzione, i nostri compagni turchi, non solo hanno avuto un ruolo di primo piano nell’organizzazione della grande manifestazione, ma sono stati le principali vittime (con decine di feriti ed arrestati) della violenza poliziesca.
 
Ad essi vogliamo esprimere la nostra solidarietà, associandoci al contenuto del messaggio (anche questo da noi tradotto) inviato dai compagni del Partito Comunista di Grecia.
 
La redazione di “Resistenze.org”
 
da: www.tkp.org.tr/int , mailto:int@tkp.org.tr
in www.solidnet.org
 
Muammer Guler, il Governatore fascista di Istanbul deve dimettersi immediatamente!
 
Comunicato stampa del Partito Comunista di Turchia (TKP) - 2 maggio 2007
 
1 Maggio 2007
 
Alla stampa e all’opinione pubblica
 
Muammer Guler, il Governatore di Istanbul non ha agito come un governatore, ma come il comandante di un esercito di occupazione, terrorizzando il popolo. Istanbul è stata quasi occupata dalle forze di sicurezza; il popolo, che voleva celebrare il 1° Maggio, Giorno dei Lavoratori, è stato trattato alla stregua dei terroristi, e i lavoratori si sono trovati di fronte a un comportamento inumano.
 
Il Governatorato di Istanbul, che ha cercato di ostacolare le iniziative previste a Taksim, provocando per settimane tensione attorno alle azioni del 1° Maggio, ha compreso che non poteva diminuirne la partecipazione e ha imposto di fatto la legge marziale. La gente arrivata da fuori Istanbul è stata violentemente attaccata dalla polizia ai caselli autostradali. I lavoratori sono stati feriti, in seguito agli assalti con i gas lacrimogeni.
 
In un altro punto, la polizia ha assaltato i gruppi che si stavano riunendo di fronte al porto marittimo di Besiktas e a Dolabahce, arrestando centinaia di persone. Molte di queste persone sono state ferite durante l’intervento della polizia. Il traffico è rimasto paralizzato in quasi tutte i quartieri di Istanbul.
 
Più di 500 persone del Partito Comunista di Turchia e del Fronte Patriottico sono state fermate. 120 compagni sono stati assistiti negli ospedali e nelle sedi del partito. Huseyin Karabulut, il presidente della sezione di Istanbul del TKP, si trova agli arresti. Il membro del TKP e attore Nevzat Sus ha subito un’emorragia cerebrale ed è stato operato. Molti compagni hanno subito fratture.
 
Il Governatore Muammer Guler, che in pratica ha dichiarato la legge marziale per impedire le manifestazioni del 1° Maggio, e il Ministro degli Interni Abdulkadir Aksu, che lo ha diretto, devono rassegnare le dimissioni per la responsabilità avuta nella creazione della crisi. Tutti i comandanti delle squadre anti-terrore, che manifestavano soddisfazione quando la gente veniva ferita, comportandosi in modo inumano, devono essere cacciati.
 
Il Partito Comunista di Turchia denuncerà tutti coloro che si sono resi responsabili dell’occupazione poliziesca e del terrore di stato il 1° Maggio 2007.
 
da. www.kke.gr , mailto:cpg@int.kke.gr
in www.solidnet.org
 
Solidarietà con i lavoratori della Turchia!
 
Dichiarazione del Partito Comunista di Grecia (KKE)
 
2 maggio 2007
 
Il KKE denuncia di fronte al popolo greco il brutale attacco dei meccanismi repressivi turchi contro la manifestazione del 1° Maggio a Istanbul. La manifestazione era dedicata al ricordo dei 34 dimostranti assassinati il 1° Maggio 1977.
 
Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Partito Comunista di Turchia, al Fronte Patriottico e ai sindacati che hanno organizzato la dimostrazione a Piazza Taksim. Siamo a fianco delle decine di comunisti arrestati e degli altri militanti.
 
La dimostrazione militante di oggi, che ha avuto luogo malgrado il divieto, dimostra che esiste anche un’altra Turchia oltre a quella degli islamisti, dei politici borghesi laici e dello stato. Esiste la Turchia del popolo che lotta, dei comunisti, dei militanti della sinistra, la Turchia dei proletari; la Turchia che non si limita a sventolare le sue bandiere ma che lotta per un futuro, in cui i popoli di Grecia e Turchia possano vivere in fraternità.
 
Chiediamo che il governo turco rilasci immediatamente tutte le persone arrestate. Chiediamo anche che venga rimosso ogni ostacolo all’azione del Partito Comunista di Turchia e del Fronte Patriottico, perché sia loro riconosciuto di operare nella piena legalità.
 
1° Maggio 2007
 
L’Ufficio Stampa del KKE
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare