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Lasciamo soli i partiti del sistema

Partito comunista (KP), Turchia | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

22/06/2015

Il Comitato Centrale del Partito Comunista ha concluso l'incontro inerente alla valutazione degli sviluppi nel paese e degli obiettivi della lotta quotidiana. Desideriamo condividere alcune delle conclusioni di tale incontro con il nostro popolo.

Il PC aveva affermato che le elezioni 2015 si sarebbero svolte all'insegna di un grosso inganno, in linea con la natura del sistema. Oggi questa affermazione dovrebbe essere chiara a tutti.

I dibattiti della coalizione non hanno nulla a che fare con il futuro e gli interessi della nostra gente. Si rendono evidenti le nuove pratiche di una politica decadente e priva di scrupoli. L'ordine capitalistico viene santificato in nome della "stabilità".

Ciò di cui il nostro popolo dovrebbe preoccuparsi non è il futuro della coalizione, né "l'ordine e la stabilità" promessa, ma come combattere contro il sistema e come resistere ai nuovi sconquassi che saranno portati avanti in nome della stabilità.

Questo è il nostro appello: Lasciamo soli i partiti di sistema.

1. Il nostro popolo è stato ingannato ancora una volta in occasione delle elezioni del 2015. La Turchia, è stata condotta all'appuntamento elettorale con la promessa di un cambiamento. Ora deve far fronte a un appello alla "quiete per addivenire a una soluzione e alla stabilità".

E' l'ennesimo imbroglio quello delle elezioni 2015. Questa è la conclusione che traiamo dalle ultime due settimane. Gli incontri della coalizione e i dibattiti condotti sui media dal grande capitale e dai pacificatori sono solo una serie di sciocchezze. L'obiettivo di "non lasciare la Turchia senza una soluzione", ritornello scandito da tutti, è di per sé una bizzarria.

Quale Turchia non deve essere lasciata senza soluzione? Cosa è questo appello alla stabilità? La stabilità è di per sé una menzogna per delle persone che vivono ogni sorta di incertezza, come la perdita del lavoro o il rischio di pignoramento a causa dei debiti. Quale stabilità, se non una scusa per i piani della coalizione?

Se osserviamo che sono coinvolte le organizzazioni capitalistiche e le potenze internazionali e che sono proprio queste che continuano a parlare di stabilità, allora risulta evidente che la stabilità deve giovare questi poteri, non il popolo.

A quanto pare la stabilità è la continuità del sistema marcio che ha ordito le guerre regionali, ha provocato conflitti interni, il bigottismo, l'oscurantismo e lo sfruttamento ivi basato.

2. Durante le elezioni, sono state manipolate le preferenze degli elettori. I mass media e l'alta società liberale degli intellettuali hanno vinto i convincimenti delle persone che altrimenti non si sarebbero sottomesse a queste manipolazioni. Tutti ora hanno compreso il loro obiettivo, che è quello di prolungare la vita della dittatura del capitale in nome della continuità e la stabilità dell'ordinamento.

Come Partito comunista, abbiamo cercato di cogliere ogni occasione prima delle elezioni per spiegare la situazione. Ora si vede chiaramente: le preferenze degli elettori sono state manipolate con vari strumenti prima del 7 giugno. L'essenza di questa manipolazione non è andata a sostegno di una precisa parte politica, quanto più è stato un processo di diluizione della politica utilizzando il tema delle elezioni. Accrescere la permeabilità tra i partiti politici e i loro aderenti, azzardare accostamenti inaspettati sono stati stratagemmi per proteggere il sistema. E' stata aumentata la pressione, smorzati i conflitti reali o scambiati con falsi conflitti, il tutto in linea con la natura del sistema. Inoltre, la cultura della "tolleranza" è stata presentata come un'opportunità per abbassare le tensioni create dalle tendenze fasciste del governo dell'AKP.

Abbiamo spiegato che l'atteggiamento semplicistico del "purché l'AKP se ne vada" era una trappola per le masse che avevano voltato la faccia al sistema prima delle elezioni. I partiti politici che hanno invitato a votare per loro "per respingere l'AKP", "per incriminare i ladri", ora si adoperano con lo slogan di "non bloccare la pace e garantire la stabilità".

