Dopo Ankara: Perché la strategia di Erdogan e della Nato è in rovina
Intervista a Tariq Ali di Onur Erem * | counterpunch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
15/10/2015
Onur Erem: Lo scorso weekend abbiamo potuto sperimentare il più grande attacco con bombe sulla popolazione civile della recente storia della Turchia. Circa un centinaio di persone sono morte (il numero esatto è sconosciuto) e ciascuno di noi ha perso molti amici. Questo attacco è giunto dopo le bombe di Diyarbakir (su una riunione di curdi poco prima delle elezioni) e Suruc (che ha ucciso 33 giovani socialisti), attacchi che non hanno ancora un responsabile. L'opposizione in Turchia ha messo in guardia e diffidato il governo dell'AKP dal coinvolgere il paese nel conflitto siriano perchè ciò avrebbe aperto i confini della Siria ai fondamentalisti islamici. Ora abbiamo in Turchia le cellule dell'ISIS che fanno attentati a Diyarbakir, Suruc ed infine sono coinvolti nelle bombe di Ankara. Cosa pensa del ruolo di Erdogan e della politica dell'AKP nel Medio Oriente con riferimento alla recente ondata di terrore seminata nelle strade turche? Cosa pensa del coinvolgimento della Siria in Turchia e dei suoi rapporti con diverse organizzazioni jihadiste?
Tariq Ali: La strategia di Erdogan e della NATO nella regione è in rovina. La Turchia (lasciando per il momento da parte gli Stati del Golfo) è stata la principale promotrice dell'ISIS come nuova forza in grado di deporre Assad. Senza il suo supporto, l'ISIS non sarebbe andata così lontano in modo così rapido. E' peraltro vero che la casta corrotta degli ufficiali dell'esercito iracheno si è rifiutata di combattere l'ISIS e si è rapidamente data alla fuga. L'esercito siriano li ha invece affrontati, e così hanno fatto anche i Curdi di Siria, ma c'era una situazione di stallo che è stata interrotta solo dall'entrata in scena di Putin. L'ISIS, non dobbiamo mai dimenticarlo, non è semplicemente un esercito fantoccio di Riyadh o di Ankara. Condivide alcuni scopi con entrambi, ma il suo fine proclamato di costruire il califfato sunnita non è condiviso né favorito da alcun stato della regione. Chi sta usando chi? Ognuno usa l'altro. In cambio del supporto di Erdogan, gli jihadisti sembrano "aiutarlo" ad uccidere gli oppositori dell'AKP. La misura in cui la "struttura segreta" dell'AKP collabori coll'ISIS è una domanda a cui non posso rispondere. Non c'è prova di ciò ma non mi stupirei venisse fuori.
DOMANDA: Il Presidente Erdogan, il Primo Ministro Davutoglu e molti deputati dell'AKP stanno dicendo che in Turchia il popolo ha scelto il caos anziché il partito unico dell'AKP e che quindi i massacri che stiamo sperimentando sono il risultato del non aver votato l'AKP. Cosa ne pensa di questa logica? Come può un governo democraticamente eletto minacciare il suo popolo dicendo "se non ci eleggerete avrete a che fare col caos?"
T.A.: Non è un gran segreto che Erdogan è rimasto scosso dal fatto che l'AKP non ha vinto con una maggioranza schiacciante e dall'ingresso sensazionale dell' HDP nel Parlamento. Un leader borghese dotato di razionalità avrebbe accolto con piacere il fatto che il PKK avesse proposto una tregua e si fosse preparato a lavorare all'interno delle istituzioni parlamentari esistenti [come l'IRA e l'ETA prima di esso].
Invece Erdogan lo ha preso come una minaccia al suo prestigio, una sfida al suo potere ed ha iniziato a comportarsi come un ducetto, processo che è iniziato dopo le vaste proteste in tutto il paese che hanno fatto seguito all'attentato di Gezi. Ciò di per sé ha messo in luce le spaccature all'interno dell'AKP e la sua dipendenza dalla lobby dei costruttori edili. Se la tua faccia è marchiata dalla corruzione, perché te la prendi con lo specchio? In effetti, è stata l'arroganza e l'avventurismo dell'AKP che ha destabilizzato il paese.
