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Il TKP indice una manifestazione di massa contro la NATO in vista del vertice della NATO ad Ankara

Partito Comunista di Turchia (TKP) | tkp.org.tr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/06/2026

Il Partito Comunista di Turchia (TKP) ha indetto una manifestazione di massa contro la NATO ad Ankara il 5 luglio, in vista del vertice della NATO previsto nella capitale turca il 7 e l'8 luglio.

Nel suo appello iniziale, il Partito ha descritto la NATO come un'organizzazione che, sin dalla sua fondazione, ha portato guerra e distruzione ai popoli di tutto il mondo e ha sostenuto che il vertice integrerebbe ulteriormente la Turchia nell'agenda militare e politica della NATO. Invitando i cittadini a radunarsi in piazza Tandoğan ad Ankara, il TKP ha dichiarato: «La NATO significa morte e disonore. Viva la vita, l'indipendenza e il socialismo.»

Incontro internazionale contro la NATO nella capitale turca

Il TKP ha indetto nel periodo dal 4 al 12 luglio la «Settimana contro il vertice della NATO». Nell'ambito delle attività della settimana, il 4 luglio si terrà ad Ankara un incontro internazionale che riunirà partiti provenienti dagli Stati membri della NATO e da tutta Europa. Un numero significativo di partiti ha già confermato la propria partecipazione.

«Non ci pensate nemmeno!»

Il Comitato Centrale del TKP ha successivamente rilasciato una dichiarazione in risposta alle notizie secondo cui ad Ankara potrebbero essere imposte misure di sicurezza straordinarie durante il vertice e che la manifestazione anti-NATO potrebbe subire restrizioni. Definendo la NATO «la più grande organizzazione terroristica del mondo», il TKP ha ammonito le autorità: «Non ci pensate nemmeno!»

Secondo la dichiarazione, il Partito sta monitorando attentamente i tentativi di trasformare Ankara in una «prigione a cielo aperto» per ostacolare la manifestazione anti-NATO in programma. Il TKP sostiene che il vertice venga utilizzato per approfondire l'integrazione della Turchia nei piani della NATO e ha accusato sia il governo che l'opposizione mainstream di allinearsi con l'alleanza.

«La classe capitalista che governa questo sistema, il governo dell'AKP e l'opposizione borghese che elogia la NATO in ogni occasione sono forse felici che Trump, il principale responsabile di tutti questi massacri, stia per venire nel nostro Paese», si legge nella dichiarazione.

Riferendosi ai recenti attacchi militari nella regione, il TKP ha sottolineato che «le bombe di fabbricazione statunitense sganciate sui popoli della Palestina, del Libano e del nostro vicino Iran bruciano ancora nella memoria e nella coscienza del nostro popolo». Mentre la classe dirigente può vedere il vertice come un'opportunità per assicurarsi «nuovi accordi e nuovi incarichi», il TKP sostiene che «questo Paese non è costituito solo da loro e dai loro collaboratori».

La dichiarazione ha poi spostato l'attenzione sull'opposizione pubblica alla NATO e all'influenza degli Stati Uniti in Turchia. «Non c'è nessuno in questo Paese che si piegherà ai piani degli Stati Uniti, piani che calpesterebbero la nostra indipendenza e manderebbero il nostro popolo alla morte per i propri interessi», ha dichiarato il TKP.

Ha aggiunto che «milioni di persone in questo Paese sono con tutto il cuore al fianco dei popoli della Palestina e dell'Iran contro la brutalità israeliana e statunitense», e che esiste un popolo che «prova vergogna per la presenza delle basi statunitensi e della NATO sul suolo della nostra patria».

Invitando la popolazione a partecipare alla manifestazione, il Partito ha sostenuto che è dovere dei patrioti della classe operaia, dei repubblicani, dei rivoluzionari e dei comunisti «accogliere la NATO come merita» e «opporsi a questa violenza imperialista con una grande mobilitazione ad Ankara».

Il TKP ha sottolineato che la manifestazione non deve essere vista come un evento appartenente esclusivamente al Partito.

«Questa manifestazione non appartiene solo al TKP», si legge nella dichiarazione, «ma a tutti gli onesti cittadini del nostro Paese e a chiunque sia sinceramente impegnato nella lotta contro l'imperialismo».

La dichiarazione si è conclusa con un appello all'unità contro l'imperialismo e il collaborazionismo: «Unitevi a noi per innalzare insieme il vessillo dell'indipendenza del nostro Paese. Unitevi a noi per opporci insieme ai collaborazionisti e ai banditi imperialisti».

«Questo Paese è nostro».


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