LE ELEZIONI PARLAMENTARI IN UCRAINA: INFORMAZIONI E COMMENTI
Rassegna
stampa a cura di Mauro Gemma
Il 31 marzo hanno avuto luogo le
elezioni per il rinnovo della Rada Suprema (Parlamento) della Repubblica
di Ucraina. La consultazione ha rappresentato un momento significativo
del confronto che contrappone l'Occidente (ed anche la Turchia, che non
nasconde mire egemoniche, almeno, sulla parte meridionale dell'Ucraina)
alla Russia, nella lotta per l'influenza su un grande paese europeo
dalla straordinaria importanza strategica dal punto di vista
geopolitico, che si è tradotto nell'aperta ingerenza degli Stati Uniti
nella campagna elettorale, attraverso finanziamenti e altre forme di
sostegno materiale e propagandistico ai partiti liberisti e nazionalisti
e inammissibili dichiarazioni tese ad esercitare pressioni sul governo
del paese.
Nel fornire informazioni e valutazioni di fonte locale e
russa, che rendono ampiamente conto dell'importanza strategica della
consultazione di domenica scorsa, dobbiamo purtroppo constatare con
amarezza che, ancora una volta, nel commentare le vicende dell'est
europeo, anche "Liberazione" ha voluto appiattirsi (speriamo solo in
virtù di una ormai cronica superficialità nell'approccio alle fonti)
sull'interpretazione dell'avvenimento, offerta dai centri di propaganda
del Dipartimento di stato USA, messi al servizio dei peggiori esponenti
(Viktor Iuschenko, "Chicago Boy" il cui governo "riformista", elogiato
dal giornale del PRC, fu fatto cadere con il voto determinante dei
comunisti, e Julia Timoshenko, già finita in carcere per le gigantesche
malversazioni) della "borghesia compradora" ucraina e di partiti
nazionalisti, eredi di coloro che collaborarono con le SS al massacro di
milioni di connazionali fedeli alla patria sovietica.
Basta, del
resto, leggere le affermazioni dell'immarcescibile Zbignew Brzezinski,
che pubblichiamo all'inizio della nostra rassegna stampa, per
comprendere i termini reali della questione ucraina.
Dichiarazione di
Zbignew Brzezinski
www.korrespondent.
net
1 aprile 2002
Il sito internet del
giornale "Kyiv Post" ha pubblicato una dichiarazione rilasciata da
Zbignew Brzezinski il giorno precedente le elezioni parlamentari, di cui
riportiamo i passi più importanti.
...Ritengo che l'Ucraina,
con le sue antiche tradizioni democratiche, che affondano le loro radici
già nella "Rus' di Kiev", considera sé stessa parte dell'Europa e penso
che, in tale contesto, il popolo dell'Ucraina speri che il suo sistema
politico possa paragonarsi al sistema politico, diciamo, della Svezia,
piuttosto che a quello della Corea del nord o dell'ex URSS.
Molto
dipende dalla maturità e dalla ostinazione del popolo ucraino a porsi il
problema di dove sta andando. Io, personalmente, guardo con ottimismo al
futuro dell'Ucraina. Ritengo che la democrazia in Ucraina, seppure non
pienamente realizzata e in fase di perfezionamento, si consoliderà e
rafforzerà. L'Ucraina farà certamente parte della comunità
euroatlantica: il che significa l'appartenenza alla NATO e all'Unione
Europea (la
sottolineatura è del traduttore).
L'Ucraina deve rappresentare già oggi un elemento
stabile del sistema europeo. Sono convinto che anche in futuro saprà
mantenere la propria indipendenza. Negli ultimi 10 anni l'Ucraina si è
prodigata con successo per mantenere l'indipendenza e per ricevere non
solo la considerazione formale, ma reale della maggioranza dei paesi del
mondo, in quanto stato indipendente e di rilievo.
Le osservazioni di
fondo che l'Occidente in questo momento muove all'Ucraina non riguardano
la condizione dell'Ucraina quale stato indipendente, ma piuttosto la
capacità dell'Ucraina di essere un paese organizzato, responsabile,
democratico, rispettoso del diritto. Proprio qui sta il nocciolo del
problema.
Noi, per parte USA, riteniamo che l'Ucraina dovrebbe
rappresentare un elemento fondamentale del nuovo sistema europeo di
stabilità e di sicurezza. L'esistenza dell'Ucraina è essenziale per
assicurare la fine delle tradizioni imperiali della politica estera
russa...Personalmente non penso che tra USA e Russia si scatenerà una
lotta per l'influenza sull'Ucraina. E' un problema dell'Ucraina e
riguarda ciò che intenderà fare del suo futuro. Se l'Ucraina vorrà
essere parte dell'Europa e del sistema euroatlantico, essa verrà accolta
a braccia aperte, naturalmente alla condizione di avere garantito uno
sviluppo democratico. Se invece preferirà essere una provincia della
Russia o tutt'al più una grande Bielorussia, è una decisione che spetta
all'Ucraina stessa. Spero che l'Ucraina adotterà la decisione in grado
di assicurare al paese una vita migliore, la sua partecipazione alla
sorgente società globale, l'esistenza del libero mercato, Internet, la
circolazione delle idee. E' proprio questa la scelta che deve fare
l'Ucraina.