DOMANDA: Il governo dell'AKP ha approvato la scorsa primavera "decreto sicurezza" che dà al governo il potere di trarre in arresto esponenti della sinistra e persone di nazionalità curda che partecipano a manifestazioni quando vi è un "ragionevole sospetto", termine che è stato pesantemente censurato per la sua vaghezza. Dall'altra parte, in data di ieri, il Primo Ministro Davutoglu ha detto "Noi siamo uno stato di diritto. Sebbene abbiamo i nomi dei potenziali attentatori suicidi dell'ISIS, non possiamo arrestarli prima che tramutino in fatti le loro intenzioni" E' stata una dichiarazione spiazzante per noi. Un'altra dichiarazione sbalorditiva è arrivata dal Ministro dell'Interno Altinok, quando ha detto "Non c'è stato alcun errore nelle procedure di sicurezza che possa aver favorito le bombe di Ankara" Il ricercatore in Turchia di Human Rights Watch Emma Sinclair Webb ha chiesto in modo ragionevole: "Cosa significa? Le cose sono andate come avevate pianificato? Grazie a chi?", ma non ha avuto alcuna risposta. Qual'è il suo commento a queste dichiarazioni?
T.A.: L'assenza di preoccupazione per le vite dei propri cittadini da parte di un governo eletto non è cosa nuova ma è comunque scioccante. Essi conoscevano i nomi degli attentatori suicidi ma non c'è prova (vale a dire non si sono ancora fatti esplodere uccidendo innocenti) e quindi è prematuro porli in stato di custodia cautelare. Questa è una spazzatura così incoerente che diverte solo il fatto che questi due buffoni stiano ancora nel Governo, oppure questa è la posizione dello stesso Erdogan? Se questo è il caso, è in atto una manovra di insabbiamento.
DOMANDA: Quando, due anni fa, lei è stato intervistato dalla BBC sulla questione se la Turchia stesse diventando un paese come il Pakistan e la Siria si stesse trasformando nell'Afghanistan, ha detto che la principale differenza tra i due paesi era che non vi erano nell'ISIS molti militanti turchi. Due anni sono trascorsi e oggi vi sono molti turchi che militano nell'ISIS. Dozzine di loro sono stati arrestati due mesi fa, e tuttavia sono stati rilasciati dopo pochi giorni. Il Primo Ministro Davutoglu ha annunciato di avere una lista di attentatori suicidi turchi dell'ISIS, che comprende circa venti persone. L'ISIS fa delle trasmissioni in Turchia, pubblica giornali e si sta organizzando nel paese. Cosa ne pensa di questo dibattito oggigiorno?
T.A.: Ho sottostimato la presenza dell'ISIS in Turchia ed il loro appeal per gli ex sostenitori di Erdogan rimasti disillusi e spinti nella direzione dei fondamentalisti islamici. Così la Turchia non si può dire immune dal virus. Chiaramente, il sostegno e la tolleranza ufficiale nei confronti dell'ISIS hanno facilitato il compito, ma ora non possono essere sconfitti soltanto con la forza. La Turchia ha bisogno di un governo popolare che rompa con le ricette economiche neoliberali e cogli interventi militari ordinati dalla NATO.
DOMANDA: Il Governo turco ha minacciato la Russia di colpire i suoi aerei se avessero violato lo spazio aereo turco. Ma dopo due violazioni abbiamo visto che questa minaccia non ha avuto effetto. Anche l'occidente ha accusato la Russia per i suoi recenti bombardamenti in Siria. In quale modo il coinvolgimento della Russia nella questione siriana inciderà sulla Turchia?
T.A.: Se i Russi riescono nel loro scopo, che è la distruzione dell'ISIS in Siria con azioni militari e la conservazione del regime con o senza Assad, questa sarà una sconfitta politica per la Turchia, per l'Arabia Saudita e la NATO con ripercussioni per l'intera regione. Ma questo è un grosso SE.
* Questa intervista è stata condotta da Onur Erem per il giornale BirGun.