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Le basi dell'islamismo politico in Turchia

Can Seven* | unidadylucha.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

13/11/2014

Oggi nel mondo non c'è persona che non abbia visto i massacri e le barbarie commesse dallo Stato Islamico (IS). Con un minimo di conoscenza politica e della storia recente, si può facilmente osservare la connessione che ha l'imperialismo non solo con l'IS, ma anche con organizzazioni islamiste reazionarie del Medio Oriente come i talebani, Al Qaeda, il Fronte Al Nusra e altri molteplici esempi, più o meno conosciuti.

Si possono offrire dati, fatti specifici e storie su queste organizzazioni e su come l'imperialismo nordamericano, da poco più di mezzo secolo, abbia creato, utilizzato e alimentato le organizzazioni terroriste, reazionarie come elemento anticomunista nella regione. Ma è anche importante sottolineare qual è la base sociale e la base d'appoggio di queste organizzazioni e della velenosa ideologia dell'islamismo politico.

Dopo la rivoluzione borghese in Turchia e la fondazione della repubblica con una costituzione laica, che comportò l'abolizione del Califfato, è sempre esistito un settore reazionario della società che aspirava alla legge islamica e al Califfato. Nonostante l'adesione della Turchia alla Nato agli inizi degli anni '50, il governo neoliberale di Adnan Menderes, con l'appoggio dell'imperialismo, incentivò l'Islam sunnita ad avere maggiore presenza nella società, realizzando politiche conservatrici e islamiste, d'accordo con il progetto di "cintura verde" degli USA, una linea geografica in qualche modo islamista nel Medio Oriente per frenare la crescita del comunismo nella regione e per impedire l'aumento dell'influenza dell'URSS.

L'appoggio della CIA all'islamismo politico si è incarnato nella "Associazione di lotta contro il comunismo" fondata negli anni '50 e che negli anni '60 si trasformò in una organizzazione paramilitare che portò a termine diverse azioni violente contro i comunisti e le forze progressiste dell'epoca. Tra i personaggi più importanti nella costruzione del modello di "islamismo moderato" si trova anche Gülen, il leader della setta islamica più influente dell'attuale Turchia, che risiede negli USA e il cui movimento ha scuole nei 5 continenti.

Negli anni '60 e '70 gli islamisti non erano l'unica forza paramilitare che lo Stato e la CIA utilizzavano contro "la minaccia comunista": anche i nazionalisti e i fascisti pan-turchisti erano parte di queste forze paramilitari, anche se quello che oggi trova conferma è che gli islamisti, tra tutte le forze anticomuniste, erano gli unici ad avere una prospettiva di potere, gli unici ad avere come fine il potere politico, mentre i fascisti hanno servito ogni amministrazione come una forza supplente e fedele servitore.

Il successo che accelerò il processo di islamizzazione della politica in Turchia è stato senza dubbio il colpo di stato dell'80. Insieme ad una ondata di privatizzazioni, politiche economiche neoliberali e più dipendenti dagli USA che mai, quel golpe pianificato dagli USA portò anche alla fondazione di collegi e scuole religiose, corsi privati religiosi, costruzione non necessaria di centri islamici e moschee, maggiore appoggio politico ed economico a sette e organizzazioni reazionarie islamiste… infine, all'introduzione della religione in tutto lo spazio sociale e politico, che è una delle cause, probabilmente la più importante, che ha predisposto tutte le condizioni d'esistenza dell'attuale governo dell'AKP.

Quelli nati nella seconda metà degli anni '80 conoscono l'islamismo politico negli anni '90, attraverso i massacri e i crimini commessi da organizzazioni paramilitari come Hizbullah (non ha alcuna connessione con Hezbollah del Libano) e lo stato di terrore da loro creato e anche dal governo del RP (Partito del Benessere), l'ex partito e "scuola" di Erdogan, l'attuale presidente. Gli anni '90 furono anche gli anni delle privatizzazioni, dei tagli nei settori pubblici e dell'islamizzazione della società e della politica, così come delle "buone relazioni" e della alleanza con l'imperialismo nordamericano e anche con il sionismo.

L'essenziale in questo panorama storico e politico è che il neoliberismo, l'imperialismo e l'islamismo politico sono sempre andati mano nella mano. L'islamismo politico in ogni momento è stata un'arma anticomunista al servizio dell'imperialismo e non è una casualità che sempre la crescita del movimento islamista sia stato contemporaneo delle politiche neoliberiste più selvagge. Pertanto, non è una sorpresa che il governo neoliberale e islamo-fascista dell'AKP, come alleato degli USA, sia uno dei responsabili di tutto l'appoggio politico, militare, logistico e sociale offerto ad organizzazioni come lo Stato Islamico e altre forze islamiste della"opposizione" in Siria e dell'utilizzo di forze paramilitari come Hizbullah in Turchia.

Per tutto questo, il laicismo "a metà" dell'iniziativa fondatrice della repubblica borghese o il supposto laicismo delle sue forze armate, o organizzazioni che rappresentano le ideologie dell'islamismo "moderato" non possono esser la soluzione al terrorismo islamista al servizio dell'imperialismo. La soluzione è nell'esclusione della religione dallo spazio politico e dallo spazio d'educazione nella sua totalità.

* militante del Partito Comunista (KP), Turchia


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