Piotr Simonenko: "i poteri attuali vogliono la divisione
dell'Ucraina"
www.izvestia.ru
1 aprile 2002
Il partito comunista è
l'unica seria forza politica del paese che non ha dubbi nel pronunciarsi
per l'avvicinamento alla Russia. Piotr SIMONENKO, leader del PCU, il 31
marzo, ha commentato i possibili risultati e le conseguenze delle
elezioni parlamentari ucraine con la corrispondente delle "Izvestia"
Janina SOKOLOVSKA.
D. Prima delle elezioni, con Lei, unico tra
i leader di partiti ucraini, si è incontrato il presidente della Russia
Vladimir Putin. L'appoggio di Mosca le è stato di aiuto nella campagna
elettorale?
R. In quanto fatto politico l'incontro ci ha
giovato. Ma non abbiamo parlato solo di elezioni, ma anche del futuro
dell'Ucraina, delle prospettive delle relazioni tra Mosca e Kiev.
D. Siete l'unico partito, tra quelli in grado di competere, che si
è battuto, nel corso della campagna elettorale, per il rafforzamento
della collaborazione con la Russia, e il riconoscimento dei diritti
della lingua russa. Gli altri si sono forse "dimenticati" della Russia e
del russo?
R. Anche in passato abbiamo cercato di far
introdurre in Ucraina la Carta europea delle lingue delle minoranze
nazionali. Il Parlamento ci ha appoggiato, ma il presidente Kuchma ha
stravolto la decisione, facendo intervenire il Ministero della
Giustizia. Noi esigiamo che la seconda lingua ufficiale debba essere il
russo. Ora la destra cercherà di cambiare la normativa sul bilinguismo.
La maggioranza dei partiti "non si ricorda" anche della partnership
strategica con la Russia, nell'intento di trascinare il paese verso
l'Occidente.
Occorre prestare attenzione ai metodi che hanno usato
le destre ( "Nostra Ucraina" e il "Congresso dei nazionalisti ucraini"
che in essa è confluito) alla Rada. L'immagine di "Nostra Ucraina" si
fonda sulla persona di Iuschenko, anche se, in realtà, egli non
rappresenta nulla. Lo stanno lanciando per le elezioni presidenziali,
che, per la verità, sono già iniziate da quando Iuschenko riuscμ ad
ottenere più del 20% dei voti nella parte occidentale del paese. Tutto
ciò porterà alla divisione dell'Ucraina. La "Zapadenschina"
(in ucraino, la parte
occidentale della repubblica, nota del traduttore) cadrà sotto l'influenza dell'America,
l'Est sotto quella della Russia e la Crimea sotto l'influenza della
Turchia. Il giornale "Izvestia" è stato tra i primi a parlarne. E' un
progetto che ora sta per essere concretizzato dai poteri ucraini.
D. Lei parla del federalismo o della divisione in tre Ucraine?
R. Sono possibili alcune varianti: la creazione di una federazione
o di una confederazione oppure addirittura la totale separazione. Il
processo procederà a tappe. Oggi si sta facendo strada l'idea, lanciata
da "Ruch popolare" (nazionalisti ucraini, nota del traduttore) negli anni '90: la creazione di
un'Assemblea delle regioni. I vertici smentiscono nei fatti lo slogan
sbandierato "dell'unità del paese".
D. Lei ha affermato che i
risultati delle elezioni parlamentari saranno truccati. Può
dimostrarlo?
R. Certamente. Tutto è cominciato con la
composizione degli elenchi degli elettori. Nelle elezioni in corso la
Commissione elettorale ha indicato 700.000 aventi diritto al voto in più
rispetto al 1999. Hanno fatto in fretta, diminuendo la cifra
complessiva, ma non cambiando gli elenchi. Tra gli elettori mi è
capitato di trovare anche un mio parente, deceduto due anni fa. Abbiamo
messo in guardia rispetto a questo gigantesco tentativo di brogli.
Segnali di violazioni sono stati registrati a Charkov, Kirovograd e in
altre regioni. Valutiamo che in queste elezioni le falsificazioni
riguarderanno il 5-10 per cento delle schede.