3. Quelli che ostentavano opposizione verso l'AKP", ora mostrano pragmatismo in nome della pace e della stabilità.

E' esattamente ciò che è accaduto. Quelli che dicevano: "Siamo in grado di respingere l'AKP, il resto sono sciocchezze", si adoperano ora per rafforzare a lungo il conservatorismo dell'AKP.

I negoziati dietro le porte chiuse sono vergognosi. Noi non cerchiamo sensazioni, non determiniamo la nostra politica sulla base di voci politiche. Non ripetiamo i sentito dire e con questi cerchiamo di influenzare il pubblico. Ma c'è una rete di relazioni vergognosa e senza scrupoli che usano le espressioni più triviali contro gli altri.

Se chiedete, è per la stabilità. In realtà, la stabilità è una bugia in questo paese.

4. Agire come il guardiano della stabilità di questo sistema vuol dire sorvegliare l'inferno che i lavoratori attraversano ogni giorno, con il bagaglio di incertezze e tormenti. La stabilità del capitale infligge incertezze insopportabili ai lavoratori.

I lavoratori del nostro paese sono indebitati. La povertà non è solo la privazione che rende difficile la vita quotidiana. Per i lavoratori che conducono una lotta per la sopravvivenza, la povertà è una minaccia continua, che può trasformare la vita di punto in bianco. La povertà è un giudizio del tribunale, il licenziamento, uno sfratto.

Il nostro paese è all'uscio delle atrocità e della barbarie: è questione di tempo per essere trasformato in una terra di conflitti di religione o settari. In ogni caso non c'è bisogno di aspettare il "grande" conflitto sotto la spinta dell'attuale corrente repressiva creata dalla tirannia religiosa. A livello individuale, il conflitto è una delle possibilità che si possono incontrare dietro l'angolo. Il conflitto è la carneficina, i femminicidi, il terrore del Ramadan che arriva con passi timidi.

5. I centri imperialisti che iniziano le guerre e spezzano i paesi sono tra quelli che continuano a parlare di stabilità. I partiti del sistema cercano nel contempo di soddisfare le richieste di questi circoli internazionali.

Guardate ai problemi regionali in cui la Turchia è direttamente coinvolta. C'è stabilità nell'altro paese affacciato sul Mar Nero, l'Ucraina? L'avventura oscura in cui è affondata la Siria non rischia di assorbirci in qualsiasi momento?

La retorica di "non lasciare la Turchia senza una soluzione" in questo clima è soltanto il desiderio di non lasciare l'ordine capitalista senza un leader.

Sappiamo del complotto contro di noi, contro le persone; cerchiamo di lottare contro di esso. Ma non ci preoccupiamo dei dibattiti di coalizione, degli schieramenti di due o tre partiti, delle linee rosse disegnate per queste coalizioni e delle bizzarre conciliazioni.

6. Abbiamo tagliato tutti i rapporti con il sinistrismo che propugna "buone le coalizioni AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo)-CHP (Partito popolare repubblicano, sinistra laico) o CHP-MHP (Partito del Movimento Nazionalista, destra), ma evitare AKP-MHP". Non possiamo avere alcun rapporto con il panico che sollecitano le opzioni offerte dal sistema, il liberalismo e il semplice democratismo.

Abbiamo lasciato soli quelli che pensano di poter stabilire il futuro del paese con lettere questuanti scritte a MHP, un partito fascista radicato, con buoni pronostici pre-elettorali.

7. Noi, in vero, non prendiamo sul serio il numero di voti del Partito Comunista ottenuti il 7 giugno alle elezioni. Questo risultato, in valore assoluto, non significa nulla.

Quello che noi prendiamo sul serio sono i nostri nuovi compagni, che ci hanno avvicinato per partecipare al partito, per sostenere la nostra lotta proprio dopo le elezioni.
Quello che prendiamo sul serio sono le persone che hanno votato per il partito comunista.
Quello che non prendiamo sul serio sono gli affari di coalizione.

Questo è il nostro comunicato e l'appello al nostro popolo che è stato ingannato con la falsa primavera e una breve felicità.

Il sistema punta a rafforzare le sue debolezze.
Dobbiamo organizzare la lotta contro questo sistema.
Questo sistema deve essere cambiato; deve essere rovesciato.

Comitato Centrale
Partito Comunista

22/06/2015


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