Il Partito
comunista e "Per l'Ucraina unita!" accusano gli USA di ingerenza negli
affari interni dell'Ucraina
www.ukraine.ru
1 aprile 2002
Mosca. 1 aprile - Il
leader del PCU Piotr Simonenko e il coordinatore politico del blocco
"Per l'Ucraina unita!" Anatolij Tolstouchov il 31 marzo, di fronte alle
telecamere del canale "Inter" hanno accusato gli USA di ingerenza
diretta nello svolgimento della campagna elettorale parlamentare in
Ucraina.
A parere di Simonenko, l'ingerenza degli americani si è
concretizzata nel finanziamento di alcuni partiti e blocchi politici,
come pure di "media", attraverso i quali si è esercitata una pressione
psicologica sia sugli elettori che sul potere. Simonenko ha accusato un
collaboratore del vicesegretario di Stato USA Steven Pfaifer di avere,
in violazione delle proprie prerogative di funzionario di stato, fatto
pressione sul potere ucraino, affermando che i risultati delle elezioni
sarebbero stati accettati dagli Stati Uniti solo nel caso avessero
corrisposto ai dati emersi dai sondaggi, che pronosticavano la vittoria
del blocco "Nostra Ucraina". Simonenko ha anche aggiunto che oggi in
Ucraina operano circa 300 centri di ricerca, che vengono finanziati
dagli USA. "Se la situazione non cambia, ciò potrebbe avere conseguenze
rilevanti sul futuro dell'Ucraina", - ha detto Simonenko.
Tolstouchov ha affermato che uno "strumento di pressione" in Ucraina è
rappresentato dall'emittente radiofonica "Radio Liberty", attraverso le
cui trasmissioni gli americani hanno cercato di influenzare l'andamento
della campagna elettorale. Il segretario del Ministero degli Affari
esteri Jurij Serghejev ha stimato che l'influenza di altri stati sulla
campagna elettorale è stata "sensibile".
Dichiarazione di Piotr Simonenko, leader del Partito Comunista di
Ucraina
www.kpu.kiev.ua
1 aprile 2002
Sono stati resi noti i risultati
parziali delle elezioni parlamentari in Ucraina. Purtroppo si è
costretti a constatare che l'attuale campagna elettorale è stata la più
sporca, cinica e corrotta degli ultimi 10 anni. Nel parlamento, insieme
ad autentici servitori del popolo, si sono insediati, o più
precisamente, si sono imposti "ricchi sfondati" e personalità legate
chiaramente alla criminalità, abituate a vivere non secondo la le legge
e le norme di civiltà, ma in base alle regole della malavita.
Naturalmente per queste persone il mandato parlamentare rappresenta,
prima di tutto, la garanzia dell'impunità di fronte alla possibilità di
dover rispondere per i propri crimini.
Si può anche dire che sono
state confermate le previsioni dei comunisti e che la nuova composizione
del parlamento, in rapporto al precedente, non rappresenta l'effettiva
dislocazione delle forze politiche nella società ed è ancora più lontana
dai reali problemi del popolo. Già ora è evidente che le danze saranno
condotte dalle forze nazionaliste e reazionarie più di destra, che sono
confluite nei blocchi di Iuschenko e Timoshenko. Nel breve periodo c'è
da aspettarsi un'intensificazione delle loro azioni distruttive.
Da
queste forze verranno imposte misure tese ad ottenere una drastica
riconversione della politica estera, da un orientamento per cosμ
dire multidirezionale ad un modello di tipo euroatlantico americano.
Cercheranno in ogni modo di isolare l'Ucraina dai suoi vicini e alleati
della Russia, della Bielorussia e della Moldova. E' comprensibile a chi
e perché ciò conviene. E non conviene certo al popolo ucraino. Al centro
della configurazione parlamentare si troveranno i rappresentanti del
blocco "Per l'Ucraina unita!" e del Partito Socialdemocratico
(unificato). La loro posizione oscillante, sarà determinata, nella
maggior parte dei casi, da approcci congiunturali alle diverse
questioni, e nella individuazione della scelta prevarranno i loro
interessi politici e finanziari di clan.
Si capisce allora che, in
questa situazione, parlare di una stabile maggioranza parlamentare di
centro-destra è alquanto problematico. La maggioranza, come nella
precedente legislatura, sarà formata o in conseguenza di pressioni
presidenziali, o in base a determinati interessi "di famiglia".
Se
parliamo della posizione del PCU, si deve sapere che, nella nuova Rada
suprema, il partito condurrà una opposizione irriducibile contro il
regime oligarchico-criminale al potere. I deputati comunisti
difenderanno con determinazione e coerenza gli interessi dei loro
elettori. Adempiendo al nostro programma elettorale, faremo tutto che è
nelle nostre forze per realizzare la sovranità politica, l'indipendenza
economica e la giustizia sociale. In questo lavoro, siamo certi di
contare sulla comprensione e sul sostegno degli altri deputati di
sinistra. Nella convinzione di rappresentare l'unica speranza e difesa
del popolo lavoratore.